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Due "presenze amiche" per il quartiere dora
Parte il nuovo progetto assistenziale

La prima sperimentazione, quella del quartiere Cogne, è andata bene, tanto che il servizio (attivato nel 2004) è tuttora in funzione. Ora le due "presenze amiche" arrivano anche al quartiere Dora, in un progetto che vede collaborare il Comune e il Consorzio di Cooperative Trait d'Union. "Non si tratta di una semplice estensione del servizio - dice il responsabile Alberto Ragazzi - è stato avviato un lavoro per coinvolgere tutti gli attori locali. Le esigenze del quartiere Dora sono diverse da quelle emerse al quartiere Cogne".
Le due "presenze" amiche che lavoreranno al Dora sono Nadia ed Elena, che hanno frequentato un corso di formazione. Le due addette vivranno nel quartiere e per il quartiere per conoscere le esigenze e cercare di fornire consigli e dare aiuto concreto, cercando nel contempo di coinvolgere le forze, più o meno organizzate, che già esistono nella zona. Come è accaduto al "Cogne", non si tratta solo dell'estensione del servizio di assistenza domiciliare (che fornisce ben precisi servizi), ma l'ambizione è di creare un "punto di contatto" tra il quartiere, i servizi pubblici e quelle che il Consorzio "Trait d'Union" definisce "risorse interne". Nadia ed Elena hanno un punto di riferimento fisico nel quartiere, che è il Centro incontro anziani gestito dalla Cooperativa degli anziani per l'autogestione.
L'iniziativa è partita da un progetto di massima, che tiene conto dell'esperienza fatta nel quartiere Cogne, con l'ambizione di migliorarla e di adattarla alle esigenze del "Dora". Si legge nell'introduzione del documento: "Contrariamente a quanto avvenuto per il quartiere Cogne, le motivazioni dell'attivazione del progetto all'interno del Quartiere Dora non risiedono in situazioni problematiche relative all'emergenza abitativa, e a tutti i conflitti che ha generato". Ancora dal progetto preliminare: "Da quanto risulta alle cooperative sociali che vi operano, non sono segnalate situazioni particolarmente critiche dal punto di vista sociale. All'interno ott06-pag06del quartiere vi sono molte risorse informali variamente organizzate, che sono particolarmente attive e stanno operando in modo proficuo per la coesione e l'integrazione sociale". Rispetto a quanto avvenuto al quartiere Cogne, l'idea di partenza è stata di "fare interagire in modo più efficace l'attività dei servizi istituzionali e delle risorse informali rispetto a situazioni di fragilità sociale ed emarginazione che si ipotizzano presenti all'interno del quartiere".
La base di partenza è comunque quella messa a punto in due anni di lavoro al quartiere Cogne. Che ha prodotto una serie di risultati: secondo il Consorzio Trait d'Union, grazie alle due "presenze amiche" i servizi istituzionali hanno migliorato la reciproca conoscenza, le persone hanno avuto un punto di riferimento stabile, il monitoraggio delle situazioni a rischio è diventata una forma di prevenzione, supportando il servizio sociale comunale. Rispetto a quanto avvenuto al "Cogne", è stato però cambiato l'approccio. A luglio e agosto sono state fatte interviste preliminari agli "attori" attivi nel quartiere, come i direttivi del locale comitato, il parroco, le assistenti sociali, i responsabili dei servizi sociali gestiti da cooperative e il dirigente didattico. Un elemento molto importante è quello della comunicazione del progetto alle persone, per agevolare il lavoro delle due operatrici.
"Sin dai primi giorni di avvio operativo - è ancora il progetto redatto dal Consorzio Trait d'Union - sarà sviluppato un sistema articolato di rilevazione dei bisogni delle persone residenti nel quartiere". Ancora il Consorzio: "Saranno attivate visite presso i domicili dei residenti, contatti nei vari luoghi fisici del quartiere, presso la sede del servizio, ed eventualmente piccoli interventi diretti previsti nei microprogetti individuali". L'obiettivo è di "rilevare con buona precisione i bisogni delle persone che abitano il quartiere". Le informazioni saranno raccolte "in apposite schede e sistematizzate in quadro riassuntivo su supporto informatico". Numeri e dati che, nelle intenzioni, consentiranno "di conoscere i bisogni, rilevare le situazioni a rischio di fragilità sociale e conoscere le possibili risorse utili al quartiere".

Gianpaolo Charrère