ott04-pag15

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Una settimana all'insegna del vivere sano
Le iniziative organizzate per celebrare l'ambiente

di Gianpaolo Charrère

Aott04-pag15osta 2004, l'ambiente non è solo "In città senza la mia auto". La giornata europea del 22 settembre, che ogni anno lancia un messaggio contro l'abuso dei mezzi di spostamento privati, è cresciuta trasformandosi in una serie di iniziative all'insegna del "vivere sano". La ricetta della "Settimana della cultura ambientale" del Comune di Aosta ha proposto un mix di concorsi letterari, gare ed esibizioni sportive, proiezioni di film, mostre e conferenze. Non è mancata l'attenzione per i fatti concreti, per il gusto del "fare qualcosa di utile e tangibile". Nel giorno clou di mercoledì 22 settembre anche un corso d'acqua valdostano, il torrente Parleaz, è diventato una delle sedi scelte da "Puliamo il mondo", una delle maggiori campagne ambientali. Sono undici anni che Legambiente promuove in Italia questa iniziativa, grazie al patrocinio dei ministeri dell'Ambiente e della Pubblica Istruzione, dell'Unione delle Province Italiane, dell'Associazione nazionale dei Comuni Italiani, della Commissione Europea e della Federparchi.
Lo scorso anno "In città senza la mia auto" propose una conferenza sulle nuovi fonti energetiche alternative al petrolio, in particolare l'idrogeno, considerato (anche se le ricerche sembrano ancora allo stato poco più che embrionale) la vera riserva, in pratica inesaurabile, quasi un "moto perpetuo" per la nostra civiltà assetata di energia. Per l'edizione 2004 si è puntato sulla filosofia complementare: non sprecare per evitare di dover aumentare la produzione. Ad Aosta è arrivata la mostra "La Casa Eco-Logica", realizzata dal Centro tedesco per l'Energia e l'Ambiente Euz. Una vera e propria abitazione, che in cinque Paesi europei aveva già ricevuto la visita di 300 mila persone, costruita e vissuta nel segno del rispetto per l'ambiente. Tutto è pensato per dissipare il minor quantitativo di energia: dall'orientamento dello stabile rispetto al sole, ai materiali utilizzati per la costruzione, alle tecnologie a basso consumo. Un mix di pannelli che catturano l'energia solare per produrre acqua calda o corrente, materiali isolanti che consentono di utilizzare meno combustibile per il riscaldamento, ma anche detersivi ecocompatibili e vernici naturali. Con un insegnamento e una morale: non sempre la filosofia "anti-inquinamento" è poco conveniente per il portafoglio. Si spende di più al momento della costruzione, ma con il tempo si possono ottenere risparmi consistenti.
Mercoledì 22 settembre è tornata anche l'idea, proposta ormai da diversi anni, di riconsegnare le vie e le piazze del cenro storico allo sport e allo svago, liberandole dallo smog delle auto. Nel perimetro delle mura romane, dalle 8 alle 20, non era possibile circolare, e anche la consegna delle merci ai negozi è avvenuta prima delle 10. Dalle 10 a mezzogiorno l'operazione è stata possibile utilizzando un veicolo a metano, combustile a basso impatto ambientale. Molti spazi sono stati consacrati allo sport: ginnastica ritmica e artistica in piazza Chanoux, pallavolo in piazza Plouves, basket in piazza san Francesco, calcio giovanile in piazza della Cattedrale e mountain bike nei giardini pubblici di avenue Conseil des Commis. In piazza Chanoux l'Arpa, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, ha fatto delle dimostrazioni di misurazioni del livello di inquinamento elettromagnetico.
Non sono mancati i film dedicati alle tematica ambientale. Il primo è stato "Vajont - La diga del disonore", opera di Renzo Martinelli, regista che a settembre ha girato anche ad Aosta alcune scene del film "La bambina dalle mani sporche", tratto da un libro di Gian Paolo Pansa. L'opea sul Vajont narra la tragedia che nel 1963 spazzò via, sotto la furia dell'acqua e del fango, la vita di 2 mila persone, cancellando interi paesi. Lo sbarramento era stato costruito nel posto sbagliato, e, nonostante i segnali e i motivi di preoccupazione, nessuno si prese la responsabilità di svuotare l'invaso. Fino a quando una gigantesa frana provocò un'onda che scavalcò il margine superiore della diga, piombando a valle, senza lasciare possibilità di scampo a nessuno.