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Positiva la sperimentazione CIE alle Elezioni europee

di Christian Diemoz

Cott04-pag16ome tutte le sperimentazioni, anche quella legata alla Carta d'Identità Elettronica, si rivelerebbe completamente inutile se non esistessero momenti di verifica e di valutazione. Giova quindi fare presente che è stata diffusa nelle scorse settimane, dal Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell'Interno, la relazione conclusiva sulla sperimentazione del riconoscimento elettronico dell'elettore al seggio, per l'ammissione al voto alle elezioni del Parlamento europeo degli scorsi 12 e 13 giugno.
Le premesse del documento ricordano come "la sperimentazione, promossa dalla Direzione Centrale dei Servizi Demografici, è stata oggetto di una convenzione tra il Ministero dell'interno e l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) ed ha coinvolto i comuni partecipanti nella seconda fase di sperimentazione della Carta d'Identità Elettronica". La coordinazione tecnica del progetto è stata curata dall'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata".
Gli obiettivi che tale sperimentazione si prefiggeva erano: automatizzare e velocizzare le operazioni di identificazione dell'elettore, utilizzando la CIE; verificare la correttezza dei dati anagrafici e la titolarità del diritto di voto del possessore della Carta, ai fini dell'ammissione all'espletamento di tale diritto; dimostrare l'efficacia di tali verifiche, effettuate tramite la CIE, che utilizzano il collegamento diretto all'Indice nazionale delle anagrafi, alle liste elettorali e al sistema di sicurezza del circuito di emissione della Carta d'Identità elettronica; verificare l'affidabilità, la continuità e l'efficacia dei servizi nazionali anagrafici erogati su rete Internet dal Centro Nazionale dei Servizi demografici.
I Comuni coinvolti hanno individuato tra uno e tre seggi, presso i quali è stata sperimentata l'identificazione elettronica dell'elettore. Ad Aosta, la sperimentazione è stata attivata al seggio n. 1, ubicato all'interno del Municipio. In totale, hanno partecipato 58 comuni, con 71 seggi.
Da un punto di vista pratico, il riconoscimento avveniva tramite l'inserimento della CIE in un apposito lettore di smart-card. A ciò corrispondeva la richiesta, all'elettore, di digitare il proprio codice pin (fornito al momento dell'emissione della carta), così da poter effettuare le verifiche di validità e di eventuale presenza nelle liste di revoca.
Per quanto riguarda Aosta, gli elettori riconosciuti sono stati 355 su 774 aventi diritto. Complessivamente, la sperimentazione ha consentito il riconoscimento elettronico di 13.932 votanti. A livello di anomalie riscontrate, la relazione ricorda come la postazione installata nel seggio di Aosta abbia evidenziato un iniziale malfunzionamento. Le carte emesse dall'Amministrazione comunale, per la loro natura bilingue, presentano infatti un "file system" di formato diverso da quello delle carte rilasciate nel resto d'Italia. Per questo motivo, il software presente sulla postazione (fornito da Ancitel) non le leggeva correttamente.
I tecnici del gruppo di assistenza hanno quindi proceduto, seduta stante, alla produzione di una versione del programma compatibile con le carte emesse dal Comune di Aosta. Questo intervento ha permesso di attivare la postazione nel Municipio entro le 17 di sabato 12 giugno, limitando il periodo di inattività della stessa a sole due ore.
Riguardo alle conclusioni, la relazione ministeriale sottolinea infine come la sperimentazione abbia "avuto risultati estremamente positivi, evidenziando in maniera chiara la possibilità di realizzare progetti di reale applicazione della CIE ai procedimenti elettorali, con evidenti risparmi economici e di tempo e con accresciute garanzie di sicurezza. Da parte dei comuni - si legge ancora - c'è stato un diffuso entusiasmo nella partecipazione alla sperimentazione e, allo stesso tempo, una grande soddisfazione per gli obiettivi raggiunti".
Relativamente al Comune di Aosta, va sottolineato come, nonostante l'avvio della postazione sia avvenuto successivamente agli altri comuni coinvolti nella sperimentazione, il numero di riconoscimenti in percentuale sia maggiormente elevato. Questo, oltre ad essere un risultato lusinghiero, testimonia anche della disponibilità della popolazione interessata, che si è presentata al seggio dotata del codice PIN rilasciato assieme alla Carta d'Identità Elettronica ed ha accolto di buon grado la sperimentazione, quale test propedeutico a nuovi utilizzi di questo documento.