cinquantenario europa

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Appello unanime per l'Europa
Il Consiglio comunale riunito per celebrare il Cinquantenario

"L'Europa non cade dal cielo", sosteneva uno dei suoi più illustri padri fondatori, Altiero Spinelli. Una grande Europa fatta da uomini e donne, con i loro ideali ed un importante bagaglio culturale, lungo il cammino della Storia.
Lo ha ricordato il 24 luglio scorso il Consiglio comunale aostano, riunito in assemblea tematica "portes ouvertes" per rendere omaggio a quel lontano 25 marzo del 1957, giorno della firma dei Trattati di Roma.
Cinquant'anni di costruzione europea che, al di là dell'intento celebrativo, intendono offrire "l'occasione per riflettere sul ruolo dell'Europa e sull'importanza del processo di integrazione europea" - come ha rammentato in apertura di sessione, il Presidente del Consiglio Renato Favre. Un'iniziativa per tradurre in concreto e nella prossimità con i cittadini quel concetto di "sussidiarietà", talvolta abusato dai tecnocrati di Bruxelles.
Per ribadire che gli enti locali sanno e devono giocare il proprio ruolo avendo "leur mot à dire" rispetto a quest'Europa, gigante economico ma tuttora nano politico.
La seduta tematica, fortemente voluta dalla Presidenza del Consiglio comunale - come ribadito da Favre - "per consolidare una coscienza europea nella cittadinanza", nasce da una collaborazione con l'Antenna informativa locale "Europe Direct" della Presidenza della Regione Autonoma Valle d'Aosta e con il patrocinio dell'Ufficio di Rappresentanza italiana della Commissione europea a Milano, presente ad Aosta nella persona del suo Direttore, Roberto Santaniello.cinquantenario europa

Il respiro transfrontaliero dell'assemblea ha accolto gli amici venuti da Albertville: il Consigliere Georges Bernard-Granger e il Presidente Alain Mocellin della Maison de l'Europe. Invitate anche le più alte cariche regionali: il Presidente della Regione Luciano Caveri che ha richiamato l'opportunità "di saper mettere in relazione l'enormemente grande dell'Europa con l'infinitamente piccolo delle nostre specificità" e il Presidente del Consiglio Valle, Ego Perron, che ha posto l'accento "sul connubio giovani e Europa, sulle opportunità offerte per lo scambio e la conoscenza reciproca dei popoli". Presente anche il vice Presidente del Consorzio Permanente degli Enti locali (CELVA), Giuseppe Cerise.

In contemporanea, una piazza Chanoux calda e soleggiata invitava gli avventori a visitare il percorso tematico in 12 pannelli di una mostra sulle politiche per i cittadini dell'Unione europea, allestita all'ingresso del palazzo municipale, mentre gli operatori dell'Antenna informativa Europe Direct accoglievano presso il loro stand visitatori desiderosi di conoscere tutte le opportunità offerte dalla nostra Casa comune europea.
Dopo gli interventi e il dibattito in aula, l'assemblea ha votato all'unanimità una mozione d'indirizzo che chiede al Governo italiano ed alle Istituzioni europee "di dare contenuto concreto ai principi di partecipazione dei popoli alle istituzioni europee, attraverso il riconoscimento del diritto di tutte le circoscrizioni regionali degli Stati membri, e segnatamente della Valle d'Aosta, ad essere rappresentate al Parlamento dell'Unione Europea".

Si propone inoltre di "favorire le aggregazioni di regioni contermini, appartenenti a Stati diversi, volte alla costituzione di Euroregioni caratterizzate da rapporti di collaborazione, in una prospettiva federalista che superi la spinta verso antidemocratiche istituzioni macroregionali, concepite come enti burocratici calati dall'alto e fondati su logiche puramente tecnocratiche ed economicistiche".
L'Assemblea invita poi ad "incentivare le politiche di diffusione di informazione e comunicazione su temi comunitari a livello del territorio; restituendo pienezza alla cittadinanza europea "mediante azioni di rappresentanza e di visibilità, processi di condivisione e di estensione della coscienza civile europea";
Un accento, infine, è posto al sostegno rispetto alle criticità strutturali delle zone di montagna "mediante opportune scelte di politica sociale ed economica".
Conclude il documento un importante richiamo ai principi "irrinunciabili e irrevocabili"che tutelano i diritti e la dignità delle persone, espressi nella Carta dei Diritti fondamentali di Nizza.


di Laura Riello