feb05-pag09

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Immigrazione: "mettiamoci a confronto"


di Giorgio Miramonti
Operatore del Centro Comunale Immigrati Extracomunitari

I I balli per la festa albanese organizzata dal C.C.I.E (foto di Saimir Shara)l 15 di dicembre scorso si è svolto ad Aosta un convegno, organizzato dal C.C.I.E, che ha visto la partecipazione in veste di relatori, di responsabili dell'Associazione Albergatori, della Camera di Commercio, della Confindustria, dell'Assessorato regionale Agricoltura, Risorse Naturali e Protezione Civile, dell' Osservatorio regionale Mercato del Lavoro e dell' INPS.
L'intento era sia quello di far parlare per la prima volta in un convegno di questo genere persone che, pur avendo quotidianamente contatti con cittadini extracomunitari per motivi di lavoro, non necessariamente condividono la stessa visione di chi si occupa del fenomeno immigratorio dal punto di vista sociale, e danno quindi una descrizione interessante di come venga percepita la figura del cittadino extracomunitario da chi ne viene in contatto per altri motivi e altre necessità, sia quello di coinvolgere i referenti dei vari settori del mondo del lavoro per progettare iniziative volte a favorire l'inserimento e la "professionalizzazione" degli extracomunitari che si trovano a svolgere attività lavorativa nella nostra regione.
Gli interventi del pomeriggio si ponevano l'obiettivo di allargare il confronto su un contesto sociale più ampio, per superare la tendenza ampiamente diffusa a livello nazionale, a polarizzare l'attenzione sul binomio immigrati-lavoro. La questione abitativa, la possibilità di accesso ai servizi, alla formazione, all'interazione sul territorio rappresentano infatti indicatori significativi per misurare l'effettivo inserimento sociale degli stranieri e la capacità di accoglienza che un contesto sviluppa.Don Ugo Busso, presidente della Caritas diocesana, ha ricostruito in parte la storia della presenza degli immigrati in Valle d'Aosta e ha ricordato i passi avanti fatti nel campo dell'accoglienza, oltre a mettere a fuoco la situazione attuale e suggerire linee di intervento che tengano conto dei cambiamenti intervenuti nell'ultimo decennio; da parte del direttore dell'EnAip c'è stata poi la disamina delle iniziative formative e di inserimento socio-educativo che vengono intraprese dagli Enti preposti e che contribuiscono a far avvicinare i cittadini extracomunitari ai meccanismi della realtà locale. Il consulente legale dell'Ufficio del difensore civico ha illustrato ai presenti le richieste più comuni che vengono sottoposte all'attenzione dell'Ufficio, sottolineando che molto spesso le difficoltà vengono acuite dalla attuale legislazione che sembra in alcuni casi complicare anziché snellire le pratiche legali e burocratiche; l'intervento del medico del S.I.S.I. ha mostrato in maniera interessante i problemi relativi alla salute e alla percezione del sistema sanitario e ospedaliero da parte dei cittadini extracomunitari, evidenziando poi quanto pesi sullo stato di salute dei singoli l'aspetto psico-emotivo e affettivo legato alla loro particolare condizione di immigrati.Il convegno è stato sia un momento per fare luce sulla attuale situazione che un punto di partenza, foriero di ulteriori sviluppi, per favorire una maggiore interazione e tra gli enti e le persone preposte ad affrontare la realtà dell'immigrazione come fenomeno sociale, ma anche e soprattutto con quelle realtà del mondo civile che convivono per diversi motivi con questa realtà e che possono così dare spunto a suggerimenti e riflessioni che permettano di agevolare l'inserimento dei cittadini stranieri nel contesto locale e favoriscano la conoscenza reciproca.