dic05-pag14

dic05-pag14
Buon compleanno Progetto Giovani!
I primi vent'anni di attività


a cura del Centro Informagiovani


Venti anni rappresentano un periodo di tempo significativo per qualunque organizzazione. Quattro lustri di un servizio affidato nel 1985 ad una cooperativa per la gestione di uno spazio per i giovani. Quanta strada si è fatta e quante cose sono cambiate dalle prime due stanzette nello scantinato di Via Antica Zecca, chiuso per inagibilità nel 1992, dove era stata ricavata anche una sala prove per gruppi musicali.
Dopo la fase iniziale, che ha collocato il Comune di Aosta fra i primi comuni italiani ad aver realizzato un servizio a favore dei giovani, nel 1987, si apre il centro di incontro di Via Volontari del Sangue e il servizio assume la fisionomia di Progetto Giovani.
Ancora oggi ricordiamo le resistenze di parte degli abitanti del quartiere ad accettare il servizio, giungendo poi a riconoscerlo come una risorsa per il quartiere e in particolare per i giovani. Come non ricordare, in quegli anni, le attività del laboratorio di fotografia, i corsi di musica, l'uso della saletta grafica, l'organizzazione di concerti e di eventi per il quartiere e la città, la squadra di calcio a 5 (una delle prime in Valle).
Ma il Progetto Giovani è sempre stato in continua evoluzione, attento a cogliere i bisogni dei ragazzi e ad avanzare proposte innovative, al passo con quanto stava accadendo sul territorio nazionale. Così, nel 1994, prende il via il "lavoro di strada", che va ad incontrare i ragazzi direttamente nei quartieri della città per offrire loro opportunità, e l'anno successivo l'Informagiovani, ubicato dapprima in Via Antica Zecca e successivamente (1997) presso l'ex macello civico ed ora a Maison Savouret, e che offre risposte su vari temi (scuola, lavoro, tempo libero, ecc.), e il Gai (Circuito Giovani Artisti Italiani), che promuove i giovani artisti valdostani.
Penultima "creatura" del P.G. (1998) è il centro culturale comunale giovanile "Anita" in via Garibaldi 7, che diviene subito un elemento di catalizzazione dei giovani aostani che hanno trovato un luogo in cui esprimersi e sentirsi protagonisti. Ultimo "parto" (2001) il Centro di Aggregazione "Io Mixo" ubicato nel Quartiere Cogne, dove si sta rivivendo una storia simile a quella vissuta in Via Volontari del Sangue 18 anni fa con alcuni abitanti del quartiere.dic05-pag14
Il Progetto Giovani, negli anni, ha più volte cambiato referenti istituzionali, attività, operatori e, ovviamente, generazioni di ragazzi. Possiamo calcolare che, in venti anni, almeno 2500 ragazzi abbiano frequentato i Centri di aggregazione giovanile, che i gruppi musicali che si sono formati e che hanno preso impulso dal servizio siano oltre un centinaio, che le proposte culturali e aggregative sul territorio e nel Centro Anita contino oltre 30.000 fruizioni e che l'Informagiovani abbia soddisfatto le richieste di almeno 1500 utenti. Anche gli Enti (scuole e servizi) e le Associazioni (gruppi formali e informali) con i quali il servizio ha collaborato sono stati numerosi, sicuramente oltre cento, e hanno contribuito al suo consolidamento nel territorio aostano. L'attenzione dell'Amministrazione Comunale è continua. In questo momento il Centro Anita è chiuso per permettere la ristrutturazione dell'ex macello e creare la "Cittadella dei Giovani", segno positivo di come l'Amministrazione comunale continui nell'opera di evoluzione rispetto alle Politiche giovanili in città.
In questi vent'anni di lavori ne sono stati fatti e portati avanti con grande passione da parte di tutti coloro che, a vario titolo, hanno avuto a che fare con il Progetto Giovani: Sindaci, Assessori, Consiglieri Comunali, dirigenti e funzionari del Comune, operatori e responsabili della Cooperativa, volontari, obiettori di coscienza, ragazzi, cittadini, famiglie. Persone che hanno creduto che il protagonismo giovanile fosse fondamentale per il crescere ed il maturare di una comunità. Persone che hanno sostenuto e portato avanti il principio per cui i giovani costituiscono la principale risorsa di una società, perché ne rappresentano il futuro, nonchè la reale possibilità da parte degli adulti di promuovere idee e valori. Prospettive di vita e di crescita che passano attraverso il riconoscimento del potenziale espresso dai giovani.
Ci auguriamo che tutto questo possa proseguire per almeno altri vent'anni, in quanto patrimonio comune da difendere e da potenziare ulteriormente.