feb04-pag06

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Incidenti, il pericolo è uomo
Sette collisioni su dieci sono causate da autisti di sesso maschile

di Gianpaolo Charrère

Sfeb04-pag06e avete tra 30 e 40 anni, siete uomini e guidate ad Aosta dovete stare attenti, o forse solo essere più scrupolosi nell'osservare le norme del Codice della strada. E' il dato saliente che emerge dall'indagine statistica condotta sugli incidenti stradali rilevati in città. Come vi avevamo anticipato nei precedenti numeri di Aostainforma, continuiamo il viaggio attraverso la realtà vista con gli occhi dei numeri. Dopo i dati sulla popolazione e i parametri anagrafici, ora tocca alla sicurezza stradale, che l'Ufficio statistica, grazie alla consulenza di esperti del settore, ha messo "nero su bianco".
Il primo elemento generale è confortante: gli incidenti negli ultimi due anni sono diminuiti, in particolare nei primi otto mesi del 2003 rispetto alo stesso periodo dell'anno precedente. C'è da dire, in quest'ultimo caso, che si tratta di dati parziali, che tengono conto solo dei sinistri rilevati dalla Polizia Municipale (che interviene in ogni caso nella maggior parte degli eventi). Per gli anni precedenti nel computo sono inserite anche le informazioni provenienti da Polizia Stradale e Carabinieri. Comunque l'elemento positivo appare significativo, visto che tra gennaio e ottobre 2003 gli incidenti sono stati costantemente in calo, ad eccezione di luglio (aumento del 20 per cento) e giugno (dato stazionario). Il decremento ha oscillato tra quota 10 per cento (maggio) e 50 per cento (marzo).
Un fatto appare inequivocabile: non è possibile stabilire con certezza che le donne guidano meglio, ma è certo che sono meno imprudenti. I numeri sono impietosi con il cosidetto "sesso forte": su 100 incidenti, 70 sono causati da uomini, solo 30 da rappresentanti del sesso femminile. E non si tratta di un caso, visto che negli anni precedenti questa percentuale è oscillata dal 28 per cento del 1998 al 31 per cento del '99. Secondo le elaborazioni condotte dai consulenti dell'Ufficio statistica, "la distribuzione per mese, relativa al periodo 1998-2001, non mette in evidenza particolari periodi in cui si riscontrano più incidenti (periodi invernali o estivi, festività...), anche se in quasi tutti gli anni considerati (ad eccezione del 2000) ottobre e luglio risultano essere mesi particolarmente "caldi".
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le persone a rischio non sono i neo patentati. Nel triennio 1999-2001 a provocare il maggior numero di incidenti non sono stati i giovanissimi, ma dagli appartenenti alla "classe" 27-30 anni ('99), 35-38 anni (2000) e 31-34 anni (2001). Un dato in controtendenza rispetto a quello rilevato nel 1998, quando il triste primato era andato proprio agli appartenenti alla fascia 19-22 anni. "Negli ultimi due anni - fanno sapere i consulenti statistici - nessun incidente è stato causato da ragazzi con meno di 14 anni, anche se sono aumentati leggermente gli incidenti causati da giovani tra 14 e 18 anni (5,4 per cento nel '99, contro 8,8 per cento nel 2000 e 6,5 per cento nel 2001).
La causa più frequente è lo scontro, frontale o laterale, seguito dal tamponamento e dall'investimento di pedoni. Sono rari gli incidenti per uscita di strada o per urto contro un ostacolo. Il 79 per cento dei sinistri si è verificato su strade a una carreggiata a doppio senso di marcia, mentre il 17 per cento ha avuto come teatro vie a una carreggiata a senso unico. Gli incidenti rilevati ad Aosta sono stati 183 nel 1998, 228 l'anno successivo, 158 nel 2000 e 193 nel 2001. Gli infortunati sono stati rispettivamente 217, 298, 200 e 252. "La distribuzione degli incidenti per anno e fascia oraria - si legge nella relazione che accompagna e illustra i dati - mostra che il maggior numero di incidenti si verifica all'ora di pranzo (probabilmente con l'uscita dalla scuola), nelle prime ore del pomeriggio e nella fascia tra le 18 e le 19. Risultano relativamente più tranquille le fasce orarie del mattino (dalle 6 alle 9), nonostante in questi orari ci sia l'apertura delle scuole e l'inizio della giornata lavorativa".