dic04-pag09

dic04-pag09
dic04-pag09
Il Comune di Aosta abbraccia l'open-source
Software non commerciali per risparmiare e semplificare le procedure

di Christian Diémoz

Èdic04-pag09una scelta, quella compiuta dal Comune di Aosta in materia informatica, sicuramente di carattere tecnico, ma che presenta delle ricadute interessanti anche sotto altri profili. Infatti, il nuovo "proxy-server" della rete telematica a servizio degli uffici dell'amministrazione adotta un software open-source, ovvero una procedura liberamente disponibile all'utenza e non fornita commercialmente. Nella fattispecie, la piattaforma scelta dall'Amministrazione per la gestione del sistema di protezione della rete è l'ambiente "Linux".
I vantaggi di una soluzione del genere sono molteplici. Anzitutto, l'economicità rispetto ad una procedura commerciale, quantificabile, per questo primo intervento, in circa 9.000 Euro.
Dopodiché, visto che il concetto di "open-source" prevede che lo sviluppatore del software offra agli utilizzatori anche il codice dello stesso, la possibilità di personalizzarlo e di renderlo sempre più rispondente alle proprie esigenze. Infine, a differenza delle procedure commerciali, ove si è vincolati agli aggiornamenti realizzati dalla casa produttrice, l'open-source ha visto la nascita di numerose comunità di pratica, ovvero gruppi di utenti che condividono con altri le soluzioni di implementazione da loro scoperte.
Tale orientamento è in linea con le scelte strategiche compiute di recente dal Comune di Aosta, anche attraverso l'adesione a tre importanti progetti di informatizzazione dell'azione amministrativa (il cosiddetto "e-government"), relativi alla CIE (la Carta d'Identità Elettronica), all'interscambio di dati catastali (denominato "Sigma-Ter") e al nuovo standard per l'erogazione di servizi demografici in rete "People".
La necessità di ottimizzare le risorse economiche a disposizione dell'Amministrazione, peraltro, fa sì che l'adozione di software commerciale non sia più la scelta maggiormente proficua, visto che da ciò scaturiscono oltretutto numerosi vincoli rispetto al fornitore, con aspetti problematici in merito alla manutenzione e all'assistenza (offerta, normalmente, con costi addizionali e a seconda delle disponibilità di chi se ne occupa). Inoltre, l'open-source è basato sulla nozione di riuso delle procedure, aspetto molto importante ai fini della loro diffusione.
La diffusione di tali soluzioni tra gli Enti locali, ad esempio, favorirà l'omogeneità dei procedimenti di autenticazione e fruizione di alcuni servizi online, a tutto vantaggio dell'utilizzatore finale. Per esemplificare questo concetto, può essere utile sottolineare come, grazie all'implementazione crescente di prodotti open-source, l'utente si troverà di fronte allo stesso tipo di interfaccia, sia che richieda un certificato anagrafico al Comune di Aosta, sia ad un'altra Amministrazione comunale.
Tutto ciò, ad indiscutibile vantaggio della familiarizzazione con sistemi che, se si rimanesse invece in una logica commerciale, presenterebbero caratteristiche e specifiche diverse, a seconda del loro sviluppatore.

Una smart-card per la refezione

Sul fronte dell'innovazione telematica, il Comune di Aosta sta per compiere un nuovo significativo passo in avanti. Da metà gennaio, infatti, verrà distribuita a tutte le famiglie degli iscritti al servizio di refezione scolastica, una "smart-card" (una tessera con micro-chip) che soppianterà i buoni cartacei nel pagamento e nella prenotazione dei pasti. La tessera è strettamente personale e conterrà un codice identificativo, i dati anagrafici e tutti i dati utili per la fruizione del servizio, e sarà inviata all'indirizzo di ciascun utente. Alla pari di altri supporti di questo tipo, la smart-card potrà essere caricata inizialmente e successivamente ricaricata presso gli sportelli della tesoreria comunale. In vista di questo importante cambiamento, il Comune ha anche organizzato un ciclo di incontri divulgativi con i genitori degli alunni interessati.