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Il primo museo virtuale aostano

Da giugno è visitabile in rete


di Patrizia Nuvolari

Dopo un anno di intenso lavoro ecco finalmente il Virtual Museum Vallée entrare nelle case dei valdostani (e di tutti gli abitanti del Pianeta), dotati di un computer e di un collegamento Internet.
Ma cos'è il Virtual Museum Vallée? Il Virtual Museum Vallée è un grande Centro culturale online che presenta al suo avvio due Musei: Il MAO - Museo Aosta e il MUMU - Museo Mucca. La Città e il Territorio circostante rappresentato dal suo simbolo: la mucca.
Il MAO-Museo Aosta è uno spazio per la memoria, dove si raccoglie e valorizza il grande patrimonio di immagini che la città ha accumulato negli anni. Tutte le immagini possibili che riguardano Aosta: fotografie, cartoline, stampe¿, materiale reperito negli Archivi pubblici - come quello del Comune di Aosta che contiene fotografie straordinarie del nostro recente passato e che pochi conoscono perché mai pubblicate prima - ma proveniente anche da collezioni private come la collezione Fumasoli, da archivi parrocchiali come l'Archivio della parrocchia M. Immacolata e da tutti coloro che vogliono collaborare per la realizzazione del loro Museo, perché il MAO è davvero il Museo di tutti. Una parte importante è infatti riservata agli album di famiglia; le persone sono invitate a raccontare la loro storia (che fa parte integrante della storia ufficiale della città) attraverso le fotografie che documentano il loro vissuto negli anni. È chiaro che un anno di lavoro è poco per dare un'esauriente panoramica del nostro patrimonio iconografico, ad esempio la collezione che riguarda le cartoline è appena abbozzata, l'Archivio del Comune comprende solo alcuni temi e la collezione degli album di famiglia attualmente presenta solo quello della sottoscritta e di suo marito: un semplice invito alla partecipazione che spero sia favorevolmente accettato. Il nostro primo obiettivo concreto era quello di dare un'idea esauriente e complessiva di quello che sarà il Museo nel suo prossimo futuro e credo che, con la pubblicazione di oltre 2000 immagini, lo abbiamo raggiunto.
Il MAO si struttura come un vero e proprio Museo. Si entra, si sceglie, fra le collezioni permanenti che portano il nome dell'Archivio o del collezionista a cui appartengono gli originali, quella che più interessa, poi si clicca e si guarda la galleria di immagini. giu05-pag18Le collezioni più consistenti come quella dell'Archivio comunale, sono divise per temi: le colonie, i lavori pubblici, il carnevale e via dicendo e le fotografie sono raggruppate secondo un percorso narrativo che ne facilita la fruizione. Come in ogni altro museo, insieme alle collezioni permanenti sono presentate le mostre temporanee che possono esporre sia immagini già in dotazione nel Museo oppure reportage fotografici inediti sempre riguardanti la nostra Città. Per la sua inaugurazione il MAO presenta sessanta scatti del fotografo Stefano Sarti (Lapo) che raccontano i primi cinque anni di Aosta nel nuovo millennio.
Nel Museo è previsto un Forum aperto a tutti coloro che vogliono partecipare alla costruzione della storia cittadina "dal basso", tramite l'invio di informazioni utili, commenti, fotografie che possano completare e arricchire il materiale iconografico già in uso. Direi che è proprio questo l'aspetto che rende il progetto straordinariamente innovativo e interessante. Una vera e propria sperimentazione.
Perché il MAO non vuole essere un pacchetto preconfezionato dagli addetti ai lavori, ma un vero strumento di conoscenza e crescita collettiva, un laboratorio attivo, stimolante, in costante contatto con gli utenti che saranno chiamati a formare una vera "community" virtuale che dibatte e diffonde la contemporaneità della nostra città.
Non vi resta altro che "cliccare": www.vmv.it.