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Dove finisce l'immondizia che produciamo?

Panoramica sui Consorzi che riciclano i nostri rifiuti

I lettori di AostaInforma conoscono l'attenzione che questa rubrica ha posto al tema dei rifiuti e siamo certi che, in particolare dopo l'avviamento del nuovo servizio di raccolta "porta a porta", desiderano sapere che fine facciano i rifiuti che vengono raccolti separatamente.

Una premessa è doverosa. Il sistema dei Consorzi di filiera creati dal Decreto Ronchi - nell'ambito del recepimento delle direttive europee sui rifiuti - funziona e possiamo, pertanto, garantire che i loro sforzi non sono vani.

Iniziamo con il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI). Già dalla fine degli anni '80 i rifiuti prodotti stavano aumentando progressivamente; oggi oltre la metà è costituita da imballaggi della grande distribuzione. Il loro recupero e riciclo si basa sul principio desunto dalla normativa europea del "chi inquina paga": chi è responsabile dell'inquinamento è tenuto a rimuoverne le cause per consentire alle generazioni future di poter godere delle risorse naturali del pianeta (il principio dello sviluppo sostenibile). Il Conai, pertanto, esige ed incamera da ogni produttore di merci, un tributo in denaro che servirà per finanziare tutte quelle operazioni (raccolta, trasporto, trattamento) che consentiranno di riciclare e recuperare l'imballaggio sotto forma di materia prima o di energia. Attualmente il Conai è suddiviso in sei filiere, a seconda del materiale che compone l'imballaggio. Si ha così: il Coreve, per il recupero degli imballaggi in vetro (le bottiglie); il Comieco per il recupero degli imballaggi a matrice cellulosica (gli scatoloni); il CNA, per il recupero degli imballaggi in acciaio (lattine di ferro): il Cial, per il recupero degli imballaggi in alluminio (lattine); il Corepla per il recupero degli imballaggi in plastica; ed infine il Rilegno per il recupero degli imballaggi in legno. Tutti questi Consorzi stipulano delle convenzioni con le pubbliche amministrazioni in modo da garantire che i rifiuti di imballaggio, a loro consegnati, vengano pagati alle amministrazioni stesse secondo tariffe concordate, che tengono conto della "purezza" e della qualità del materiale da riciclare. A volte, purtroppo, si assiste al respingimento dei rifiuti raccolti in maniera differenziata perché essi contengono sostanze estranee che immondiziacompromettono il riciclaggio dell'intera quantità raccolta. Nel caso della plastica, per esempio, se la percentuale di sostanze estranee rilevate nella relativa raccolta differenziata supera il 20% in peso, tutta la raccolta di quel mese non solo non viene considerata - e si perde il contributo - ma si devono pagare anche le spese di smaltimento e trasporto. Dobbiamo, pertanto, prestare molta attenzione quando deponiamo nei sacchi del porta a porta, o nelle campane, gli imballaggi in plastica. Tutto quello che non è imballaggio, anche se è di plastica (tubi di irrigazione, giocattoli, secchi in plastica, sedie, scarpe, oggetti ingombranti, ecc.) non verrà considerato e potrebbe anche vanificare lo sforzo di centinaia di cittadini che hanno, invece, eseguito una corretta differenziazione dei rifiuti.

Per quanto concerne le lattine di alluminio, in Valle d'Aosta sono raccolte insieme al vetro perché la loro separazione avviene direttamente in vetreria. Per i rifiuti in ferro, invece, come lattine in banda stagnata (pelati, mangime per animali, ecc.) è sufficiente metterli insieme ai rifiuti indifferenziati, perché il Centro regionale trattamento rifiuti di Brissogne dispone di un impianto di "deferrizazione" che separa automaticamente tutto il ferro dai rifiuti prima di smaltirli in discarica.

Dal luglio 2007, salvo proroghe, dovrebbe entrare in funzione un altro Consorzio obbligatorio che si occuperà del recupero dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). I produttori, gli importatori e i distributori di apparecchiature elettriche ed elettroniche dovranno farsi carico della raccolta e del recupero di computer, telefonini, fax, fotocopiatrici, lavatrici, frigoriferi, televisioni, radio che vengono dismessi. Sarà previsto un sistema di "reso" o "cauzione": colui che acquista un nuovo elettrodomestico ha il diritto di farsi ritirare gratuitamente quello vecchio, di pari caratteristiche, o altrimenti deve versare una cauzione.

In Valle d'Aosta i rifiuti verdi, come erba, sfalci, ramaglie, vengono recuperati direttamente presso il Centro regionale trattamento rifiuti di Brissogne. I rami vengono sminuzzati e miscelati con l'erba ed i cumuli così formati vengono fatti maturare a cielo aperto per l'innesco del compostaggio aerobico. Dopo circa un anno il materiale viene finemente vagliato ed il compost che si ottiene è efficacemente utilizzato in agricoltura o in orti e giardini grazie alla sua capacità di aumentare fino a sei volte il potere di ritenzione idrica del terreno. Il compost può essere acquistato da chiunque ne faccia richiesta telefonica al n° 0165 765841 o 765864 presso la società di gestione del Centro rifiuti di Brissogne.



a cura di Marco Framarin e Alessandro Carena