piano strategico

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La strada verso il Piano strategico

Definiti dal Consiglio organismi e compiti del nuovo strumento

Dopo averne approvato la creazione negli indirizzi di governo del maggio 2005 e disposto la nomina di un apposito gruppo di lavoro (nell'aprile 2006), l'Amministrazione comunale ha mosso, tra dicembre e gennaio, alcuni significativi passi in merito alla formazione del Piano strategico della città di Aosta. In prima battuta, una intera seduta del Consiglio comunale, tenutasi il 20 dicembre scorso, è stata dedicata al dibattito su questo tema. In tale sede, oltre all'illustrazione - da parte di alcuni consulenti individuati dal Comune per seguire questo delicato processo - di un rapporto dal titolo "Città di contenitori o città di contenuti - Le sfide per una città di qualità", ogni gruppo consiliare ha avuto modo di offrire il suo contributo alla discussione sugli sviluppi del piano, in ossequio alla filosofia di una procedura che vuole caratterizzarsi per la massima apertura, sia all'interno che all'esterno dell'Amministrazione. Un concetto ribadito, con determinazione e vigore, nella mozione d'indirizzo approvata dal Consiglio il 24 gennaio, in cui vengono delineati fisionomia, obiettivi e composizione degli organismi attraverso i quali il Piano strategico di Aosta vivrà e vedrà la luce. Nelle premesse - posto che uno strumento del genere "ha come finalità la costruzione di un documento che individui i problemi, le opportunità, gli obiettivi e soprattutto gli scenari di sviluppo della città di Aosta e del suo territorio" - si legge infatti che "il carattere principale di un Piano strategico è di essere il risultato di una procedura piano strategicopartecipativa, molto aperta, in grado di coinvolgere la comunità locale nella costruzione di una visione dello sviluppo futuro che affronti i temi essenziali delle trasformazioni territoriale ed economico-sociali in corso in questi anni, con uno sguardo proiettato al futuro". Tale partecipazione "va pensata e ideata con l'obiettivo di raccogliere e interpretare la domanda che viene dalla comunità cittadina, dalle diverse forse sociali, dai soggetti pubblici, privati e istituzionali più rappresentativi", dal momento che "un Piano strategico è tale solo se indica un futuro condiviso, se propone cose sulle quali le forze significative della città convergono, se indica obiettivi sui quali sia possibile cercare e creare quel consenso che, alla fine, è la vera garanzia di successo". Principi che sono stati tradotti in concreto con la previsione di una presenza estesa nei tre organismi del piano, dei quali Sindaco e Giunta si avvarranno per organizzare le attività di studio e di redazione del Piano. Il primo di questi, ovvero la Direzione strategica, coordinata dal Sindaco e dal Vicesindaco (e nominata dalla Giunta comunale), ha il compito di dare avvio alla fase operativa delle attività di preparazione del Piano, garantendo il raccordo tra gli uffici comunali interessati. E' poi previsto un Comitato di direzione, incaricato di esaminare il piano delle attività e i programmi di lavoro indicati dalla Direzione strategica, definendo tempi e contenuti specifici delle diverse fasi, nonché i documenti di sintesi e le proposte da sottoporre all'attenzione della Direzione stessa. Di questo organo faranno parte i rappresentanti del Consiglio comunale, della Regione Autonoma Valle d'Aosta, dei comuni della "Plaine", dell'Università della Valle d'Aosta, della "Chambre de la Vallée d'Aoste", delle organizzazioni imprenditoriali, sindacali, delle associazioni culturali, degli ordini professionali, dell'Unità Sanitaria Locale, della Diocesi, delle organizzazioni più significative del volontariato sociale e della Consulta degli immigrati. Completa il quadro un Forum di partecipazione, che dovrà prevedere il coinvolgimento dei principali interlocutori istituzionali e dei soggetti organizzati, per avviare con le forze vive ed interessate della città un processo di partecipazione e collaborazione, sostanzialmente nuovo rispetto alle forme più tradizionali di ascolto della comunità cittadina.

Christian Diémoz