teleriscaldamento

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dal Consiglio "si" al teleriscaldamento
Il progetto coinvolgerà la piana di Aosta

I Il Consiglio comunale di Aosta ha detto "si" al progetto di teleriscaldamento. Lo ha fatto con un voto sostenuto dalle forze di maggioranza, Union Valdotaine, Ds, Stella Alpina e Fédération Autonomiste. Verdi, Aosta Libera ed Enrico Bich di Alé Vallée si sono astenuti, Ettore Viérin di Forza Italia ha votato contro. Il documento che ha ricevuto il via libera dell'assemblea municipale è una mozione di indirizzo, presentata appunto dalle forze di maggioranza.

Impegna il sindaco e la giunta "a porre in essere tutti gli atti necessari al fine di concretizzare, nel più breve tempo possibile, il progetto di teleriscaldamento" e a "predisporre una convenzione che regolamenti i rapporti tra il Comune e la società Telcha in merito all'esecuzione e agli interventi che si renderanno necessari per la realizzazione delle opere impiantistiche e infrastrutturali".
Il progetto di teleriscaldamento coinvolge più attori, pubblici e privati. Regione, Comune di Aosta, Compagnia Valdostana delle Acque, Sea, la Società Energetica Aostana, la Fratelli Ronc e la Cogneteleriscaldamento Acciai Speciali. La filosofia è: basta con tante piccole caldaie inogni casa, via libera a un unico grande "impianto centralizzato", con una rete per distribuire acqua calda. Nelle abitazioni ci saranno degli scambiatori per trasferire l'energia termica. Tra produzione centralizzata e recupero del calore generato dalla Cogne, che oggi viene sprecato, la previsione è di poter mettere in circuito 105 megawatt termici. Secondo i promotori, la piana di Aosta è un territorio ideale per il teleriscaldamento. Molte case vicine e parecchi condomini, terreno pianeggiante collegato da una rete di strade.
L'impianto centralizzato utilizzerà un impianto alimentato a metano e cogeneratori. Sono motori di produzione elettrica, che non disperdono il calore derivante dal funzionamento, ma lo recuperano. Il calore della Cogne contribuirà per il 12 per cento del totale. È un aiuto che equivale a 35 mila metri quadrati di pannelli solari, in grado di produrre acqua calda per seimila famiglie. A regime, si prevede di poter servire il 90% della piana di Aosta.

La minoranza aveva chiesto di rinviare la discussione di trenta giorni, in modo da poter visionare in modo più dettagliato i progetti. "Nelle nostre cartelline di Consiglio non vedo nulla - ha detto Roberto Louvin, di Aosta Viva - il progetto ci interessa, ma vogliamo più tempo per valutare i pro e i contro della questione". Viérin ha detto che "i lavori per la rete del teleriscaldamento provocheranno per anni disagi alla popolazione, come già accaduto per il metano. I benefici non sono così evidenti". Risposta dell'assessore all'Ambiente Delio Donzel: "Il progetto è stato illustrato in modo completo in Commissione". La minoranza aveva formalizzato la richiesta di rinvio della discussione in un emendamento, che è stato poi ritirato.
Nella mozione approvata dal Consiglio il teleriscaldamento figura chiaramente quale "bonus" ecosostenibile sul piano ambientale. Secondo i calcoli dei promotori, la maggiore efficienza del sistema dovrebbe da un lato evitare l'emissione di 42 mila e 300 tonnellate di anidride carbonica l'anno, considerata dagli scienziati responsabile dell'aumento di temperatura del pianeta, dall'altro favorire la diminuzione di 5,6 tonnellate di polveri sottili.

Gianpaolo Charrère