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Una stagione di grandi Festival al teatro romano

"Il bello della musica è che quando ti colpisce non senti dolore". (Bob Dylan)

Più di cinquanta appuntamenti attendono appassionati, turisti e curiosi nella cornice scenica del teatro romano, con una proposta artistica di qualità consolidata negli anni, composta dalle rassegne dedicate alla musica classica, al cinema muto, al jazz e al blues.

A d inaugurare la stagione estiva al teatro romano il concerto di apertura di Celtica, la serata del 30 giugno, con l'esibizione dei bretoni Bagad Cap Caval e Cercle de Danse ar Vro Vigoudenn, gruppo composto da una cinquantina tra musicisti e danzatori e gli Shannon dalla Polonia, selezionati al Festival de Lorient.
Gli stimatori del rhythm'blues non rimarranno delusi dal cartellone della terza edizione dell'Aosta Blues Festival, in scena dal 7 al 9 luglio. Ad aprire la rassegna Li'l Brian & the Zydeco Travelers con la loro musica zydeco, localizzata in Louisiana e di tradizione creola ma fortemente caratterizzata dalla fusione di diverse musiche tradizionali con influenze funky, pop e R'n'B.giu05-pag10 giu05-pag10 La stessa sera, Big Bill Morganfield , figlio del grande Muddy Waters, riparte dalle radici con la sua voce baritonale e profonda accompagnata dalla chitarra slide ricca di spessore e di colore. L'8 luglio, sul palco del teatro romano salgono il chitarrista Nick Becattini e la carismatica Peaches Staten, affascinante e versatile vocalist di Chicago con il suo sound coinvolgente. A seguire, il duo acustico del Mississippi, Carey e Lurrie Bell che si cimentano con l'autenticità dei suoni e delle atmosfere più essenziali ed energetiche del blues di Chicago. L'ultima serata è affidata ad un quartetto tutto italiano The Bluesman che ama rivisitare in chiave blues-rock, swing, delta blues, i classici del blues in veste acustica. A chiudere il Festival uno dei maggiori esponenti della chitarra slide elettrificata oggi sulla scena, il californiano Roy Rogers, attivo come produttore di una discografica autonoma e accompagnatore di altri famosi della scena blues, primo fra tutti John Lee Hooker.
Si presenta un'estate davvero memorabile per il Festival AostaClassica. La rassegna che ospita l'Orchestra Giovanile Italiana e la Scuola di Musica di Fiesole, festeggia infatti dieci anni. Il suo cartellone consolida il connubio tra i grandi nomi e artisti locali, la tradizione di gusto più classico e le contaminazioni etniche e popolari. Da due lustri, il filo d'Arianna che compone il Festival evidenzia la fitta trama delle diversità culturali con le voci delle nuove tendenze e l'apporto progettuale e artistico di professionisti valdostani. Un Festival che promuove un approccio poliedrico, includendo e confrontando stili, suoni, memoria e parole del panorama artistico contemporaneo vicino e lontano e misurandosi di continuo con il passato attraverso le partiture dei classici.
Ad aprire il lungo Festival - dal 5 luglio al 3 agosto - il concerto dei Quintorigo, una delle band italiane più originali dell'ultimo decennio, capace di "shakerare" suoni e generi musicali in un continuo gioco tra musica e voce. Seguono due appuntamenti di musica da camera, frutto della collaborazione con lo Zephyr Festival di San Francisco, mentre lo storico Ospizio dei Canonici del Gran San Bernardo, vedrà di nuovo l'incontro musicale tra i gruppi da camera dell'OGI e quelli del transfrontaliero Festival di Verbier. Vediamo allora una sintesi degli eventi nelle sezioni tematiche che compongono la rassegna. giu05-pag10
Percussioni Oggi - oltre alle "Marchin' Band" chiamate ad animare il centro il sabato pomeriggio - continua ad ampliare i propri confini ideali grazie al quartetto di percussioni Tetraktis, con il suo piglio originale sulla musica classica contemporanea. Si valicano poi nuove e lontane frontiere alla ricerca delle sonorità africane con "Suonare Africa", lo stage tenuto dai maestri e concertisti Amadou Kienou del Burkina Faso, Baba Sissoko del Mali e dalla pianista russa Maria Asseeva.
I talenti dell'OGI - l'Orchestra Giovanile Italiana - tengono il palco per una settimana nelle formazioni da camera e nel concerto orchestrale, con la conduzione del compositore polacco Krzisztoff Penderecki e i tre big del violoncello, Bronzi, Cerrato e Koziak. La sezione Radici suggerisce una riflessione sulle esperienze di qualità maturate in Valle d'Aosta. Il Quartetto a Plettro di Torino, condotto dal valdostano Mario Poletti è l'occasione per rispolverare la "mandolinistica alla Cogne", mentre una rilettura della figura di Bob Dylan, ad opera di Massimo Bubola e del valdostano Michele Murino (curatore del sito italiano più seguito su Dylan) offre l'occasione per ripensare al vissuto di diverse generazioni.
