mag06-pag18

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Il virtual museum vallee cresce e va a scuola
Piccoli navigatori alla scoperta della rete

"Toc, toc... È permesso? Buongiorno a tutti, scusate il disturbo¿ Avrei bisogno di un'informazione. Sto cercando l'indirizzo... - dice l'animatrice scrutando un foglietto con indosso la maschera da sub usata come lente di ingrandimento - ¿ Ah!!! eccolo qui¿ www.vmv.it. Sapreste indicarmi la giusta via per raggiungerlo?".
Ecco come i bambini delle 45 classi delle scuole di primo grado valdostane aderenti alle attività didattiche del Virtual Museum Vallée sono stati sorpresi nelle loro aule informatiche. Un'animatrice armata di pinne, maschera e boccaglio alla ricerca di un indirizzo internet inviatole da un misterioso personaggio dal nome mag06-pag18VMV ha condotto gli allievi in un percorso avventuroso e vivace alla scoperta del Mao - Museo della città di Aosta - e del Mumu - Museo della Mucca - oltre che alla conoscenza della Rete, di alcuni dei suoi segreti e delle sue potenzialità.
Quattro ore, a scelta in lingua italiana o francese, dedicate a ciascuna classe nella quale i piccoli navigatori si sono districati fra enigmi, indovinelli, ricerche, osservazioni, racconti fantastici per esplorare il primo museo virtuale online valdostano. I bambini hanno mostrato notevole interesse nello scoprire i personaggi ormai scomparsi del carnevale storico aostano come Batezar, Batistine, Batisteun, ecc.; Babbo Natale e le sue visite agli orfanotrofi, alle scuole e agli ospizi nelle immagini della collezione "Comune di Aosta"; l'eleganza delle donne aostane di fine ottocento nelle fotografie della collezione "Fumasoli"; l'evoluzione urbanistica della città nelle vecchie cartoline della collezione "Aosta in Cartolina"; la vita quotidiana, così uguale per tutti, ma che sorprende con ricordi di momenti straordinari e unici nelle fotografie della collezione "Album di famiglia".
Tale interesse è dimostrato peraltro nei numerosi commenti pervenuti: "Ciao a tutti, io ieri mi sono divertita un mondo con Raffaella e i miei amici. Mi sono piaciute tutte le foto, dalla prima all'ultima: erano delle foto su Aosta, anche sulle feste di tutto l'anno". mag06-pag18
Il VMV dunque, con queste animazioni scolastiche, si è caratterizzato anche come importante veicolo didattico per la conoscenza della città di Aosta, la sua storia, le sue trasformazioni urbane. Uno strumento efficace, divertente, capace di catalizzare l'attenzione delle nuovissime generazioni, così sensibili alle nuove forme di comunicazione come internet, su argomenti spesso trascurati come la storia della nostra città. Un argomento altresì importante per conservare la memoria del nostro vissuto collettivo.
Stesso entusiasmo per il Mumu, il Museo della Mucca con la sua ricca iconografia di cartoline, francobolli, pubblicità, stampe, oggetti, ecc¿ che ha stimolato la fantasia dei bambini. I lavori da loro svolti vengono pubblicati nella sezione "laboratori didattici" del sito www.vmv.it, dove i bambini diventano i protagonisti di un intero museo virtuale a loro dedicato. Qui possono scambiare immagini e commenti ed esperienze e fruire di uno spazio protetto di comunicazione e interazione su misura delle loro esigenze.
Il successo dell'iniziativa è testimoniato dall'adesione di ben otto istituzioni scolastiche che hanno partecipato attivamente all'iniziativa: Abbé J.M. Trèves, Jean-Baptiste Cerlogne, Maria Ida Viglino, Monte Emilius 2, Monte Emilius 3, Saint-Roch, Valdigne Mont-Blanc, Walser Mont-Rose B. Le animazioni sono state realizzate a cura di Raffaella Lucianaz in collaborazione con Nathalie Clos.
Attualmente il VMV continua la sua inarrestabile ricerca per aggiornare il patrimonio iconografico dei due Musei che, nel breve spazio di un anno, già si attesta sulle 5.000 immagini. Questo Centro Culturale online, finanziato dal Fondo Sociale Europeo e realizzato dalla Società N.B. di Patrizia Nuvolari in collaborazione con la Società Netbe, ha abbondantemente superato la cifra prevista di navigatori, arrivando a toccare la soglia di seicentomila visite annue con un totale di un milione e ottocentomila pagine consultate.


di Raffaella Lucianaz e Patrizia Nuvolari