dic05-pag15

dic05-pag15
Una banca del tempo a prova di mutualità
L'iniziativa è dell'associazione "Quartiere possibile"


di Gianpaolo Charrère


Per l'associazione "Quartiere Possibile" il 2006 sarà l'anno della Banca del Tempo. Il lavoro nel quartiere Cogne, condotto dalla presidente Letizia Patrizi e dai suoi collaboratori, sta giungendo alla stretta finale, e comprende anche la messa in rete di un sito internet reperibile all'indirizzo www.bancadeltempo.vda.it. La "Banca del tempo", come dicono i promotori dell'associazione che opera nel quartiere Cogne, "è un sistema di scambio reciproco, nel quale gruppi di persone richiedono e offrono fra di loro servizi utilizzando il tempo come moneta". E' un modo nuovo e particolare di fare volontariato, senza passaggio di denaro, ma usando e valorizzando le competenze che tutti hanno, nel segno di "persone che sono alla pari, senza obblighi morali, sensi di colpa e senza sentirsi inferiori". Tutti sanno fare qualcosa che può essere di aiuto agli altri, ricevendone in cambio un impegno per portare a termine compiti che richiedono competenze professionali o momenti liberi durante la giornata. In queste settimane gli addetti dell'associazione "Quartiere Possibile" stanno completando la raccolta dei questionari che fanno da "pilastro" a questa particolare iniziativa. "Partiremo dopo il 20 gennaio" dicono i responsabili di "Quartiere Possibile".
"La necessità e la voglia di sperimentare questo tipo di esperienza - dice la presidente Letizia Patrizi - è nata dal voler recuperare e ripristinare una rete di solidarietà, di rapporti di buon vicinato che ormai, anche nel nostro quartiere, vengono a mancare. Stiamo parlando di bisogni che, a causa dei tempi e dei ritmi di vita sempre più frenetici, aumentano e potrebbero essere risolti con l'aiuto reciproco". Rispetto ad una "classica" banca, quella del tempo non prevede solo rapporti diretti tra chi offre e chi riceve. "Non è necessario - dicono i responsabili dell'associazione - restituire il servizio esattamente a chi l'ha fornito. E' un sistema aperto, e non si contraggono debiti con qualcuno in particolare". dic05-pag15
Secondo i fondatori dell'associazione, la zona "è forse il quartiere meglio identificabile di Aosta. Collocato tra il centro storico e la zona ovest della città, è omogeneo e ben riconoscibile a livello architettonico". Una caratteristica sono "i circa cinquemila abitanti, che lo rendono un quartiere popolato. L'istituzione scolastica Aosta 4 ha più di cinquecento alunni, il numero più alto del capoluogo". Ancora i responsabili di "Quartiere Possibile": "sebbene negli ultimi anni si siano svolti interessanti progetti di prevenzione, con soggetti qualificati, si tratta ancora di una zona definibile "a rischio" per quanto riguarda il disagio sociale. Al quartiere deve essere dedicata particolare attenzione per la prevenzione e lo sviluppo delle reti tra persone".
L'associazione è nata due anni fa, proprio con l'obiettivo, dicono i fondatori, di "sviluppare lo stare insieme di tutti i cittadini residenti nel quartiere". "Il nostro obiettivo principale - dice Letizia Patrizi - è promuovere processi di responsabilizzazione e di presa in carico di problemi esistenti, e soprattutto favorire un processo globale di miglioramento della qualità della vita". "Quartiere possibile", in collaborazione con gli Alpini, cura il progetto "Pedibus", nel quale adulti accompagnano a scuola i bimbi, dopo averli prelevati da punti di raccolta nei quali i genitori li possono lasciare in piena sicurezza.
Il "Quartiere Possibile" ha organizzato la locale festa. "Per il prossimo anno - dicono i responsabili dell'associazione - ci stiamo organizzando per tempo, perché vorremmo far crescere quest'iniziativa". L'associazione si occupa anche di organizzare corsi, utilizzando fondi europei, promuovendo incontri sulla cucina italiana e interetnica e di cucito.