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L'immigrazione al femminile
Forte presenza in città, in aumento le straniere occupate

di Giorgio Miramonti - Operatore del C.C.I.E.

Nott04-pag14ell'ampio e articolato quadro dell'immigrazione extracomunitaria, in Valle d'Aosta come in altre Regioni, si distingue il fenomeno molto interessante dell'immigrazione femminile. L'incidenza della presenza femminile straniera in Italia è aumentata nel corso degli ultimi anni di 4 punti percentuali, passando dal 42% al 46%; in Valle d'Aosta raggiunge il 49,5%, mentre nella città di Aosta il 51,4%, cioè 460 donne straniere residenti su un totale regionale di 895. Il dato si attesta come uno dei più elevati del nord Italia - e del paese in generale - e conferma la tendenza alla stabilizzazione. Un notevole impulso all'ingresso di donne è fornito dal ricongiungimento familiare, che nel corso dell'ultimo decennio ha registrato un consistente incremento. Le nazionalità di provenienza possono non coincidere con quelle da cui provengono la maggioranza degli immigrati uomini: in Valle d'Aosta si contano, ad esempio, numerose donne provenienti dalla Repubblica Dominicana e dal Perù, di contro ad una netta prevalenza di uomini che giungono dall'area nordafricana in genere, e maghrebina in particolare. Ragionamenti importanti possono essere fatti analizzando la situazione delle presenze femminili in Valle d'Aosta per evidenziare, con ipotesi supportate dai dati, le differenti linee di sviluppo dell'intero processo d'emigrazione. Confrontando i dati in maniera incrociata tra le cittadine extracomunitarie residenti e quelle che risultano occupate in Val d'Aosta si possono effettuare alcune considerazioni che, pur essendo alquanto parziali e suscettibili di grosse variazioni ' gli occupati in una regione non coincidono affatto con i residenti - contribuiscono forse a fare un po' di chiarezza su come si produca un processo di stabilizzazione nella nostra regione. Nel 1993 le donne residenti erano 295: di queste, il 24,4% del Maghreb, il 17,9% dell'Est e il 26,7% del Sudamerica. I dati riferiti all'occupazione femminile nell'ultimo decennio parlano di 90 donne straniere impiegate nel '93 (il 17,2% di 522 extracomunitari occupati); di queste, il 18,8% sono del Maghreb, il 27,7% dell'Est, il 27,7% del Sudamerica. Nel 2003 si registra un notevole incremento: sono impiegate 672 donne (il 39,2% di 1710 extracomunitari occupati), di cui il 20,5% proveniente dal Maghreb, il 46,1% dall'Est e il 24,4% dal Sudamerica. Ma la differenza tra le occupate è notevole: mentre solo il 27,4% delle donne del Maghreb risulta occupata, lo sono praticamente il 100 % delle donne dell'Est e l'86,7% delle donne sudamericane. La differenza è così marcata da far pensare che la dinamica dell'immigrazione si configuri in maniera diversa per l'area maghrebina rispetto a quella dei paesi dell'Est o sudamericana. Sembra infatti di assistere, da un lato ad un processo immigratorio più 'classico', caratterizzato dal capo famiglia che emigra per primo e che, una volta trovata occupazione stabile e condizioni soddisfacenti, si fa raggiungere dalla famiglia e, per un certo tempo almeno, tenda a ripetere o a riproporre modelli culturali più tipici; mentre d'altro canto vi è un diverso processo migratorio che prevede la presenza iniziale molto più marcata numericamente di donne sole. A conferma di ciò sembra esserci anche il dato interessante riferito alle donne impiegate nel lavoro domestico o come badanti che generalmente, per il tipo di attività lavorativa svolta, vivono presso il datore di lavoro: nel 2003 ben 214 ' il 31,8% delle donne che lavorano - e di queste il 18,2% del Maghreb a fronte del 58,4% delle donne dell'Est e del 28,5% delle donne sudamericane.