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Anziani e donne immigrate a confronto
L'incontro, la cura, il sostegno


di Giorgio Miramonti*


Si è svolto venerdì 18 novembre, presso la Biblioteca regionale di Aosta, un interessante incontro dedicato all'analisi della situazione esistente riguardo la cura e la presa in carico degli anziani da parte delle assistenti familiari extracomunitarie. L'assessore alle Politiche sociali del Comune di Aosta Carmela Fontana e l'assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali Antonio Fosson hanno voluto dare un quadro generale di come vengono affrontate le problematiche riferite agli anziani nella nostra regione, sottolineando quanto anche qui, in concomitanza con ciò che avviene nel resto d'Italia, il prolungamento dell'età media e l'aumento del numero di persone in età avanzata ponga nuove domande e presupponga risposte differenziate.
Da parte della coordinatrice e degli operatori CCIE, come anche della consulente di progettazione sociale Ebe Quintavalla, è venuta una disamina ampia e approfondita del fenomeno immigratorio femminile nella nostra regione, con l'analisi delle modifiche strutturali avvenute nell'ultimo decennio, il conseguente aumento esponenziale dell'arrivo di donne e la sempre più massiccia occupazione nel settore della cura degli anziani, elemento questo che determina profonde e complesse modificazioni sia in Italia che nelle terre di origine delle badanti, destinate a non potersi prendere cura delle proprie famiglie per doverlo fare con i nostri anziani.
Da qui, necessariamente, sono stati evidenziati gli stati di profondo disagio emotivo e personale, la quasi totale esclusione dalla vita sociale, la mancanza di luoghi d'incontro o di iniziative specifiche dedicate a questa categoria di occupate nel settore che, non dimentichiamolo, aumenta vertiginosamente dal punto di vista numerico tanto da ritagliarsi grosse quote di ingresso riservato ai lavoratori stranieri nei decreti promulgati dal governo. Altrettanto interessante l'analisi della "figura-tipo" dell'assistente familiare, generalmente proveniente dall'est europeo, e dotata di caratteristiche totalmente differenti a seconda dell'arrivo più o meno recente: di mezza età, di cultura medio-alta, con figli e nipoti a carico, intenzionate a ritornare in patria le badanti arrivate dopo il crollo dell'impero sovietico, giovani, nubili o separate, con l'intenzione di trasferirsi definitivamente quelle arrivate negli ultimi anni. dic05-pag09
I referenti delle istituzioni e delle cooperative hanno posto l'accento sulle modificazioni avvenute negli ultimi decenni a livello di assistenza sanitaria e sociale, sottolineando quanto sia stata e sia sempre preferibile, non solo per i costi ma anche per la qualità del servizio offerto, l'assistenza domiciliare integrata di vario tipo rispetto a quella precedente con il trasferimento in strutture predefinite; in tal contesto ben rientra anche l'assistenza offerta dalle assistenti familiari, risorsa preziosa ma alla quale è bene anche richiedere professionalità ed offrire i mezzi per poterla conseguire; a tal fine, l'intenzione è quella di mettere in atto una serie di ipotesi di progettazione e di sperimentazione che verte sull'agevolare i contatti e le pratiche tra famiglie e assistenti familiari e che garantisca il rispetto dei diritti, da una parte, e la garanzia di professionalità e capacità dall'altra. Il dibattito è stato arricchito anche dalle testimonianze dei diretti interessati, datori di lavoro, assistenti familiari, rappresentanti di associazione, che hanno confermato le difficoltà nelle quali spesso si trovano le lavoratrici straniere e i rischi di sfruttamento e di esclusione con i quali spesso si trovano a convivere.

*operatore del CCIE