trattato europeo

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Un Trattato europeo di interesse per tutti
Uno strumento a tutela di 500 milioni di cittadini

Un Trattato ambizioso, che intende dare all'Europa gli strumenti per affrontare alcune grandi sfide che come cittadini e come società non possiamo ignorare. Le fonti energetiche e i costi dell'energia; la protezione ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici che mettono a repentaglio il futuro del pianeta; la pressione demografica e la gestione del fenomeno dell'immigrazione; la sicurezza dei cittadini ma anche la pace e lo sviluppo economico nelle zone più disagiate del pianeta; la concorrenza economica e la competitività delle nostre imprese di fronte ai principali competitori, sia quelli già consolidati come Stati Uniti e Giappone, sia quelli emergenti come la Cina, il Sud Est asiatico e il Sud America; lo sviluppo dei territori, la coesione regionale, l'ambiente rurale; la sicurezza dei prodotti alimentari e della salute dei cittadini. A Lisbona, il 13 dicembre i Capi di Stato e di governo del 27 Paesi dell'Unione europea con la firma del nuovo Trattato europeo, per la seconda volta, dopo il tentativo fallito della Costituzione, hanno inteso dare una svolta al processo di integrazione europea. Il testo dell'accordo entrerà in vigore ad inizio 2009 dopo le ratifiche nei 27 Stati, previste quasi dappertutto, e anche in Italia, con un voto parlamentare.

trattato europeoC'è da aspettarsi nell'immediato futuro un'azione più forte dell'Europa, specialmente in alcune aree di interesse comune.

Ad esempio, la liberalizzazione dell'energia e del gas, o il sostegno al ricorso alle fonti energetiche rinnovabili, che devono passare dal 7 al 20% sul totale della produzione nel prossimo decennio, con una riduzione sostanziale nella produzione di anidride carbonica e quindi d'inquinamento. Ma anche le misure, già in via di attuazione, per coordinare a livello europeo i fenomeni di immigrazione clandestina e l'aiuto allo sviluppo dei Paesi di provenienza, soprattutto in Africa. Oppure, l'introduzione di una sorta di "Ministro degli Esteri" europeo, capace di rappresentare l'interesse del Vecchio Continente in maniera univoca sullo scenario della politica internazionale, ma anche della nostra economia e delle nostre imprese.

A chi temeva che l'Europa perdesse forza sul fronte della concorrenza, alcune mosse recenti (come la sentenza che ha confermato la maxi-multa a Microsoft) confermano la determinazione dell'Unione in questo settore. Nelle aree di maggior interesse per i cittadini delle nostre regioni, il nuovo Trattato dà all'Unione maggiore capacità di intervento in aree quali la protezione civile, l'intervento in caso di minacce alla salute pubblica (sono recenti i casi dell'aviaria o della cosiddetta "mucca pazza"), la lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo, che ormai hanno dimensioni internazionali; la cooperazione giudiziaria in materia di arresti, di richieste d'asilo politico o di prevenzione del crimine. La lista potrebbe continuare, ma ciò che importa qui è ricordare che da oggi, finalmente, l'Unione europea, i suoi 27 Stati e i suoi 500 milioni di cittadini europei hanno a disposizione uno strumento appropriato per agire in maniera efficace, con istituzioni, strumenti giuridici, norme concrete e misure di sostegno finanziario.

Diventa inoltre vincolante la Carta dei diritti fondamentali del cittadinoil cui inserimento come protocollo esterno e non come parte integrante del testo - per volontà di Regno Unito e Polonia che vogliono essere escluse dall'obbligo del rispetto dei principi in essa sanciti - non toglie alla Carta il suo valore giuridico ma ne svigorisce la portata universale.

Il testo si presenta come un attento lavoro di "taglia, copia, incolla" operato a partire dagli altri trattati europei, un compromesso politico tradotto giuridicamente all'interno del quale però vengono a mancare punti importanti nella storia e nella politica comunitaria: Si è eliminato il termine costituzione, si sono cancellati i simboli dell'Unione ,si sono concesse eccezioni o deroghe a chiunque alzasse la voce e tutto questo fa temere che ci si rivoglia buttare in un nazionalismo ormai superato ma che in questo momento storico attrae molti politici di alcune nazioni europee. L'Europa permane una creazione incompiuta, ma che non potrà concludersi fino a che ci saranno Stati come Regno Unito e Polonia che, per motivazioni interne o per poco interesse verso l'integrazione comunitaria, cercheranno di fermare tale processo.

Un Trattato che, a dirla tutta, non ha tra le sue caratteristiche quella di essere di facile lettura per il cittadino comune e non contribuisce a rendere il diritto comunitario accessibile a tutti, ma rappresenta oggi l'unico vero punto di partenza per rilanciare l'Europa. A volte, si sa, occorre reculer pour mieux démarrer.

Laura Riello