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Comunicati stampa

06/02/2009

Commento del presidente del Consiglio Favre in merito alle decisioni assunte dal Consiglio nazionale dell'Anci

Il presidente del Consiglio comunale Renato Favre ha partecipato ieri a Roma alla riunione del Consiglio Nazionale dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) convocata dal sindaco di Roma, on. Gianni Alemanno, nella Sala Protomoteca del Campidoglio.

All’ordine del giorno dell’incontro vi erano numerosi temi di rilievo, tra i quali l’esame delle problematiche e delle proposte in materia di sicurezza urbana e l’approvazione di un Protocollo d'intesa con i Consulenti del lavoro in merito all’assistenza gratuita presso i Comuni per la “social card”, ma soprattutto l’esame della situazione economico-finanziaria dei Comuni, tale da rendere estremamente difficoltosa la predisposizione dei bilanci di previsione per l’anno in corso a causa dei vincoli imposti dal Patto di stabilità.

Il Consiglio nazionale dell’Anci ha, quindi, approvato all’unanimità una deliberazione che prevede la “sospensione delle relazioni istituzionali con il Governo, sia per quanto riguarda le Conferenze che le sedi di confronto su Carta delle Autonomie e federalismo fiscale”.

In merito il presidente Favre commenta: «il provvedimento deliberato rappresenta un forte segnale che le amministrazioni locali italiane hanno inteso dare al Governo per esprimere la sofferenza finanziaria derivante sia dai mancati rimborsi promessi dopo l’abolizione dell’Ici sia, in particolare, dalle recenti disposizioni contenute in una circolare interpretativa nella Legge Finanziaria del Ministero dell’Economia del 27 gennaio che vincola pesantemente la spesa per gli investimenti da parte dei Comuni con inevitabili ricadute sui servizi erogati ai cittadini. Mi sembra che la posizione espressa dal Consiglio nazionale - che propone una modifica alle regole del patto di stabilità interno a favore di uno sblocco delle spese per investimenti tale da consentire ai Comuni italiani di contribuire al rilancio dell’economia attraverso la messa in circolo di risorse immediatamente spedibili pari a circa 3,2 miliardi di euro di avanzi di amministrazione e a circa 15 miliardi di euro di residui passivi - sia pienamente legittima e largamente motivata dalle circostanze, e per questo non posso che dirmi solidale e partecipe delle difficoltà espresse dai colleghi. Ribadisco, peraltro, come fortunatamente l’ordinamento autonomo della Regione Valle d’Aosta rappresenti una garanzia assoluta per gli enti locali valdostani, e consenta agli amministratori locali della regione di non risentire eccessivamente della criticità manifestate dagli altri Comuni italiani».