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Che ¿ ambiente che fa!
Il rapporto ecosistema urbano 2006 di Legambiente

È notizia recente: la città di Aosta ha ottenuto più magri risultati nell'ambito del "Rapporto Ecosistema Urbano 2006" elaborato, come ogni anno, dall'associazione ambientalista Legambiente retrocedendo di ben quarantadue posizioni dal 24° posto cui era stata collocata solo un anno prima!
Risulta pertanto oltremodo opportuno chiarire da queste pagine il significato di un tale risultato negativo, inquadrandolo nella maniera più corretta al fine di evitare inutili allarmismi ma nemmeno sottovalutazioni.dic06-pag16
Il Rapporto è una ricerca, giunta alla sua tredicesima edizione, sulla qualità ambientale dei 103 comuni capoluoghi di provincia che si basa sia su interviste e questionari sia su altre fonti statistichee raccoglie informazioni su 125 parametri ambientali. Questa raccolta viene successivamente sintetizzata in venticinque indicatori di qualità ambientale che sono a loro volta distinti in indicatori di pressione, di stato e di risposta.
Gli indicatori di pressione misurano il carico generato sull'ambiente dalle attività umane (consumi di acqua potabile, di carburante, di elettricità, produzione di rifiuti solidi urbani, tasso di motorizzazione), gli indicatori di stato misurano la qualità dell'ambiente fisico (smog, inquinamento idrico), infine gli indicatori di risposta rendono una misura della qualità delle politiche messe in campo dall'amministrazione pubblica o dalla città più in generale (abusivismo edilizio, perdite della rete idrica, depurazione, raccolta differenziata, trasporto pubblico, isole pedonali e zone a traffico limitato, piste ciclabili, aree verdi, gestione ambientale nelle imprese e nella pubblica amministrazione, sviluppo di politiche energetiche tese alla crescita delle rinnovabili, monitoraggi e rilevamenti della qualità ambientale).dic06-pag16
Diciannove di questi indicatori sono richiesti ai Comuni e si riferiscono al 2005, gli altri sono stati rilevati rispettivamente presso l'A.C.I. (auto circolanti riferite al 2004), le Regioni (abusivismo edilizio), il Gestore della Rete TN (consumi energetici domestici, riferiti al 2004), il Ministero dell'Industria Commercio e Artigianato (Consumo pro capite di benzina e diesel), il SINCERT (n. di imprese certificate Iso 14000 per ogni 1.000 imprese).
Per ciascuno degli indicatori, ogni città ottiene un punteggio normalizzato variabile da 0 a 100. Il punteggio finale è successivamente assegnato definendo un peso per ciascun indicatore che oscilla tra 0,3 e 1,5 (perciò nessuno degli indicatori è in realtà determinante, visto che può pesare, al massimo, il 7.5% sul punteggio complessivo).
Dopo questo preambolo, sicuramente tecnico ma necessario per spiegare le modalità seguite per l'analisi, entriamo nel merito dicendo che la nostra città ha ottenuto un punteggio complessivo di 52,93% che la colloca poco al di sotto della media italiana (54,19%).
Nel 2005, il punteggio non era stato molto diverso (55,43%), ma la media italiana era sostanzialmente più bassa (48,14%).
Andando ad analizzare, sinteticamente,gli indicatori viene confermata l'eccellenza di Aosta nella qualità del monitoraggio dell'inquinamento atmosferico, grazie alla rete gestita dall'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente, nella capacità di depurazione degli scarichi della fognatura, nel numero di certificazioni Iso 14001 ogni 1000 imprese e per l'assenza di abusivismo edilizio. Sono condizioni queste che si sono verificate anche negli anni passati.
Nei settori dell'inquinamento atmosferico, della gestione dell'acqua potabile e nella mobilità le performance, pur se assolutamente dignitose sono leggermente peggiorate, e ci devono spronare al miglioramento della situazione.
Migliora invece il settore dei rifiuti nel quale gli sforzi dell'Amministrazione Comunale si sono visti sia in termini di diminuzione di rifiuti indifferenziati sia di aumento della raccolta differenziata.
I risultati che penalizzano la nostra situazione e che ci vedono confermate autentiche "maglie nere", dal punto di vista ambientale, in Italia sono riferite al consumo di carburante, al tasso di motorizzazione, al consumo di energia elettrica. Costituiscono peraltro aspettiambientali il cui controllo esula dalle possibilità e competenze della sola Amministrazione comunale.
Complessivamente, come confermano ulteriormente anche i dati delle piste ciclabili, degli spazi verdi fruibili e delle isole pedonali, viene evidenziata una situazione di stallo che necessariamente ci fa arretrare in un panorama italiano che si muove lentamente ma che è stato anche oggetto di modifiche. dic06-pag16
Lo spiega la stessa organizzazione Legambiente: la novità di quest'anno è stata costituita dalla revisione dettagliata di alcuni dati forniti dai Comuni negli anni precedenti, attraverso il questionario di Ecosistema Urbano, con l'obiettivo di rendere maggiormente affidabile ed attendibile il database della ricerca.
Tutte queste revisioni possono aver influenzato in maniera significativa la classifica finale e spiegare quindi le differenze, a volte anche consistenti, rispetto alla classifica dello scorso anno.
Conforta infine il fatto che la città di Aosta è una di quelle Amministrazioni che più di altre (4° posto) fornisce in maniera completa i dati per consentire le analisi della propria situazione: a significare che siamo disponibili al confronto sincero con gli altri capoluoghi di provincia e quindi all'analisi dei risultati di volta in volta conseguiti. Su questo atteggiamento dobbiamo basare, secondo me, gli sforzi per risalire questa particolare ma significativa indagine.


di Marco Framarin