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A sostegno dell'autosviluppo locale nel Sud del mondo
Aosta finanzia due progetti in Senegal

di Christian Diémoz

Una discarica abusiva di rifiuti nella città di KaolackIl Comune di Aosta continua nel segno della cooperazione a sostegno dello sviluppo umano in Africa, con un finanziamento di diecimila euro, proposto della Presidenza del Consiglio e approvato dall'assemblea civica, per la realizzazione di due progetti in Senegal.
Entrambi sono promossi dalla Caritas di Kaolack e dall'Associazione Diaconia, con la collaborazione delle comunità e dei tecnici locali e la consulenza del Can. Claude Duverney (ex direttore della ricerca presso l'Institut Agricole Régional), che da qualche anno presta la sua opera nella cittadina senegalese di Kaolack. Il primo progetto intende promuovere lo sviluppo agro-pastorale e avicolturale nel villaggio di Diaglé nella regione di Foundiougne, con il sostegno operativo dei giovani allevatori senegalesi locali. L'iniziativa intende contrastare gli effetti disastrosi delle monoculture delle arachidi, favorendo l'economia agricola della regione nella coltivazione degli ortaggi, dell'ingrasso dei bovini e dell'allevamento dei polli. Lo scopo è di aumentare la produzione agro-alimentare, facilitando l'occupazione nel settore da parte dei giovani. Un'azione che mira all'autosufficienza alimentare, aiutando le famiglie a fronteggiare l'urgenza nutrizionale, ma anche al miglioramento della qualità della vita per gli autoctoni, nella loro lotta quotidiana alla disoccupazione e all'esodo rurale. Un progetto che intende valorizzare la cultura locale delle popolazioni, il rispetto della diversità e la difesa dallo sfruttamento indotto da meccanismi economici aggressivi. Il tutto, visto in una prospettiva di sostenibilità nel tempo per garantire alla comunità locale la continuità e la gestione attiva delle risorse.
Il secondo finanziamento è frutto della visita di una delegazione aostana - composta dal Sindaco Grimod e dalla Vice Presidente del Consiglio Fosson - che, nell'ottobre 2003, ha potuto verificare la gravità dell'emergenza ambientale e igienico-sanitaria di Kaolack, comune gemellato con Aosta dal 1962. Il progetto è volto al sostegno del piano di risanamento igienico e ambientale della cittadina che, a fronte di un notevole incremento demografico (220.000 abitanti), non riesce a rispondere adeguatamente all'emergenza rifiuti, stimata a 119 tonnellate di produzione giornaliera, di cui solo il 25% raccolta dal servizio di nettezza urbana, mentre il restante è ammassato lungo le strade o abbandonato in discariche abusive.
La lotta al degrado ambientale implica azioni sinergiche con i Comitati di sviluppo di quartiere, le Istituzioni scolastiche, il Comune, il Distretto sanitario e il Servizio di igiene e ambiente per migliorare il servizio di raccolta dei rifiuti, mediante l'acquisto di attrezzature e la sensibilizzazione e il coinvolgimento di scuole e famiglie su tematiche ambientali e sanitarie. Ambedue i progetti si caratterizzano per la partecipazione attiva ed organizzata delle comunità alle fasi di ideazione, progettazione e realizzazione delle iniziative. Una condizione essenziale per coniugare le azioni di conservazione ambientale con le attività di sviluppo economico e sociale. Conforta, inoltre, constatare come, in questi anni, l'accresciuto impegno per la cooperazione abbia evidenziato la fragilità di molte delle teorie alla base dei processi occidentali di sviluppo economico. All'avanzamento quantitativo e tecnologico sul quale si fonda il mondo "sviluppato", corrisponde in modo speculare, il limite dello "sviluppo omologato" dei paesi del Nord e l'incremento dell'esclusione nel mondo "in via di sviluppo". Le fonti di risorse materiali, sulle quali il modello occidentale si è fondato, non sono infinite; né lo è il mercato unico senza regole, anche quando promette benefici per tutti. Soprattutto questo sistema non sempre dona serenità e felicità alla gente.

 

Una notte di colore contro la pena capitale

Su proposta della Presidenza del Consiglio il 30 novembre scorso, l'Arco di Augusto si è nuovamente tinto di luce e di colore per ricordare il principio democratico e inalienabile della difesa del diritto naturale dell'uomo alla vita. Da anni l'Assemblea cittadina comunale sostiene la mobilitazione in favore dell'abolizione della pena di morte con l'adesione alla campagna dell'Associazione "Nessuno tocchi Caino", a sostegno dell'approvazione di una risoluzione sulla moratoria delle esecuzioni capitali nel mondo. Già nel 2002 Aosta aveva condiviso l'iniziativa, promossa dal Consiglio regionale della Toscana, consistente nell'illuminazione di un monumento significativo della città, per commemorare una data fondamentale nella storia civile italiana: l'abolizione della pena di morte decisa, per la prima volta nel mondo nel 1786, per opera del Granducato di Toscana. Quest'anno la nostra città ha accolto ancora l'invito da parte della Comunità Sant'Egidio e della città di Roma, aderendo alla terza Giornata Mondiale delle Città per la vita ' Città contro la pena di morte. Un modo per accendere la speranza e ribadire il rispetto per la dignità umana.