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Il comune risparmia ricontrattando i mutui
Eletta anche la commissione consiliare per la trasformazione dell'Aps

La materia è ostica per i non addetti ai lavori, ma il ragionamento è semplice. Se si risparmia una parte del denaro necessario a pagare le rate dei mutui, la somma "recuperata" pu¿ essere utilizzata in altro modo. é quanto ha fatto il Comune, approvando una delibera di Consiglio sulla "revisione" dei prestiti contratti con la Cassa Depositi e Prestiti, l'ente che gestisce il risparmio postale. Il provvedimento ha avuto il via libera dell'assemblea civica alla fine di maggio, con il voto favorevole della maggioranza e l'astensione dell'opposizione. L'operazione consentir¿ di "risparmiare" quest'anno circa 340 mila euro, mentre nei prossimi anni le somme "liberate" saranno circa 200 mila euro ogni dodici mesi.
L'operazione finanziaria è stata condotta rivedendo le condizioni (anche a livello di tassi di interesse) dei mutui contratti con la Cassa depositi e Prestiti. I finanziamenti, come prevedono le normative, sono stati suddivisi tra quelli stipulati prima del 31 dicembre 1996 e quelli successivi, regolati da normative differenti. Il più "antico" era stato contratto nel 1975, con un tasso di interesse del 7 per cento, più alto di quello praticato oggi. La rinegoziazione ha spostato in avanti di alcuni anni le date di scadenza per la restituzione delle rate. Per i mutui "post 1996" la normativa concede anche la possibilit¿ di restituire tutte le somme, trovando il denaro necessario con una emissione di Boc, i buoni ordinari comunali, simili come principio ai Bot dello Stato. Gli Uffici finanziari del Comune hanno valutato anche questa possibilit¿, che non è stata per¿ ritenuta conveniente, anche a causa dei costi e della complessit¿ dell'operazione.
Nella stessa seduta, il Consiglio comunale ha deciso anche di approvare, a maggioranza, un provvedimento che consente, a chi decide di comprare una tomba di famiglia, di pagare a rate. La possibilit¿ di acquisto è stata estesa anche ai residenti in Valle d'Aosta. Il costo è di circa 40 mila euro per tombe di 15 metri quadrati. La decisione è stata contestata dalla minoranza: "é solo un modo per fare cassa". Secondo la maggioranza, si tratta invece "di una buona politica, fatta per agevolare chi non si pu¿ permettere il pagamento in un'unica soluzione".
Nella seduta di fine maggio, il Consiglio comunale ha deciso anche di dare il via libera alla costituzione di una commissione speciale, incaricata di seguire la trasformazione lug06-pag04
dell'Aps, l'Azienda pubblici servizi della Citt¿ di Aosta, in una societ¿ per azioni. Come previsto dalle normative che regolano il settore. La Commissione è presieduta da Clotilde Forcellati, esponente Verde di minoranza. Gli altri componenti sono Davide Bionaz, Ettore Vi¿rin, Stefano Borrello, Antonio Crea, Giorgio Giovinazzo, Gianni Rigo e Lorella Zani. L'Aps è quella che un tempo si occupava delle farmacie comunali, e oggi gestisce anche i parcheggi a pagamento, le case popolari comunali del Quartiere Cogne, il servizio di pubbliche affissioni e pubblicit¿ e i servizi cimiteriali. La Commissione dovr¿ esaminare la documentazione e relazionare al Consiglio sull'iter della trasformazione dell'Aps da azienda speciale alla nuova vesta giuridica.
L'assemblea civica ha approvato la delibera sul "dimensionamento delle istituzioni scolastiche nel territorio del Comune di Aosta". L'atto conferma la situazione attuale, "considerato - si legge nel documento - che dall'esame dei dati emerge, spetto agli anni 2004 e 2005, un incremento medio dell'8% circa degli iscritti, fatto che assicura una corrispondenza ai parametri determinati con una delibera approvata dalla giunta regionale nel maggio del 2000".
Il Consiglio ha approvato anche una mozione presentata da Aosta Viva, che impegna il sindaco e la giunta a portare nella commissione competente "la proposta di integrazione al dettato statutario, al fine di evitare il ripetersi della grave situazione di incertezza per il corretto funzionamento dell'Amministrazione comunale". Si tratta della situazione di impasse che si era venuta a creare dopo le dimissione dell'assessore alle Politiche Sociali Carmela Fontana, entrata in Consiglio regionale per sostituire Roberto Nicco, eletto deputato nelle ultime consultazioni politiche. Lo Statuto del Comune di Aosta prevede che la giunta non possa essere composta tutta da persone dello stesso sesso, persalvaguardare le cosiddette "quote rosa", la presenza femminile nell'esecutivo. Fino alla nomina di Giuliana Ferrero, si era creata una situazione di incertezza (la giunta poteva operare o no?) e bisogner¿ valutare una modifica allo Statuto che definisca con maggiore chiarezza come ci si dovr¿ comportare nel caso si ripeta una situazione simile.

Gianpaolo Charrère