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Parte una stagione di controlli sui tributi

Al via le verifiche sulla tassa dei rifiuti e l'imposta comunale sugli immobili


Parte una stagione di controlli sul pagamento della Tarsu, la tassa sullo smaltimento dei rifiuti urbani. Il Comune, utilizzando un programma informatico fornito da una ditta specializzata, "incrocerà" i dati in suo possesso con quelli del catasto. L'obiettivo è verificare se l'importo versato corrisponde a quello dovuto, secondo la filosofia del "pagare tutti per pagare meno". La Tarsu viene calcolata sulla base dei metri quadrati. Più è grande un'abitazione o un negozio, più la cifra è consistente. Le dimensioni degli alloggi o dei negozi sono quelle comunicate da proprietari o inquilini.
Una disposizione contenuta nella legge finanziaria statale per il 2005 prevede che la superficie non possa essere inferiore all'80 per cento di quella determinata seguendo i criteri stabiliti da un regolamento collegato a un decreto approvato nel 1998. L'incrocio dei dati permetterà di verificare questo aspetto. Nel caso cambi la dimensione, il Comune spedirà la comunicazione via lettera all'interessato. dic06-pag08"Chiediamo la collaborazione dei cittadini" dicono all'Ufficio tributi comunale. Ad Aosta, la Tarsu porta nelle casse 4 milioni e 200 mila euro l'anno. Questa cifra viene utilizzata per far funzionare il servizio di raccolta rifiuti. Secondo il decreto Ronchi (dal nome del ministro all'Ambiente in carica nel 1998) il 100% di questo costo deve essere a carico dei cittadini, anche se si tratta di un provvedimento che non è ancora entrato in vigore nella sua interezza. Ad Aosta, la percentuale di "copertura" (costo a carico del contribuente) è superiore al 98%.
Quella sulla tassa rifiuti non è l'unica verifica avviata dal Comune sui tributi di sua competenza. Si sta lavorando anche nel settore dell'Ici, l'imposta comunale sugli immobili.
L'iniziativa era già stata comunicata qualche mese fa, all'insegna del motto "La tua casa ha le carte in regola?". Oltre a manifesti, sono stati inviati pieghevoli a tutte la famiglie della città per spiegare quello che si sta facendo. Inizialmente i cittadini avevano tempo fino al 20 novembre per comunicare eventuali cambiamenti. Nel frattempo è sopraggiunta una proroga, richiesta soprattutto dai professionisti impegnati nella preparazione delle pratiche di aggiornamento, che sposta i termini al 31 marzo 2007. Da questa data a seguire partiranno le verifiche dic06-pag08sui "classamenti" catastali.
Si tratta delle categorie che inquadrano le abitazioni a seconda del loro pregio, e quindi del loro valore. Un fatto che può variare, anche in maniera consistente, l'importo dell'Ici, che viene calcolata sulla base del valore catastale.
Il Comune vuole verificare, ad esempio, se nelle case sono stati fatti lavori che ne hanno cambiato il classamento, senza che il proprietario abbia fatto la relativa denuncia.
Alcuni esempi. Una casa classificata come "A2" (abitazione civile, come un appartamento in condominio) ha un valore catastale medio di 850 euro. In questo caso, l'Ici è di 350 euro l'anno, valore che scende di 104 euro se si tratta di abitazione principale. Una casa "A5" (ultrapopolare), ha invece una Ici media di 100 euro, che con l'eventuale detrazione di 104 euro annulla il pagamento dell'Ici. Se l'appartamento non è classificato al catasto nel "cassetto" giusto, è quindi possibile "evadere" almeno una parte dell'imposta comunale sugli immobili. Aveva detto l'assessore alle Finanze Mauro Baccega: "Prima di avviare procedure assai più onerose per i contribuenti, vogliamo favorire la dichiarazione spontanea di quanti non hanno ancora regolarizzato la loro posizione".
Una disposizione collegata sempre alla Finanziaria statale 2005, permette di risalire indietro di cinque anni per recuperare le somme non versate.


Gianpaolo Charrère