europa pari opportunita

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L'Anno europeo delle Pari Opportunità per tutti
Istituzioni e associazioni a confronto per una società più giusta

Negli annali della storia europea, nel capitolo riservato alle celebrazioni, il 2007 sarà ricordato come l'Anno delle Pari Opportunità. Un anno dedito a quelle cittadine e quei cittadini che oggi, di fatto, non hanno parità di trattamento, di accesso ai servizi, non godono pienamente del proprio diritto di cittadinanza e in generale dei propri diritti sociali, civili, politici. L'Anno Europeo diventa in concreto l'occasione per le istituzioni pubbliche e per i territori locali di attivare politiche "antidiscriminatorie" di Pari Opportunità per tutti.
Le disparità uomo/donna continuano ad essere un obiettivo "guida" ma diventano una priorità trasversale, partendo dal presupposto che la complessità e "le diversità" delle nostre città non sono solo elementi strutturali, bensì fattori di ricchezza e di incontro. Oltre alla condizione di genere, l'Unione Europea identifica molte altre facce di una comune e possibile discriminazione: dalla razza o l'origine etnica passando per la religione, le convinzioni personali, l'handicap, l'età, la salute e l'orientamento sessuale. Non a caso, l'Unione Europea, istituendo questo Anno europa pari opportunitadelle Pari Opportunità, si richiama al principio fondamentale di non discriminazione, solennemente sancito nella Dichiarazione universale dei Diritti dell'Uomo del 1948. Alla base della proclamazione dell'Anno Europeo delle Pari Opportunità si aggiungono, poi, i dettami della strategia di Lisbona, secondo cui la promozione della dimensione sociale è azione fondamentale per la crescita economica.
Gli obbiettivi cui tende l'Anno Europeo sono quattro e si muovono verso:

- i DIRITTI, per sensibilizzare e informare i cittadini sui propri diritti, soprattutto i gruppi a rischio di discriminazione;
- la RAPPRESENTATIVITA', per stimolare il coinvolgimento ed incrementare la partecipazione alla vita sociale dei gruppi vittime di discriminazione;
- il RICONOSCIMENTO, che punta a sottolineare e valorizzare i benefici della diversità nella parità dei diritti;
- il RISPETTO che mira a contrastare i pregiudizi e la violenza diffondendo i valori della tolleranza, soprattutto tra i giovani.

In sostanza, agli stati membri, l'Unione europea si appella per l'attuazione della legislazione comunitaria in materia di parità di trattamento e di non discriminazione; richiama le istituzioni locali a mettere in campo la governance, che è metodo concertativo, partecipativo, negoziale; mentre alle parti sociali, alle autorità locali e regionali, alle associazioni, alle comunità, alle Organizzazioni non governative chiede un coinvolgimento attivo orientato non soltanto ai contenuti e alle enunciazioni di principio, ma basato su un metodo di lavoro innovativo composto da dialogo e scambio su temi e diritti trasversali. Del resto, l'Unione Europea non chiede di inventare nulla di nuovo, ma chiede al contrario di continuare ad operare ciascuno nel proprio campo e sulla base delle proprie competenze con iniziative rilette alla luce del rispetto delle pari opportunità per tutti.
Per dare voce e concretezza al programma europeo per l'anno 2007, europa pari opportunital'Assessorato alle Politiche Sociali Pari Opportunità e Diritti del Comune di Aosta e la Consigliera Regionale di Parità hanno organizzato nel dicembre scorso un incontro con le associazioni valdostane e gli enti che a vario titolo sono interessati ai temi dell'anno europeo. L'intento era di sondare la disponibilità della comunità valdostana rispetto alla creazione di un calendario condiviso di iniziative comuni. Al primo colloquio, cui hanno partecipato una trentina di rappresentanti del mondo istituzionale e dell'associazionismo (rappresentanti degli stranieri, delle religioni, della famiglia, del mondo del volontariato, dell'infanzia, del lavoro, dell'impresa, della salute ecc.) ne è seguito un altro, a febbraio, con la partecipazione dell'Assessorato regionale alla Sanità, per ribadire che al di là del 2007, sarà necessario continuare a mantenere un tavolo di incontro e di confronto, nello spirito di quella governance tanto cara all'Europa. Nei prossimi incontri il gruppo di lavoro intende promuovere una serie di iniziative sul territorio di cui vi daremo senz'altro notizia da queste colonne.

Laura Riello