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Virtual Museum Vallée
Primo centro culturale su Internet

Idic04-pag06l 29 novembre scorso, nella sala conferenze della Biblioteca regionale, è stato presentato il progetto Virtual Museum Vallée, finanziato dal Bando Montagna FSE e curato da un'équipe composta da Andrea Guarda, Patrizia Nuvolari, Jean-Paul Lustrissy e Raffaella Lucianaz.
Il Virtual Museum Vallée aprirà i battenti nei primi di marzo del 2005, con la parola magica: www.vmv.it.
Abbiamo chiesto a Patrizia Nuvolari, responsabile del Progetto, di parlarci di questo particolare Centro culturale.

Cos'è il Virtual Museum Vallée?
Il Virtual Museum Vallée può essere definito un Centro culturale in quanto ospita al suo interno differenti Musei. Il paragone più prossimo sono i Centri commerciali con le loro boutique di questo e di quel prodotto, con la differenza che qui non si vende alcunché, ma si offre cultura e informazione nel modo più democratico e accessibile: via Internet.

Il Virtual ospita differenti Musei, quali sono?
Il progetto presenta al suo avvio due Musei apparentemente molto diversi fra loro, ma in realtà strettamente connessi: Il MAO - Museo Aosta e il MUMU - Museo Mucca.
La Città e il Territorio, rappresentato dal suo simbolo: la mucca, un dialogo, interrotto nel recente passato industriale, che è necessario riprendere soprattutto per conferire alla Città una nuova identità riconoscibile. Aosta può e deve diventare la Città delle Alpi ricostituendo una nuova relazione funzionale con il territorio regionale alpino. I primi due Musei presenti nel Virtual vogliono essere l'inizio di questo percorso.

Parliamo del MAO - Museo Aosta che ci coinvolge maggiormente perché presenta l'Archivio del Comune, com'è nata l'idea?
Il MAO è la continuazione di un sogno o di un'ossessione: dare alla Città uno spazio per la memoria. La mostra che avevo realizzato nel 1999 "Aosta, la città che sale", la successiva archiviazione del materiale fotografico del Comune e la pubblicazione del libro "Capanne sui tigli, mi ricordo il quartiere Cogne", sono stati i primi passi per valorizzare il grande patrimonio di immagini che la città ha accumulato. Il MAO vuole essere il contenitore di queste immagini. Un laboratorio attivo, stimolante, in costante contatto con gli utenti che saranno chiamati a formare una vera "community" virtuale che dibatte, esplicita e diffonde la contemporaneità dell'identità della nostra città.

Che tipo di immagini saranno messe in rete?
Tutte le immagini possibili che riguardano la Città: fotografie, cartoline, stampe', materiale reperito negli Archivi pubblici - come quello del Comune di Aosta che contiene fotografie straordinarie del nostro recente passato e che pochi conoscono perché mai pubblicate prima - ma proveniente anche da collezioni private come la collezione Fumasoli, da archivi parrocchiali come l'Archivio della parrocchia M. Immacolata e da tutti coloro che vogliono collaborare per la realizzazione del loro Museo, perché il MAO è davvero il Museo di tutti. Una parte sarà riservata agli album di famiglia; le persone saranno invitate a raccontare la loro storia (che fa parte integrante della storia ufficiale della città) attraverso le fotografie che documentano il loro vissuto negli anni.

dic04-pag06Concretamente come si struttura il MAO?
Come un vero e proprio Museo. Si entra, si sceglie, fra le collezioni permanenti che portano il nome dell'Archivio o del collezionista a cui appartengono gli originali, quella che più interessa, poi si clicca e si guarda la galleria di immagini. Le collezioni più consistenti come quella dell'Archivio comunale, sono divise per temi come: le colonie, i lavori pubblici, il carnevale e via dicendo e le fotografie sono raggruppate secondo un percorso narrativo che ne facilita la fruizione.
Come in ogni museo, oltre alle collezioni permanenti ci sono le mostre temporanee che possono esporre sia immagini già in dotazione nel Museo oppure reportage fotografici inediti sempre riguardanti la nostra Città. Inoltre è previsto un Forum aperto a tutti coloro che vogliono partecipare alla costruzione della storia cittadina "dal basso", tramite l'invio di informazioni utili, commenti, fotografie che possano completare e arricchire il materiale iconografico già in uso. Direi che è proprio questo l'aspetto che rende il progetto straordinariamente innovativo e interessante. Una vera e propria sperimentazione.

Trattandosi di una sperimentazione, conosci altre città in Italia che hanno un Museo
cittadino virtuale?
Ho cercato su Internet, ma i musei che ho trovato sono siti di musei reali; non voglio arrogarmi il merito di una primogenitura, ma se il MAO non è il primo museo virtuale di una città può sicuramente annoverarsi fra i primi. Per quanto riguarda il MUMU invece, credo proprio che in Italia sia un'assoluta novità.

Dove reperisci il materiale?
All'inizio non è stato facile, non sapevo come fare e a chi chiedere, ho incominciato così a sfogliare migliaia di pagine di riviste trovate nei solai di amici, poi, girando per mercatini, ho stabilito delle buone relazioni con numerosi collezionisti di cartaceo.
Ormai mi conoscono e quando hanno qualcosa di interessante e di nuovo mi telefonano: sono "quella delle mucche". Ultimamente ho trovato una serie di cartoline di Jacovitti degli anni '40 molto divertenti. Per Il MAO conto sulle Istituzioni pubbliche, sui cittadini e soprattutto sulla voglia di partecipazione: il Virtual è uno strumento aperto a tutti.

La creazione di musei digitali on line

Il progetto tecnologico del VMV si articola attorno a 3 fasi fondamentali: la digitalizzazione delle immagini, la catalogazione dei documenti digitali, la predisposizione e la gestione dei contenuti editoriali del portale web. Nella prima fase vengono raccolte le immagini e scansionate quelle che si presentano in formato cartaceo. I file digitali vengono quindi archiviati su un'unità di storage dedicata, suddivisi per collezioni e resi disponibili per le operazioni di catalogazione.
Nella seconda fase il catalogatore, grazie ad un'applicazione dedicata, inserisce tutti i dati disponibili circa la datazione, la nazionalità, il proprietario, il soggetto, i contenuti delle immagini, ne verifica la corretta collocazione nel museo e nelle collezioni, ed elabora la didascalia di presentazione. Nella terza fase viene realizzato il progetto editoriale del sito web tramite un sistema informatico di gestione contenuti. Grazie ad esso è possibile gestire la pubblicazione online dei contenuti del museo virtuale, creare o modificare percorsi di visita all'interno delle collezioni del museo, inserire contenuti promozionali nella home page e nelle aree principali del portale. Il visitatore del sito potrà così navigare all'interno delle numerose immagini digitali attraverso i differenti percorsi predisposti e, grazie al sofisticato motore di ricerca, potrà rintracciare luoghi, persone, soggetti, epoche storiche con la massima precisione. L'utente potrà inoltre partecipare alla vita del museo virtuale, inserendo commenti alle differenti immagini e proponendo dei materiali delle proprie collezioni personali, sperimentando così in prima persona l'appartenenza alla comunità virtuale del Virtual Museum Vallée.