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Quale acqua beviamo?

Precisazioni a seguito dell'indagine sulla rete aostana


di Christian Diémoz


A seguito della notifica, lo scorso 3 giugno, di un'informazione di garanzia al sindaco Guido Grimod, al dirigente del Settore Ambiente Marco Framarin ed al medico di Igiene e sanità pubblica Giovanni D'Alessandro, in ordine alla presunta presenza di agenti inquinanti nella rete idrica cittadina, l'Amministrazione comunale si è immediatamente dichiarata fiduciosa di poter dimostrare, nelle opportune sedi, la continuità e l'efficacia dell'attività svolta in materia di controlli sulla qualità dell'acqua potabile erogata alla popolazione.
Può essere utile, al riguardo, offrire alcune precisazioni sulla portata e sulle modalità delle verifiche. Alla vigilanza ed al controllo delle acque deputate al consumo umano, secondo le normative che disciplinano il settore, è deputata l'Unità Sanitaria Locale della Valle d'Aosta. Va precisato che, nel caso di reti di distribuzione, come appunto l'acquedotto comunale, il rispetto dei parametri deve essere garantito (e, di conseguenza, controllato) nel punto in cui l'acqua giunge al consumatore, ovvero ai rubinetti. Degli accertamenti, ad ulteriore scrupolo, vengono comunque effettuati anche nei vari pozzi che compongono la rete dell'acquedotto.
Nel 2004, come previsto dal Decreto legislativo n. 31 del 2001, sono stati effettuati due controlli. Dal primo, eseguito il 9 marzo ed inerente i pozzi, non sono emersi indici di inquinamento. Unica segnalazione, un valore lievemente eccedente nel pozzo "Saint-Martin", comunque inattivo. Il successivo 8 settembre, la verifica effettuata dai tecnici dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente alla distribuzione (cioè ai rubinetti) non ha evidenziato indici di inquinamento.giu05-pag07
Nell'anno in corso, sempre ai sensi del Decreto n. 31, in riferimento ai dati trasmessi dal Comune di Aosta (che dispone, d'ufficio, delle analisi con valenza interna) e seguendo il programma aziendale, l'USL ha provveduto, il 2 marzo, ad un nuovo controllo sui pozzi della piana della città. Gli esami non hanno messo in luce indici di inquinamento, ad eccezione del pozzo "Saint-Martin". Tale impianto non è utilizzato, ma rimane comandato da un sistema di telecontrollo che si attiva esclusivamente nel caso in cui vi sia un consumo idrico superiore alle possibilità degli altri pozzi della rete.
In ogni caso, le verifiche che il 14 aprile hanno interessato i punti di distribuzione non hanno fatto registrare indici di inquinamento chimico. Per maggiore sicurezza, stante la delicatezza della questione, in data 24 maggio l'Unità Sanitaria Locale ha proceduto ad un ulteriore controllo delle acque al consumo, senza informare il Comune e nell'orario di maggiore utilizzo, per garantirne l'ulteriore affidabilità. Anche in questo caso i risultati hanno dato esito negativo e non è stato rilevato alcun indice di inquinamento.
Alla luce di questi dati, l'Amministrazione comunale - considerato come il Magistrato avesse stabilito, contestualmente all'informazione di garanzia, il sequestro dei pozzi "Saint-Martin", "Solarolo" ed "Ex Birreria" - ha presentato istanza di dissequestro, sia in considerazione del significativo ruolo rivestito dai tre pozzi nell'ambito della rete idrica, sia al fine di rappresentare un'azione di controllo continuata ed approfondita che non ha messo in luce, rispetto all'acqua erogata alla popolazione, delle situazioni di criticità particolarmente accentuata. L'istanza, peraltro, è stata accolta lo scorso 17 giugno.