lug06-pag17

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abbc, una risposta ai bisogni dei bambini rumeni
L'associazione aostana si occupa di progetti di aiuto

Le cifre ufficiali danno i brividi, tanto che la situazione dei bimbi in Romania, dopo il crollo del regime comunista, è diventata così tragica da suscitare sdegno nel mondo. Centomila minorenni sotto portezione sociale e quarantamila in istituto pubblici e privati, che sono lontani dagli standard occidentali. In tanti provano a fare qualcosa, e anche ad Aosta è nata un'organizzazione che punta a fatti e aiuti concreti. È ABBC, l'associazione per i bambini di Bucarest e Campina. È stata fondata da un gruppo di una dozzina di persone che si presenta così: "Uniamo l'esperienza di chi ha conosciuto e dcondiviso la realtà di una piccola cittadina lug06-pag17vicino a Bucarest, dove le suore di San Giuseppe di Aosta gestiscono Casa Speranzei un istituto per bambini abbandonati". Da quelle parti la solidarietà è un pane molto richiesto. I bimbi sono tanti, e sono il frutto della politica da "Il numero è potenza", promossa dal dittatore Ceausescu, in sella fino al 1989 e poi travolto dal crollo del regime comunista. Ogni donna doveva avere almeno cinque figli, che spesso non potevano essere mantenuti dalle famiglie e venivano quindi affidati a istituti. Uno stato di fatto che ha reso quasi normale l'idea dell'abbandono dei piccoli.
"Io e la vice, Sabrina Bionaz - dice Christina Sanson, presidente di ABBC - cerchiamo di andare in Romania almeno un paio di volte l'anno. Sono esperienze che si arricchsicono molto, vai per aiutare, ma ti rendi conto che sono loro a donarti parecchio, anche a livello di emozioni".
L'associazione ha già all'attivo molte iniziativa, e alla fine di maggio si è fatta conoscere grazie anche a una "maxi-crostata" in piazza Chanoux. Il dolce è diventato realtà grazie al lavoro e alla disponibilità di un gruppo di pasticcieri, capitanato da Luciano Piga.
Il ricavato della vendita al pubblico sarà utilizzato per acquistare delle arnie da portare in Romania, materia prima per un progetto di lavoro. "È un'iniziativa - spiega Christina Sanson - che segue la filosofia dell'autosostentamento". "Quando lug06-pag17sono stata in Romania a febbraio - dice ancora la presidente - c'è stata una grande nevicata, e abbiamo accompagnato i bimbi a a scuola percorrendo chilometri nella neve. Per noi è come andare indietro nel tempo, in una situazione simile a quella del dopoguerra in Italia".
ABBC ha già realizzato altre iniziative, raccogliendo donazioni che hanno permesso di comprare una nuova serie di di culle e lettini,uno stock di biberon e ciucciotti, e di inviare forniture mensili di latte in polvere e materiale vario per attività didattiche e di divertimento. Ha organizzato anche il trasporto di medicinali e di abbigliamento.
L'associazione aostana promuove anche l'adozione a distanza. Con 80 centesimi di euro al giorno, quindi 25 euro al mese, è possibile aiutare un bimbo rumeno. Una cifra piccola per gli occidentali, ma bisogna tenere conto che in quel Paese lo stipendio medio mensile non supera i cento euro. "Se un bambino adottato trova posto in una famiglia - spiega Christina Sanson - la somma viene destinata a un altro piccolo bisognoso". lug06-pag17
ABBC è una Onlus, un'associazione senza fine di lucro, quindi le offerte possono essere detratte dalla dichiarazione dei redditi. Chi vuole aiutare può farlo con una donazione sul conto corrente numero 053848679660, ABI 03268, CAB 01200, Banca Sella di via Festaz 3 ad Aosta.
L'associazione ha sede in via Parigi 176 e i numeri di riferimento sono 348/2442884 oppure 349/6812314.
È disponibile anche un indirizzo di posta elettronica: assoc_abbc@yahoo.it.

Gianpaolo Charrère