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Gli studenti? Usano il "pedibus"
Progetto sperimentale nel settore della Mobilità

di Gianpaolo Charrère

A dic04-pag08i miei tempi io andavo a scuola a piedi'. Una frase trita e ritrita, che esce dalla bocca anche di chi ha meno di 40 anni, quando si trova di fronte alle code di auto che si formano davanti agli istituti all'orario di apertura e di chiusura. Ora potrebbe tornare d'attualità, grazie a un progetto sperimentale dell'Assessorato della Mobilità, che coinvolge alcune classi di scuola elementare e media. Oggi il traffico caotico e la maggiore sensibilità per la sicurezza non consentono più di mandare bimbi e ragazzi 'allo sbaraglio', senza alcuna informazione o supervisione. L'iniziativa "A scuola da soli, per una mobilità sicura nella città di Aosta" è condotta in collaborazione con la Cooperativa Sociale "Centro Studi Prospettive" di Como, un'organizzazione che fa parte della Rete associativa "La città possibile - Ecologia urbana e cittadinanza attiva". La filosofia è quella della "Visione Zero", che dal 1997 è stata sperimentata in Svezia, nazione da sempre molto attenta ai temi della tutela dell'individuo. Secondo questa visione, bisogna applicare la logica seguita per il traffico aereo: non bisogna pensare che morti e feriti sulle strade siano un fatto inevitabile, ma lavorare per azzerare i dati. Si tratta di un mix di informazione, sensibilizzazione, formazione dei giovani utenti pedoni, con un obiettivo finale: l'utilizzo del "Pedibus", una formula simpatica che identifica l'andare a scuola a piedi, sia pure in gruppo e in compagnia di un adulto. I genitori lasceranno i figli in un "punto di raccolta" sicuro, da dove il piccolo plotone di studenti partirà alla volta della destinazione. Il progetto sperimentale riguarda 2 classi di scuola media di piazza San Francesco e quattro classi degli istituti elementari del quartiere Cogne e dell'Einaudi.
La prima fase è già partita e consiste in iniziative di formazione, di due ore la settimana, per le quali sono previste anche proiezioni di video. Non si tratterà di semplici lezioni teoriche, ma un occhio di riguardo sarà riservato alla pratica, con vere e proprie "uscite sul territorio", per confrontarsi con il "vero" traffico. Alla fine i bambini riceveranno la "Patente del buon pedone".

dic04-pag08L'associazione "La Città Possibile" è nata per iniziativa di un gruppo di persone, che hanno deciso di mettere in comune la loro esperienza in diversi settori, dall'educazione all'animazione sociale, dalla comunicazione alla formazione, dall'ambiente alle attività creative ed espressive, dall'urbanistica alla progettazione urbana. Sono già circa 20 le città italiane, soprattutto nel Centro Nord, che hanno sperimentato finalità e metodologie di "La città possibile", che ha trovato il suo banco di prova a Torino.
La scelta di dare vita a questo progetto, si legge nella delibera approvata dalla Giunta comunale, è collegata al fatto che "gli spostamenti sistematici casa-scuola assumono specifica rilevanza nel determinare il ricorso crescente all'uso dell'automobile in ambito cittadino". L'idea di proporre il "Pedibus" per gli studenti fa parte di uno sforzo messo in atto dal Comune, grazie anche al lavoro del Mobility Manager, per razionalizzare i percorsi tra casa e luogo di lavoro. Tra le altre iniziative organizzate alla ricerca di forme innovative di trasporto, c'è da segnalare l'approvazione del progetto Interreg "Mobilalp", finalizzato a un servizio a chiamata individuale per la collina di Aosta, che approfondiremo su Aostainforma nei prossimi mesi.

Un laboratorio radiofonico a scuola

La radio diventerà uno strumento didattico e di perfezionamento espressivo per i ragazzi della scuola media Saint-Roch.
La Giunta ha deciso di aderire al progetto Zai.Net, proposto dalla Cooperativa Mandragola, che promuove la realizzazione di notiziari e trasmissioni in diretta negli istituti di molte città italiane. L'infrastruttura di rete può assicurare il collegamento tra la sede di Aosta e le altre città coinvolte nel progetto, Torino, Milano, Roma, Savona e Pisa, e con i relativi laboratori radiofonici delle scuole.