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Dal Consiglio comunale cinque esempi di solidarietà
Scuole, assistenza e diritto all'acqua nel ventaglio delle iniziative

di Gianpaolo Charrère

L' Il Consiglio comunale finanzierà con duemila euro il progetto dell'UNICEF a favore delle scuole in Eritreaassistenza domiciliare a Bucarest, in Romania; una campagna di sensibilizzazione sul diritto all'accesso all'acqua nel mondo; un aiuto concreto alla "Casa speranza", che si trova sempre nella capitale rumena; l'adesione al progetto "Eritrea, la scuola dopo la guerra", proposto dall'Unicef, e il sostegno al progetto di ricerca e sperimentazione nella lotta biologica contro acari e parassiti a Kaolack e Fatick, in Senegal. Sono i provvedimenti approvati, nelle ultime settimane del 2003, su proposta dell'Ufficio di Presidenza, dal Consiglio comunale.
L'idea di sostenere la lotta agli acari nel paese africano è nata durante il viaggio del sindaco Guido Grimod e della vice presidente del Consiglio Jeannette Fosson a Kaolack, per rilanciare il gemellaggio che da decenni lega Aosta alla località africana. Il progetto è sostenuto dal canonico Claude Duverney, ex direttore di ricerca e sperimentazione dell'Institut Agricole di Aosta, in collaborazione con professori e studenti di biologia animale del Senegal. L'obiettivo è di irrorare i campi con prodotti fitosanitari biologici, in modo da poter tenere sotto controllo una serie di parassiti, in particolare gli acari rossi, che infestano la zona. L'intervento può fare davvero la differenza soprattutto in caso di siccità, quando le persone devono poter disporre del massimo della produzione alimentare. L'investimento deliberato dal Consiglio ammonta a 6 mila euro.
Con 4 mila euro la Città di Aosta aiuterà anche l'Unicef nel costruire in Eritrea 50 edifici prefabbricati, che saranno adibiti a scuole. Il progetto "Eritrea, la scuola dopo la guerra", che prevede un investimento complessivo di oltre 2 milioni di euro, ha l'obiettivo anche di distribuire materiale scolastico di base, sussidi didattici, libri e attrezzature ricreative in un Paese che, per trent'anni, è stato afflitto non solo da siccità e carestie, ma anche da guerre che hanno insanguinato questa parte dell'Africa.
Due stanziamenti decisi dal Consiglio comunale andranno a Bucarest, capitale della Romania, per finanziare due iniziative segnalate dal Progetto Pace. Nel "Settore Due" della città l'associazione "Casa della speranza" ha avviato un progetto di assistenza domiciliare che ha l'obiettivo di evitare l'abbandono infantile. Non sono poche le madri, soprattutto giovani, che da sole devono sostenere una famiglia, magari con più di un figlio a carico. Il progetto prevede che alcune persone visitino regolarmente queste persone, per capire le loro necessità e offrire un punto di riferimento. Grazie al contributo di 2600 euro, le due operatrici che si occupano di questo lavoro potranno vedere confermata per due anni la loro assunzione e proseguire nella loro opera. Riguarda sempre Bucarest un altro progetto proposto dal Progetto Pace. Con 100 euro al mese sarà possibile affittare una magazzino, gestito dall'associazione Casa della Speranza, nel quale saranno stoccati beni di vario genere, che saranno utilizzate per venire incontro alle esigenze delle famiglie bisognose di Bucarest.
L'ultimo finanziamento deliberato dal Consiglio, per un valore di 1.100 euro, fa riferimento a una proposta avanzata dall'associazione Solidarietà, Pace e Sviluppo, nell'ambito delle iniziative collegate all'"Anno internazionale dell'acqua". La campagna è relativa a una serie di iniziative di sensibilizzazione al "diritto all'acqua" per tutti gli abitanti del mondo, e ha l'obiettivo di coinvolgere gli alunni delle quarte e quinte elementari delle scuole di Aosta. E' previsto l'acquisto di 500 quaderni dal titolo "Oro blu, bene comune".


"Giorno della memoria": Aosta non dimentica

Il Comune di Aosta si è fatto parte attiva nelle celebrazioni della "Giornata della memoria". Tale ricorrenza, in cui viene celebrata la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte delle truppe alleate (il 27 gennaio 1945), è stata introdotta dal Presidente della Repubblica al fine di far sì che il ricordo su drammi quali l'Olocausto e la deportazione non si affievolisca, fungendo quindi da monito nei confronti delle giovani generazioni. Una seduta tematica del Consiglio comunale si è quindi tenuta lo scorso 27 gennaio, imperniata sulle testimonianze degli ex internati Ida Desandré e Italo Ribaldi, nonché della presidente della Federazione valdostana dell'Associazione Nazionale Ex Deportati, Lucienne Faletto Landi. Alla riunione, proprio nello spirito della "Giornata della memoria", ha assistito una classe del Liceo scientifico di Aosta. L'iniziativa, per cui la Presidenza del Consiglio comunale si è avvalsa della collaborazione dell'Istituto Storico per la Resistenza e la Società contemporanea in Valle d'Aosta (il direttore, Paolo Momigliano Levi è intervenuto alla seduta), si è conclusa con la consegna di una pergamena ai tre intervenuti.