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Gli enti locali per il rilancio dell'Unione europea
A luglio un consiglio comunale per celebrare il Cinquantenario


La ricorrenza del 50° anniversario dei Trattati di Roma rappresenta un'occasione significativa per ricordare le radici dell'unificazione europea e al contempo recuperare lo slancio ideale del progetto di integrazione. Il mercato unico, la libera circolazione dei cittadini, la moneta unica, una legislazione tra le più avanzate del mondo in materia sociale e ambientale sono risultati che hanno modificato in maniera determinante la vita degli europei. Tuttavia, a questi successi si sono accompagnate le difficoltà derivanti dall'emergere di una globalizzazione selvaggia, senza regole e diritti, la precarietà del lavoro, la difficile gestione dei flussi migratori e più in generale un rallentamento dello sviluppo economico europeo. A ciò si aggiunge un evidente deficit di comunicazione da parte delle istituzioni europee che accusano una generale difficoltà nel trasmettere ai cittadini i progressi, le attività, i valori e la portata storica del processo comunitario. Non è un mistero che l'Europa faccia fatica a parlare di se stessa. I messaggi positivi di uno spazio comune di pace e prosperità sembrano non riuscire più a mobilitare energie e sviluppare passioni. I cittadini sentono l'Europa lontana e incapace di tracciare una linea chiara di rappresentatività e responsabilità tra gli elettori e i legislatori europei. Altro fattore decisivo: il "no" dei referendum per la Costituzione europea in Francia e Olanda ha condotto ad una situazione di stallo. Ha senso, in questo contesto ripartire dal governo territoriale, da regioni e comuni, per tornare a parlare di Europa?

In quanto parti costituenti e attori chiave del tessuto storico dell'Europa, a Roma nel marzo scorso, gli enti locali rappresentati in seno al Comitato delle Regioni hanno sottoscritto una "Dichiarazione delle città e delle regioni d'Europa" riaffermando il loro impegno per raggiungere l'obiettivo di un'Unione trasparente, efficace e democratica, fondata sul sostegno dei suoi cittadini. Le realtà territoriali rappresentano il luogo privilegiato per la discussione, per lo scambio di informazioni e la realizzazione di quei progetti culturali e strutturali che incarnano l'identità comune cui tendiamo. Maggiore è la capacità per i cittadini di legiferare e governare tramite le strutture locali, maggiore sarà la consapevolezza del ruolo dell'Europa per le nostre comunità. E' la ragione per cui il 24 luglio prossimo, il Consiglio comunale aostano, cogliendo l'invito dell'Associazione Nazionale dei Comuni italiani, si riunirà in assemblea tematica europea. Sarà un'occasione di riflessione e di sintesi su ciò che finora è stato compiuto, su ciò che occorre fare affinché l'Europa sia non un punto d'arrivo ma di partenza verso la realizzazione di un progetto politico fortemente voluto e condiviso dai suoi cittadini.

Una guida sulle opportunità per le città
enti locali europaCome possono le politiche europee aiutare le città e i cittadini? E come possono gli europei avere maggiore voce in capitolo quando si tratta di implementare le giuste azioni?
A queste domande risponde la nuova guida sulle questioni legate urbane, intitolata "Guida alla dimensione urbana delle politiche comunitarie".

La guida vuole aiutare tutti gli attori interessati a sfruttare al meglio le opportunità offerte dall'Unione europea in molti campi: dai trasporti all'occupazione, all'energia, alle politiche giovanili, la salute e le nuove tecnologie.
Lo sviluppo sostenibile delle aree urbane, che rispetti non solo i criteri di sviluppo economico delle città, ma anche di quello sociale e ambientale, è il concetto chiave della guida, che offre una visione d'insieme della dimensione urbana di tutte le politiche europee.

La guida specifica le risorse finanziarie a disposizione, i meccanismi di scambio e le fonti d'informazione disponibili.
Nella prima parte sono presentate la politica di coesione regionale per il periodo 2007-2013, che punta a ridurre le differenze nei gradi di sviluppo socio-economico tra le diverse regioni. I tre strumenti finanziari a disposizione di quest'obiettivo sono il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR), il Fondo Sociale Europeo (FSE) e il Fondo di Coesione. La seconda parte della guida descrive, a sua volta, la dimensione urbana delle altre politiche europee.
La versione elettronica della guida è disponibile al seguente indirizzo


Gianpaolo Charrère