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Salute e bellezza alle piante ornamentali
Un trattamento innovativo per la cura delle alberate cittadine

Platani, tigli, ippocastani e molte altre piante che abbelliscono i nostri parchi e i nostri viali sono da anni affetti da patologie che causano la perdita anticipata delle foglie, le fastidiose melate (colate di liquidi appiccicaticci che sporcano macchine e marciapiedi) e il deperimento progressivo delle piante stesse. Per restituire loro un aspetto salutare, questa primavera un migliaio d'alberi cittadini è stato curato utilizzando una metodologia innovativa, in grado di assicurare grande efficacia nei risultati abbinata al rispetto per l'ambiente e le persone.
La gestione fitopatologica del verde pubblico in una città costituisce da sempre un argomento assai delicato poiché l'ambiente urbano non consente l'impiego di fitofarmaci così come, di fatto avviene sulle superfici agricole. La loro dispersione nei giardini e nei viali interferirebbe pesantemente sulla vita dei cittadini e dei residenti delle aree interessate dall'intervento, con conseguenze difficilmente valutabili ma di certo non salubri.
Per ottenere i migliori risultati minimizzando gli effetti negativi della somministrazione dei principi attivi - costituiti per lo più da sostanze chimiche di sintesi - necessari per contenere lo sviluppo di virus, batteri, funghi e insetti, il Comune ha quindi affidato tale servizio, nell'ambito dell'appalto di ordinaria manutenzione del verde cittadino, ad un pool di imprese qualificate nel settore. lug06-pag08
La cura è stata affidata al metodo brevettato "Arborjet", un sistema endoterapico molto simile all'impiego delle fleboclisi nella cura delle persone. Sul tronco vengono praticati alcuni fori di ridotto diametro (fori che i tessuti dell'albero riassorbono in breve tempo), in cui vengono iniettate a bassa pressione modeste dosi di principio attivo ad alta concentrazione che entra così direttamente nel sistema circolatorio andando a interessare tutti i tessuti di foglie, rami e radici. L'efficacia della terapia è provata (per la gran parte delle patologie è sufficiente un trattamento ogni due anni) e neppure una goccia di fitofarmaco viene disperso nell'ambiente!
Sottoposti a cura, quindi, sono stati i copiosi platani, presenti in molte zone della città con esemplari anche di grandi dimensioni. Come la maggior parte dei platani in Italia sono soggetti all'attacco dell'emittero tingide Corythuca ciliata che sottraendo linfa e clorofilla alle foglie, conferisce già all'inizio dell'estate una colorazione autunnale delle foglie che ne riduce sensibilmente il valore ornamentale provocando il defogliamento dell'albero molto prima dell'arrivo della stagione autunnale. Oltre al danno alla pianta l'insetto crea anche fastidio all'uomo sia a causa della melata prodotta e che si deposita sul terreno, sugli arredi e sulle autovetture, sia per il contatto con la pelle.
Anche i tigli, molto presenti ad Aosta nei giardini, sui viali alberati, in aree destinate a parcheggio, (viale Conte Crotti, viale Rimembranza presso il Cimitero) e sul lato Nord di corso St-Martin de Corléans hanno tratto giovamento dall'endoterapia.
Le problematiche fitosanitarie dei tigli ad Aosta sono di carattere fungino e animale (insetti) tali da indebolire la pianta, rallentandone la crescita. A ciò si aggiunge l'abbondante melata che, cadendo dalle piante al suolo, imbratta i marciapiedi e le autovetture parcheggiate.
Per la specie arborea degli ippocastani, presenti in diversi giardini e zone verdi della città di Aosta, come quelli ospitati nei Giardini Pubblici di fronte al tribunale, l'insidia peggiore è rappresentata dal parassita "Cameraria ohridella" . L'insetto, diffuso in quasi tutta l'Italia, provoca danno alla piante con le sue larve che si insediano all'interno delle foglie dove scavano gallerie (per questo l'insetto viene definito un "minatore") nutrendosi del parenchima e causando il disseccamento delle foglie.
Per i prossimi anni, il Comune ha previsto un piano d'interventi volti a combattere le patologie più diffuse. Già da questa estate sarà comunque possibile apprezzare la differenza nell'aspetto delle piante trattate, circa metà dell'intero patrimonio, e di quelle non ancora "curate".


Laura Riello