casa proprie radici

casa proprie radici

Una casa per affondare le proprie radici

L'abitazione: indice dell'inserimento sociale sul territorio

La crescita del fenomeno migratorio è coincisa, in Valle d'Aosta come in altre regioni italiane, con un processo di stabilizzazione degli immigrati. Il motivo principale per cui gli stranieri giungono in Italia è legato al lavoro, ma la situazione abitativa costituisce uno degli elementi fondamentali per misurare il livello di inserimento sociale in un contesto. Il processo di stabilizzazione ha profondamente diversificato la domanda abitativa, divenuta via via più complessa e non limitata alla richiesta di un semplice posto letto. Contrariamente ai primi anni Novanta in cui prevaleva la domanda di sistemazioni di prima accoglienza per uomini soli in cerca di lavoro, oggi si assiste all'aumento della richiesta di alloggi in affitto e in proprietà.
Emerge la tendenza alla polarizzazione delle situazioni abitative: da un lato ci sono gli immigrati di vecchio insediamento, che hanno deciso di compiere il proprio progetto migratorio in Valle d'Aosta e cercano di migliorare la propria condizione alloggiativa, dall'altro si assiste a una persistente precarietà per le componenti più deboli della popolazione o all'inizio del loro percorso migratorio.
Cresce da un lato la propensione all'acquisto della casa - nel 2005 l'11% degli casa proprie radiciextracomunitari presenti in Italia possedeva un'abitazione - incrementando così il mercato immobiliare e consentendo ai proprietari di vendere con facilità alloggi che gli italiani considerano fatiscenti, ma cresce anche il numero di cittadini immigrati che vive una profonda incertezza abitativa. Criticità specifiche sono segnalate anche dalla elevata percentuale di domande di alloggi di edilizia popolare da parte di stranieri residenti. Alle difficoltà legate ai costi si aggiunge, per i migranti, la scarsa disponibilità degli autoctoni ad affittare a stranieri, per la diffidenza nei confronti di usi e costumi diversi, o per esperienze che hanno avuto esiti fallimentari in quanto è mancata la comprensione reciproca su esigenze e stili di vita dissimili. La metratura richiesta per l'esercizio del ricongiungimento familiare costituisce inoltre un ostacolo a volte insormontabile per quello che dovrebbe essere considerato un diritto imprescindibile della persona.
La situazione degli immigrati non è, in ogni caso, così distante da quella delle fasce deboli della popolazione autoctona e accomuna migranti stranieri a molte altre categorie di persone a reddito modesto.
La questione abitativa non riguarda inoltre solo questioni concrete, come la disponibilità effettiva di alloggi o canoni adeguati, ma comprende concetti che estendono la riflessione a un livello socio-culturale; sarebbe infatti opportuno interrogarsi sulla possibile e diversa rappresentazione dell'abitare da parte di persone che provengono da paesi diversi.
È da segnalare infine l'iniziativa del Comune di Aosta che dal 2004 ha istituito la formula della locazione assistita e della locazione incentivata, prevedendo un sistema di garanzie allo scopo di favorire l'incontro tra domanda e offerta di alloggi. Oltre a politiche abitative adeguate, l'intera questione richiede attenzione alla costruzione di percorsi di sostegno all'incontro tra nuovi cittadini, contesto abitativo e società ospitante. Diventa inoltre urgente la necessità di un'azione di accompagnamento degli inquilini stranieri alle modalità di godimento del bene casa nel rispetto della legislazione vigente, delle norme e delle consuetudini della nostra comunità.
La questione abitativa rappresenta dunque un elemento molto importante per valutare sia il livello di inserimento dei migranti in un territorio sia la capacità di accoglienza che una popolazione è in grado di sviluppare.

a cura di Donatella Jeantet
Coordinatrice CCIE