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Europaincomune
l'egovernment ci riguarda da vicino
Un piano europeo per lo sviluppo dei servizi in rete

a cura di Laura Riello


Economizzare 300 miliardi di euro all'anno grazie alla modernizzazione delle amministrazioni nei 25 paesi membri dell'UE. E' cio che prevede la Commissione europea nel suo nuovo piano operativo relativo ai servizi amministrativi in rete.
Vari indicatori denotano ormai da qualche tempo il successo e il potenziale dei servizi amministrativi in rete (eGovernment) con molti paesi dell'UE in prima fila nella modernizzazione delle pubbliche amministrazioni. Tra i paesi più all'avanguardia nel settore figura la Danimarca, che ha recentemente spiegato come l'introduzione di un servizio di fatturazione elettronica abbia permesso ingenti risparmi annuali pari a 150 milioni di euro per i contribuenti e a 50 milioni di euro per le aziende. Secondo una proposta della Commissione europea, applicando collettivamente e rapidamente tali servizi elettronici in tutta Europa sarà possibile realizzare annualmente ulteriori risparmi di svariate centinaia di miliardi di euro. Un "Piano d'azione per l'eGovernment 2010: accelerare l'eGovernment in Europa a vantaggio di tutti" ha formulato chiari obiettivi in termini di benefici diffusi e misurabili conseguibili entro il 2010 grazie ai servizi in rete. Il piano mette in relazione competitività nazionale, potere dell'innovazione e qualità delle pubbliche amministrazioni. Esso prevede cinque settori nei quali sarà possibile compiere progressi concreti entro il 2010 per accelerare la prestazione di servizi di eGovernment e, allo stesso tempo, garantire benefici tangibili ad ogni cittadino e impresa europea.
Tra questi ambiti figurano la necessità di servizi più efficienti che consentano risparmi di tempo e denaro e di servizi utili alle imprese, alle amministrazioni e alla società in generale.
La lotta al divario digitale e la promozione dell'inclusione sociale rappresentano un'ulteriore sfida. Anche in questo settore alcuni Stati membri hanno sperimentato servizi appositamente studiati per le fasce "svantaggiate" della popolazione. In Belgio, ad esempio, le persone con disabilità possono ora ottenere l'indennità tramite Internet in pochi secondi, mentre prima erano necessarie tre-quattro settimane. La questione dell'inclusione sociale è inoltre legata alla sfida del potenziamento della partecipazione dei cittadini e del processo decisionale democratico in Europa.

Secondo la Commissione, il 65% dei partecipanti a una recente consultazione pubblica sull'eGovernment ha dichiarato che l'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione potrebbe contribuire a ridurre il deficit democratico dell'Europa, incrementando l'efficacia della partecipazione del pubblico alla definizione delle diverse politiche.
Infine, nel contesto dell'aumento della mobilità dei cittadini all'interno dell'UE, il piano d'azione sottolinea la necessità di offrire servizi facilmente accessibili oltre le varie frontiere nazionali e mira a promuovere il riconoscimento reciproco e l'operabilità interattiva dei servizi elettronici quale mezzo di comunicazione sicuro tra diverse amministrazioni pubbliche.

La vostra guida "Visit Europe"

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