romania bulgaria europa

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Rumeni e bulgari nella grande "casa europea"
Per i neocomunitari assunzione diretta in vari settori

Dal primo gennaio 2007 Romania e Bulgaria sono entrate ufficialmente a far parte dell'Unione Europea, e quindi da questa data i cittadini dei due paesi possono entrare e circolare liberamente e senza alcuna restrizione nei paesi dell'area europea, senza più avere necessità di possedere il visto di ingresso. L'allargamento dei paesi membri a queste due nuove nazioni ha forte rilevanza anche per la nostra regione perché viene a modificare sostanzialmente le condizioni di un gran numero di cittadini che risiedono ormai stabilmente in Valle d'Aosta: se infatti alquanto contenuto è il numero di cittadini bulgari - dieci in totale -, ben più rilevante è quello dei cittadini rumeni che, forti di 620 unità, sono ormai la terza comunità dal punto di vista numerico presente nella regione, distanziati solamente di poche unità dalla seconda comunità presente, quella albanese.
L'ingresso nella comunità europea di Bulgaria e Romania fa sì che d'ora in poi i cittadini di questi paesi non possano più essere espulsi dal territorio italiano, se non romania bulgaria europaovviamente per gravi motivi di sicurezza o sanità pubblica, e azzera tutte i precedenti provvedimenti presi in tal senso. Ancora più interessanti le disposizioni in materia di lavoro e occupazione, perché per alcune categorie di lavoratori - nello specifico gli occupati nel settore agricolo, turistico-alberghiero, edilizio, metalmeccanico, domestico e di assistenza alla persona, il personale dirigenziale e altamente qualificato e i lavoratori autonomi - non vi è più alcuna limitazione per accedere al mercato del lavoro, ed è possibile procedere immediatamente all'assunzione dei cittadini neocomunitari purché questi siano in possesso di un documento di identità in corso di validità e del codice fiscale. Per quanto riguarda le altre tipologie di impiego, l'assunzione avverrà invece tramite l'invio da parte del datore di lavoro allo Sportello Unico per l'Immigrazione e per mezzo della modulistica necessaria, della richiesta di nulla osta, che verrà sottoposta a verifica solamente da parte della Direzione Regionale del Lavoro e non più dalla Questura. In ogni caso non sarà limitata da quote o dal decreto flussi specifico.
I cittadini rumeni e bulgari che verranno assunti nell'una o nell'altra maniera hanno poi la possibilità di chiedere la carta di soggiorno a tempo indeterminato, che permette l'accesso a tutti i servizi previsti dalla legge sia dal punto di vista sanitario che dal punto di vista fiscale.
La decisione di concedere la possibilità di assunzione immediata risulta essere tanto più importante in un settore quale quello del lavoro domestico e dell'assistenza agli anziani, che vede occupate un buon numero di cittadine provenienti dalla Romania. In tal senso, risulta anche significativo constatare che le donne rumene residenti nella regione sono in numero nettamente superiore a quello degli uomini - 358 contro 262 -, indice di una immigrazione che ha visto, in molti casi, partire prima le donne, che hanno trovato inizialmente lavoro e alloggio nelle case dei cittadini valdostani e che successivamente hanno provveduto a effettuare il ricongiungimento familiare con marito e figli. Questo tipo di movimento migratorio è stato negli ultimi anni generalmente peculiare delle popolazioni dell'est europeo, e si contrappone ad un'altra modalità di immigrazione che è stata altrettanto se non più significativa, quella cioè dei cittadini provenienti dall'area maghrebina, immigrazione che segue schemi più "classici" e che vede l'arrivo prima dei giovani uomini, che vengono considerati in grado di sfruttare maggiormente le possibilità che offre il territorio, e che solo successivamente, e in caso di successo, fanno giungere il resto della famiglia.
Altrettanto significativa anche la scelta degli altri settori per i quali è prevista l'assunzione diretta dei cittadini neocomunitari, perché secondo i dati forniti dalle varie categorie imprenditoriali i cittadini di questi paesi rivestono in tali settori un ruolo che sta diventando sempre più importante: un esempio su tutti, in agricoltura i lavoratori rumeni risultano essere, insieme ai polacchi, i più numerosi tra gli stranieri occupati.

Giorgio Miramonti - Operatore CCIE