feb06-pag18

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A spasso in cielo appesi ad una bolla d'aria
Per il terzo anno ad Aosta il raduno di mongolfiere


di Gianpaolo Charrère


S e Topolino vola in mongolfiera, perché non posso farlo anch'io? Il sogno di restare appeso in aria a una bolla di aria calda, con sotto i piedi solo in cesto di vimini, come aveva visto fare su un fumetto del celebre personaggio di Disney, si è presto trasformato in una splendida malattia. Sono passati 24 anni, e Nello Charbonnier è diventato un professionista della disciplina, e per il terzo anno ha portato in piazza Chanoux i "palloni" cha tanto affascinano anche chi non salirebbe su un mezzo volante nemmeno per tutto l'oro del mondo. Da mercoledì 8 a domenica 12 febbraio il cielo di Aosta è stato punteggiato da colori che si libravano silenziosi nell'aria. L'evento è stato organizzato dal Club Aréostatique Mont Blanc, fondato da Charbonnier, e dall'Assessorato comunale allo Sport.feb06-pag18
La mongolfiera è un "modo di volare romantico", come lo definisce Charbonnier. Niente ali e niente motori, la direzione deve fare i conti con il vento. Andare a spasso per aria in pianura è un conto, tra le montagne più alte d'Europa un altro. Come ha scoperto il partecipante all'edizione 2005. Nel raduno aostano, nel decollo simultaneo da piazza Chanoux, i conduttori delle mongolfiere seguono due "apripista del cielo", Igor e Diego Charbonnier, due degli otto componenti della famiglia che hanno il brevetto di volo. "All'estero ci chiamano Dinasty - scherza Nello - Igor e Diego conoscono la Valle, sanno come comportarsi". Qualcuno della carovana si è però distratto, ed è stato catturato da correnti diverse da quelle previste, un fatto che può capitare a chi vola senza motore. Morale della favola: il protagonista di questa avventura era decollato con il fotografo della nostra rivista che doveva immortalare dall'alto il municipio e la città, ma con questo fuoriprogramma i due hanno scavalcato le montagne e si sono ritrovati in val di Susa. "Come l'hanno presa? - ricorda Nello Charbonnier - Bene, hanno detto: splendido volo!". Alla manifestazione aostana partecipa dalla prima edizione un gruppo di affezionati, con mongolfiere di tutte le fogge. Ogni anno si aggiunge qualcuno, anche se per poter volare sulla "Roma delle Alpi" bisogna passare un piccolo esame. "Farlo da noi non è facile - dice Charbonnier - vogliamo vedere un curriculum, prendere delle informazioni". Come dire: chi vola in Valle può farlo praticamente in tutto il mondo. feb06-pag18
Questa disciplina senza motore e senza ali incuriosisce e affascina tutti, giovani e meno giovani. Uno dei ragazzi delle squadre finaliste di "Sette pagine per sette musiche", la gara aostana a colpi di note e letteratura tra allievi delle Superiori, all'inizio di febbraio ha scelto proprio un brano scritto in francese da Bertrand Piccard, il primo uomo a fare il giro del mondo senza scalo in mongolfiera, un mezzo sofisticatissimo che somigliava a un'astronave. "Qualche tempo fa - racconta Charbonnier - siamo stati il mezzo di un regalo di compleanno molto particolare. Per i suoi cinquant'anni, una signora si è vista donare dai figli un volo, il primo in assoluto della sua vita". Un "cadeau" a duemila metri di quota che è piaciuto molto all'interessata.
In questi ultimi anni il volo in pallone si è molto evoluto, e utilizza mezzi molto sofisticati come il Gps, il rilevatore satellitare che, sbagliando al massimo di un metro, fa sapere dove ci si trova. "Quando ho cominciato vent'anni fa - dice ancora Charbonnier - si partiva molto più all'avventura, non c'erano le previsioni del tempo precise come oggi. Se penso a quante trasvolate delle Alpi abbiamo fatto, anche in mezzo alle nuvole... Altri tempi!".