feb06-pag13

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Occhio ai consumi!
Consigli pratici per fronteggiare l'emergenza gas


di Gianpaolo Charrère


C' è chi lo definisce il "sesto carburante", e il risparmio energetico torna di prepotenza a occupare titoli di telegiornali e colonne di quotidiani, quando un imprevisto mette il dito sulla piaga. Il mondo occidentale (ma non solo) è sempre più vorace di energia, e dipende in larga parte dalle importazioni di petrolio e gas naturale. Il grande freddo che a gennaio ha tenuto sotto scacco la Russia ha fatto diminuire le quantità di metano che ogni giorno percorrono grandi tubature per riversarsi non solo nelle case, ma anche nelle industrie e nelle centrali che producono elettricità. Un evento che ha sollevato un polverone di analisi e messo in moto un torrente di polemiche sul rischio di restare, almeno in parte, "a secco".
Il ministero delle Attività Produttive ha messo a punto un decalogo del risparmio, che è stato inviato anche alla Regione Autonoma Valle d'Aosta. Il presidente della Regione lo ha smistato a tutti i Comuni della Valle, accompagnandolo con una lettera. "La situazione energetica attuale - si legge nello scritto - richiede la massima attenzione sulla puntuale osservazione delle misure finalizzate al risparmio energetico". Nella lettera si chiede agli enti locali di "effettuare una tempestiva ed efficace azione di sensibilizzazione della cittadinanza". Il decalogo completo, che contiene consigli e raccomandazioni per la vita di tutti i giorni, è disponibile allo Sportello del Cittadino di piazza Chanoux.feb06-pag13
Il primo punto riguarda il risparmio sul riscaldamento, con indicazioni come "non coprire i termosifoni", "usare i paraspifferi", "spegnere l'impianto quando in casa non c'è nessuno" e "far controllare la caldaia, perché è obbligatorio e tutela la sicurezza". Altri consigli riguardano il capitolo "uso razionale degli elettrodomestici", i frigoriferi, le lavatrici e le lavastoviglie che troppo spesso ingoiano corrente inutile, con effetti indesiderati (e costosi) anche sulla bolletta. Il decalogo si chiude con le "lucine di stanb by", l'abitudine di non spegnere gli apparecchi (come i televisori) completamente, lasciandoli sempre in tensione, con un consumo basso, ma costante quanto inutile. L'elettricità è un bene prezioso, anche in una regione come la Valle d'Aosta, che con le centrali idroelettriche esporta due dei tre miliardi di chilowattora prodotti ogni dodici mesi.
In questi ultimi anni le associazioni dei consumatori si sono lanciati nella "operazione conteggio". L'obiettivo era capire come e dove viene consumata l'energia in una abitazione. Il riscaldamento assorbe una quota del 55%, l'automobile il 31%, la produzione di acqua calda il 7%, frigo e lavatrice il 4% la cucina il 2%. L'aspetto più evidente, l'illuminazione, si ferma al "solo" 1%. Il dato è ancora più evidente se si esclude l'automobile: a quel punto il 79% dei consumi energetici domestici è legato al riscaldamento. Una scure che si abbatte non solo sul sistema di approvvigionamento nazionale, ma anche sui conti da pagare per le famiglie.
Una delle fonti di risparmio più interessante è l'isolamento dell'abitazione, per evitare di scaricare per aria il calore prodotto dalle caldaie. Nel Nord Europa le ricerche in questo campo sono più avanzate. Uno studio condotto in Danimarca dimostra che tre proprietari di immobili su quattro potrebbero far scendere la bolletta isolando in modo migliore le loro case. Tra l'altro, esiste anche un problema di riscaldamento globale: a livello europeo gli esperti hanno calcolato che il 40% di tutte le emissioni di anidride carbonica, il gas ritenuto responsabile dell'effetto serra, deriva dall'utilizzo di energia negli edifici.