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Più attenzione alle donne nei conti pubblici
Il Comune promuove le pari opportunità sottoscrivendo un Protocollo d'Intesa e pubblicando i risultati del progetto Bilancio di Genere

di Laura Riello e Federica Gentile

SLa firma del Protocollo d'intesa tra l'Assesore della Provincia di Genova Marina Dondero e il Sindaco Guido Grimodostenere, qualificare e promuovere lo sviluppo di tutte le risorse femminili per un'effettiva realizzazione delle pari opportunità e dell'uguaglianza sostanziale tra uomini e donne.
In questa prospettiva, il Comune di Aosta ha pubblicamente sottoscritto, il 30 settembre scorso, con la Provincia di Genova, rappresentata dall'Assessore alle Pari Opportunità, Marina Dondero, un Protocollo d'Intesa per la "costruzione della rete tra Province e Comuni per la diffusione di azioni sulle Pari Opportunità", allineandosi di fatto ai buoni propositi di alcune amministrazioni provinciali (Genova, Modena, Siena, Parma e Firenze) e comunali (Torino e Genova), già promotrici di azioni rivolte alla effettiva realizzazione di pari opportunità di sviluppo e benessere tra e uomini e donne.
Si tratta in concreto di aiutare il variegato mondo femminile ad entrare e permanere nel mondo del lavoro, a svolgere al meglio il loro ruolo di amministratrici, funzionarie, imprenditrici, a conciliare la vita familiare e la vita lavorativa.
Per un ente locale le buone intenzioni si trasformano in situazioni realizzabili mediante la creazione di una rete operativa tra Amministrazioni Provinciali e Comunali, capaci di collaborare per la definizione di politiche ed iniziative condivise, lo scambio di esperienze, il trasferimento di buone prassi e l'avvio di concrete azioni di cooperazione.
E' risaputo, poi, che per dare "gambe" ai progetti servono le idee ma anche i modelli e gli strumenti di programmazione delle risorse pubbliche. Un passo che, nell'ottica "di genere", l'amministrazione di Aosta ha scelto di fare un anno fa, nel settembre 2003, aderendo al progetto BI.G - Bilancio di Genere, finanziato sull'Asse E del Fondo Sociale Europeo e realizzato da S.&T., in collaborazione con la Comunità Montana Monte Cervino, l'A.RE.S.CO. (Associazione Regionale Segretari Comunali) e il C.E.L.V.A. (Consorzio Enti Locali della Valle d'Aosta). Il progetto ha realizzato l'analisi dei bilanci di genere della Città di Aosta e della Comunità Montana Monte Cervino, avvalendosi del coordinamento scientifico di Giovanna Badalassi, esperta nel settore. Oggi i risultati definitivi dell'attività di ricerca del progetto sono contenuti nel manuale "Le esperienze di Bilancio di Genere in Valle d'Aosta", presentato contestualmente alla firma del Protocollo d'Intesa. Una pratica innovativa che ha ottemperato alla decisione adottata dal Parlamento Europeo il 3 luglio 2003, per promuovere ed incoraggiare gli enti locali all'utilizzo di strumenti d'analisi di genere dei propri bilanci. In tal senso, il Comune di Aosta e la Comunità Montana Monte Cervino hanno fatto da pionieri nella nostra regione per permettere ai conti pubblici di rispondere in modo più efficace alle esigenze di tutta la popolazione.

L'analisi "di genere" del bilancio comunale
Il metodo utilizzato per la lettura in un'ottica di pari opportunità del Bilancio della Città di Aosta ha previsto in una prima fase l'analisi della popolazione residente nel comune, per poter definire le caratteristiche della popolazione di riferimento attraverso l'identificazione di fasce di età che presentano problematiche particolari inerenti al genere. Nel caso della Città di Aosta si è potuto rilevare che la popolazione di Aosta (34.216 abitanti) è così ripartita: il 16 % della popolazione si concentra nell'area di cura infanzia adolescenza (0-19 anni) un periodo della vita in cui si è destinatari di attività di cura, la maggior parte della popolazione (il 54%) si concentra invece nell'area di conciliazione vita familiare/vita professionale; questa fascia di età (20-59 anni) è particolarmente sensibile alle differenze tra i generi, si tratta infatti di un periodo della vita in cui sono ancora oggi le donne a dover affrontare il carico di lavoro maggiore. Il resto della popolazione si ripartisce poi nell'area di assistenza e supporto (60-79 anni) e nell'area di cura degli anziani (oltre 80 anni), entrambe caratterizzate da una progressiva perdita di indipendenza.
Analizzare nel dettaglio la popolazione dell'ente rappresenta un passo fondamentale per identificare i bisogni e le esigenze della popolazione, cui il comune è chiamato a rispondere: l'analisi di genere del bilancio non si risolve in un mero strumento tecnico-finanziario ma diventa un mezzo prezioso per avvicinare i cittadini all'ente. Una volta definiti gli aspetti inerenti la popolazione è stata affrontata la fase di riclassificazione del bilancio della Città di Aosta: attraverso l'analisi dei documenti finanziari relativi agli anni 2002 e 2003 si è proceduto ad illustrare la ripartizione delle risorse stanziate dall'ente in aree definite a seconda della loro maggiore o minore influenza sul genere. Le aree direttamente sensibili al genere riguardano gli stanziamenti diretti a diminuire le differenze tra i medesimi (ad es. stanziamenti per l'imprenditoria femminile); l'area indirettamente inerente il genere comprende al suo interno i servizi per l'infanzia, i servizi per gli anziani ecc. Infine vi sono le aree ambientali (verde pubblico, polizia municipale) e le aree neutre rispetto al genere (ad es. la nettezza urbana), che non presentano un diverso impatto su uomini e donne. Dall'analisi del bilancio 2003 della Città di Aosta è emerso che il 20% delle risorse dell'ente sono state destinate all'area indirettamente inerente il genere, il 24% per l'area di genere ambientale, il 56% per l'area neutra rispetto al genere. All'interno dell'area indirettamente inerente il genere, le spese per l'infanzia e l'adolescenza hanno avuto il peso maggiore, impegnando il 51% delle risorse dell'area, contro il 44% dei finanziamenti per i servizi agli anziani e il 5% per l'area del disagio.
L'analisi del bilancio in un'ottica di genere non ha significato la redazione di un nuovo bilancio, ma piuttosto una rilettura dello stesso attraverso una nuova prospettiva, che fa propria la consapevolezza che uomini e donne svolgono ruoli diversi nel sistema economico e sociale e che sono dunque portatori d'interessi e bisogni talvolta profondamente differenziati tra loro. La terza ed ultima fase dell'analisi di bilancio ha comportato la descrizione dei servizi sensibili al genere offerti dalla Città di Aosta, in modo da fornire un quadro il più possibile completo di ciò che l'ente eroga ai/alle cittadini/e.
Il lavoro svolto nell'ambito di BI.G, consultabile anche sul sito www.progettobig.com, è stato reso possibile grazie alla disponibilità degli enti e delle istituzioni che hanno aderito al progetto e alla preziosa collaborazione del personale del Comune di Aosta.