violenza donna

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Una donna su tre subisce violenza
Due convegni per denunciare un fenomeno strisciante


Gli ultimi dati dell'Istat, l'Istituto nazionale di statistica, sono tanto eclatanti da far riflettere anche un uomo. In Italia, una donna su tre (nel freddo linguaggio delle cifre: il 32 per cento) subisce almeno una volta nella sua vita violenza fisica o sessuale. In Valle d'Aosta la percentuale è un po' più alta: il 34 per cento. È un problema diffuso, trasversale e difficile da affrontare. Chi si occupa di aiutare le vittime di queste situazioni lo dice chiaro: "Non pensate che siano fatti che si presentano solo nelle fasce meno istruite o abbienti della popolazione. Tutt'altro". Mariti o compagni violenti sono non di rado insospettabili persone, magari realizzate nel lavoro e stimate in società.

violenza donnaPer parlare di questi argomenti, martedì 29 maggio è arrivata ad Aosta Donatella Linguiti, sottosegretario del ministero per i Diritti e le Pari Opportunità. A gennaio di quest'anno È stato presentato un disegno di legge per la prevenzione, la sensibilizzazione e la repressione di questi fenomeni. È un'iniziativa che coinvolge, oltre al ministero per i Diritti e le Pari Opportunità, altri dieci dicasteri. Nel pomeriggio, Linguiti ha parlato al Consiglio comunale, convocato quel giorno in una delle periodiche sedute. Ha detto Linguiti "Questo è un viaggio dell'ascolto, tra le comunità locali. La violenza contro le donne ha una causa culturale, non conosce confini e va ricondotta al rapporto tra gli uomini e le donne".

In serata, il Salone Ducale ha ospitato una conferenza dibattito sul tema "Lotta contro la violenza sulle donne". L'iniziativa era organizzata dall'assessorato comunale alle Politiche Sociali, Diritti e Pari Opportunità in collaborazione con la Consigliera Regionale di Parità, nell'ambito dell'Anno Europeo. Ha detto l'assessore Giuliana Ferrero: "Se quel 34% fosse un partito nessuno dubiterebbe della sua forza. Invece non sono voti, ma donne vittime di una violenza che si ripercuote anche contro i bambini".

Il sottosegretario Linguiti ha ricordato che "quando lavoriamo sull'uguaglianza nel rispetto delle differenze, parliamo della nostra stessa democrazia". Secondo Linguiti, "non è solo un problema di violenza fisica. Ancora oggi, nella realtà dei fatti, c'è una differenza enorme di disponibilità di reddito tra donne e uomini".

violenza donnaIn Valle d'Aosta, dal 1995 opera un "Centro donne contro la violenza". In tutti questi anni, ha aiutato più di seicento donne. Sostiene la responsabile Giacinta Prisant: "Ogni anno ci occupiamo di cinquanta situazioni difficili. Sono i veri e propri casi di violenza, mentre altre persone si rivolgono a noi per chiedere informazioni o una consulenza legale". Anche Prisant conferma che l'identikit del violento è meno scontato di quello che ci si potrebbe aspettare: "Di solito è un insospettabile, addirittura con buoni rapporti con il resto della società. Il fenomeno è trasversale, non è questione di cultura o di possibilità economiche. C'entra poco o nulla anche con l'alcolismo". Un grosso passo avanti è stato fatto con la creazione di una "Casa Rifugio", dove ospitare donne che devono fare i conti con uomini violenti.

Del problema si è occupata anche l'Unità sanitaria locale della Valle d'Aosta. organizzando a La Salle un convegno sulla "Prevenzione della violenza contro le donne". La scintilla è stata il numero di casi "sospetti" che arrivano con una certa frequenza al Pronto soccorso. "Circa 130 l'anno" ha detto il responsabile del servizio Massimo Pesenti. Ancora Pesenti: "Nel 30 per cento dei casi, quando c'è una prognosi superiore ai venti giorni o si riscontrano ferite da armi da taglio, scatta la segnalazione alle forze dell'ordine per reati perseguibili di ufficio". È cresciuto nel tempo il numero di donne straniere che si rivolgono al servizio, con un rapporto di due terzi rispetto alle italiane. Sempre secondo l'Istat, solo il 7 per cento di chi subisce violenza ha il coraggio di uscire allo scoperto, denunciando l'accaduto.


Gianpaolo Charrère