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Il nostro 25 novembre
Celebrata ad Aosta la Giornata mondiale contro la violenza alle donne

« 1 donna su 3, nel mondo, e 1 su 4 in Europa è picchiata, abusata o stuprata »
Uccide più donne la violenza subita tra le mura domestiche che non il cancro, gli incidenti stradali o le guerre: questa l'angosciante realtà presentata da una relazione del Consiglio d'Europa.
La violenza familiare, in altre parole, per le donne tra i 16 e i 44 anni, in Europa, è la prima causa di morte. Non stiamo parlando di ciò che accade nei Paesi più poveri del mondo. Ogni 4 minuti una donna viene violentata in America mentre in Svezia ogni 10 giorni una donna viene uccisa. I dati italiani, purtroppo, non si differenziano molto da quelli di altri Paesi: sono nella nostra memoria cronache recentissime che riportano come il genere femminile sia esposto ad una serie molto alta di rischi.
La Giornata internazionale contro laviolenza alle donne, resa ufficiale nel 1999 dall'Onu, ricorre il 25 novembre. Una data emblematica che ricorda il primo Incontro Femminista Latinoamericano realizzatosi a Bogotà nel 1981. Contesto in cui la Repubblica Dominicana propose il ricordo in onore di Patria, Minerva e Mate Mirabal, le tre sorelle domenicane uccise il 25 novembre del 1960 perché impegnate nella lotta di liberazione sotto la dittatura del generale Trujillo.
Le commemorazioni, per non essere sterili, devono servire a promuovere occasioni in cui dibattere e ammettere consapevolmente il problema. Così anche Aosta ha ricordato il 25 novembre con una serie di iniziative organizzate dalla Consulta Femminile, il Centro donne conto la violenza, la Consigliera di Parità, l'Azienda USL, gli Assessorati regionale e comunale alle Politiche Sociali. Tre slogan hanno scandito la campagna di sensibilizzazione:

  • Per molte donne la violenza è ancora pane quotidiano;
  • Libere tutte. La violenza contro le donne si combatte insieme;
  • Aprite gli occhi. La violenza contro le donne ci riguarda.

Grazie alla collaborazione dell'Associazione panettieri valdostani sono stati poi distribuiti migliaia di sacchetti del pane riportanti la definizione della violenza di genere contro le donne formulata dalle Nazioni Unite: "Ogni atto di violenza fondato sul genere che comporti o possa comportare per la donna danno o sofferenza fisica, psicologica o sessuale, includendo la minaccia di questi atti, coercizione o privazioni arbitrarie della libertà, che avvengano nel corso della vita pubblica o privata". A concludere la ricorrenza una "Maratona teatral musicale" presso il Salone Ducale del Municipio di Aosta con attrici e musiciste valdostane per ribadire che la violenza contro le donne costituisce un crimine contro l'universalità dei diritti umani.
La violenza nei confronti delle donne si consuma su più fronti e in diversi ambiti.
C'è il volto della guerra e dell'odio razziale, c'è la povertà ma anche una "cultura trasversale" a tempi e luoghi, poco propensa a valorizzare le donne quanto piuttosto a relegarle nel ruolo di vittime. In fondo, come afferma il rapporto del Consiglio di Europa, é ormai chiaro che la violenza contro le donne non si manifesta solo in un contesto definibile criminale, al contrario l'ipotesi che tale violenza sia l'effetto di un degrado socioculturale ottiene ormai grandi crediti.
La violenza contro le donne ha molte facce. Le uccisioni e gli stupri sono la punta dell'iceberg delle violenze dentro e fuori le mura domestiche, nei luoghi di lavoro, per le strade.
Fino a quando si perpetreranno ineguaglianze giuridiche e sociali, tanto gli uomini che gli Stati si sentiranno legittimati a perpetrate la violenza contro le donne. Sia in tempo di pace che di guerra le donne sono oppresse con un livello di violenza insostenibile: dall'omicidio alla violenza sessuale, alla precarietà, allo sfruttamento, all'insicurezza economica, alla violazione del diritto di autodeterminazione, alla tratta delle donne, i matrimoni forzati, i maltrattamenti, le vessazioni fisiche e mentali, lo sfruttamento, le umiliazioni e discriminazioni. Sono violazioni allarmanti che suggeriscono un appello all'Europaper un miglioramento delle leggi che mettano fine alla violenza di genere in tutte le sue espressioni. Delle leggi centrate sulla prevenzione e l'indagine insieme alla disponibilità di risorse adeguate per sostenere le vittime della violenza.Nell'Unione Europea le parole chiave debbono essere sicurezza sociale, diritto alla salute per tutti gli uomini e le donne, eguaglianza di salari e di possibilità di accesso all'istruzione e al reddito, l'indipendenza per la sussistenza di tutti gli essere umani e ugualmente la parità in campo politico e in tutti i campi della vita sociale ed economica.
Perché in una società "civile", se la dignità di un soggetto è negata, quella società disconosce e sminuisce la propria cultura e civiltà.


SOS DONNA: UN RETE DI DIRITTI

Per aiutare le donne vittime di violenza, ad Aosta opera il Centro donne contro la violenza, tel 0165 238750. Inoltre, il Ministero delle Pari opportunità ha attivato un numero gratuito (1522), attivo 24 ore su 24. Le operatrici rispondono per raccogliere denunce, richieste di assistenza e contatto per le donne vittime di violenza con le strutture di assistenza presenti nei rispettivi territori di residenza.

A livello europeo la Commissione promuove il programma comunitario DAPHNE II (2004-2008) "Misure preventive dirette a combattere la violenza contro i bambini, gli adolescenti e le donne" per la selezione di progetti di qualità.
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Il paese delle donne

Laura Riello