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Editoriale
Tra la gente, per Aosta


Guido Grimod
Sindaco di Aosta

Ifeb05-pag03editn diverse occasioni, la Giunta di cui abbiamo l'onore di far parte ha avuto modo di spiegare il modo in cui è andata, nel suo operare, oltre una gestione ordinaria della città. Riteniamo opportuno spendere qualche parola su questo importante tema anche in queste pagine, vista l'importanza che per noi ricopre il pensare al domani, alla città - per usare un espressione forse non particolarmente nuova, ma sempre efficace - che vorremmo consegnare ai nostri figli.
Che Aosta necessitasse di una modificazione della sua identità, passando da città industriale a "capitale" alpina appetibile ai turisti, era evidente al momento del nostro insediamento. Non a caso, questa transizione rappresenta uno dei cardini su cui si fonda il programma di legislatura della Giunta presieduta da Guido Grimod. Non è però - e crediamo che ciò appaia sufficientemente comprensibile e condivisibile - un risultato al quale si possa arrivare in un batter d'occhi. Un cambiamento del genere è, ancor prima che urbanistico o strutturale, culturale. Occorre non solo definire la direzione da perseguire, ma anche illustrarla alla gente affinché ciò diventi un progetto condiviso, un'idea della (e non solo "per") la città.
Governare il cambiamento è quindi l'aspetto su cui si è lavorato in questa legislatura. E' una missione che abbiamo voluto affrontare in modo collegiale, specie nei settori di cui abbiamo la responsabilità (ovvero l'urbanistica e le opere pubbliche), visto il loro ruolo strategico ai fini del risultato complessivo. Così, le politiche dell'Amministrazione sono state imperniate sullo sviluppo sostenibile. Se Aosta deve crescere, ciò non può che avvenire a lungo termine. Azioni come i progetti riguardanti le zone "F8" ed "F8bis" (nei pressi del parcheggio dell'ex "Cogne"), il futuro dell'area ove ora sorge lo stadio Puchoz, i piani per la riqualificazione della collina e per la creazione di una città dei bambini e delle bambine costituiscono non solo dei momenti molto importanti, ma tracciano il solco in cui il cambiamento dovrà inserirsi. Il tutto, sullo sfondo della definizione di politiche ambientali ispirate allo sviluppo sostenibile ed imperniate su azioni quali il progetto di "Agenda21 locale", il piano di risanamento acustico e l'ottenimento delle certificazioni ambientali.
D'altro canto, sono state progettate e completate alcune delle infrastrutture che rimodelleranno la fisionomia di Aosta. E' il caso degli interventi sugli stabili scolastici (proprio per dare ai nostri figli scuole più sicure e belle, come la "Corrado Gex" o la neo-realizzata "Maison Savouret"), sulle strutture viarie (che serviranno a decongestionare sempre più il capoluogo dal traffico, come il parcheggio di regione Consolata), sugli edifici pubblici (i lavori sono in corso nell'Hôtel de Ville, ben sapendo che uffici più moderni e organizzati permettono di accogliere e soddisfare sempre meglio gli utenti) e su strutture sportive (è il caso, ad esempio, del campo di Rugby di Tzamberlet). Aggiungendo a tutto ciò che alcuni progetti aspettavano da tempo di prendere il via, si ha un quadro efficace di quanta "carne al fuoco" ci sia per Aosta in questo momento.
Parallelamente a tutto ciò, ci siamo dedicati anche all'ordinario, ma non avrebbe potuto essere altrimenti. Gli interventi urgenti, le esigenze immediate devono trovare una risposta pronta da parte dell'Amministrazione. Ci siamo spesi in questo senso, consapevoli che i livelli dell'operare dovessero essere necessariamente due. Quello di cui abbiamo appena detto, a più lungo termine, e quello legato alla quotidianità. Non sarebbe però corretto cercare di vederne uno prevalere sull'altro. Senza soddisfare le esigenze attuali, non si potrebbe avere la collaborazione della popolazione nel riflettere sul domani. Per questo qualsiasi intervento, dal rifacimento di un marciapiede alla progettazione della "porta sud" del capoluogo, è stato affrontato con il massimo impegno. Sempre.