Il percorso tra memoria e identità caratterizza due appuntamenti della sezione L'altro novecento. Il primo vede protagonista John Zorn, sassofonista newyorchese e innovatore del jazz contemporaneo; il secondo con Il Parto delle Nuvole Pesanti in compagnia di Claudio Lolli propone la proiezione
del documentario Doichlandia di Giuseppe Gagliardi, premio speciale della Giuria al Torino Film Festival, sul tema della difficile condizione di migranti italiani di Calabria in Germania.giu05-pag10
La sezione Spazio Contemporaneo propone alcuni "ritratti d'Autore", in cui si confrontano i percorsi musicali compiuti da due importanti compositori italiani del Novecento storico, Bruno Maderna e Luciano Berio. Entrambe i concerti prevedono la partecipazione di musicisti valdostani, in collaborazione con il Quatuor Bartòk di Lione e dell'Orchestra Sinfonica della Valle d'Aosta. Lo spunto per una riflessione sul sessantesimo anniversario della Liberazione, è offerto dalle note del pianista-compositore Ludovico Einaudi che suonerà ad Aosta ed alla baita di Alfonso Farinet nella Conca di By, dimora obbligata del nonno Luigi Einaudi nel 1945, durante la sua fuga verso la Svizzera. Spazio, infine, ai musicisti valdostani e ai loro progetti originali: al trio di Gilbert Imperial, al quintetto Jazz di Beppe Barbera insieme al Coro Polifonico di Aosta del M°Efisio Blanc per alcune letture dal "Tristano Muore" di Tabucchi, affidate alla voce suadente di Paola Corti.
La quarta edizione del Festival Strade del Cinema, dal 3 al 12 agosto, allargati gli orizzonti con il concorso SilentARTMOVIES in collaborazione con il circuito G.A.I, si presenta non soltanto con musica e cinema, ma anche pittura, grafica, video e critica. Un approccio eclettico per vivacizzare il messaggio culturale, superando, per osmosi, i confini dell'Arte. L'aspetto monografico del Concorso Giovani è affidato quest'anno a Charlie Chaplin, attore e regista tra i più grandi del cinema muto, con dieci mediometraggi affidati ai giovani musicisti per la creazione di una colonna sonora originale. Strade del Cinema inizia il 3 agosto con una serata, come da tradizione, in collaborazione con AostaClassica per un omaggio al grande regista e poeta Pier Paolo Pasolini, a trent'anni dal suo assassinio. Sarà Bruno Chevillon, contrabbassista e compositore francese, accompagnato dai musicisti Riccardo Ruggeri, Manuel Pramotton, Paolo Fromage, Mauro Gino e Marco Giovinazzo a condurre una serata di musica, letture, proiezioni di filmati dedicati al grande intellettuale. La serata sarà introdotta dagli allievi dei corsi dell'Istituto musicale di Aosta che eseguiranno rielaborazioni di alcune musiche utilizzate come colonna sonora da Pasolini.
giu05-pag10Il 9 agosto, in collaborazione con Rai VdA, il Concorso Giovani, propone alcuni documentari e in particolare "Appunti per un'orestiade africana" dello stesso Pasolini, illustrati da Alberto Crespi, critico cinematografico de "L'Unità". Dal 10 agosto, le serate della sezione "Big" propongono la proiezione del film "Cenere" di Febo Mari, tratto dall'omonimo romanzo di Grazia Deledda, musicati da Christian Leroy e Christian Thoma. L'11 agosto è interamente dedicato all'arte della risata con la commedia "Die Bergkatze" di Lubitsch affidata al trio francese La Tendesse.
Concludono Strade del Cinema, due grandi nomi del panorama musicale italiano ed internazionale: Enrico Rava e Stefano Bollani, in una suite di capolavori cinematografici di George Méliès, pionere del cinema delle origini e creatore dei primi film di fantascienza. Da non dimenticare, infine, l'appendice pomeridiana del festival, "Lavori in corto", dal 4 all'8 agosto con la proiezione dei cortometraggi musicati dai compositori dello stage di scrittura musicale e cinematografica.
Aosta jazz segna i contorni di una rassegna aperta ai suoni del mondo e all'improvvisazione, in una prospettiva che accoglie contaminazioni di generi e produzioni artistiche contemporanee. Non più un palco tematico, ma un avvicendamento di proposte accomunate dalla verve delle diverse esperienze musicali. E' proprio questo che trasforma tutto in Prospettive, Festival di suoni e improvvisazione, spalmato nell'arco di tre giorni, dal 14 al 16 agosto. Si parte con l'etno dei Tamtando e la musica popolare di Riccardo Tesi, proseguendo con l'eclettismo del free jazz di Antonello Salis, per conclu-dere con il duo Lourau/Zulfikarpasic che mette a confronto l'improvvisazione della tradizione balcanica con le nuove tendenze della scrittura contemporanea francese. A concludere ogni serata, le realtà musicali autoctone: dal jazz etnofunk del Noir Ensemble Trio, a quello classico della Classe di Improvvisazione della Banda Municipale di Aosta, ad un finale spumeggiante con i Ciccio Baton e i Ribalta Blues.