autostrada tangenziale

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Da autostrada a tangenziale sud?
I sindaci chiedono alla Regione uno studio di fattibilità


Il Conseil de la Plaine vuole capire se sia possibile far diventare tangenziale il tratto di autostrada che costeggia la città. È un argomento che ogni tanto torna di attualità, suscitando attenzione e animando il dibattito politico, ma non solo. Il tema del tratto autostradale tra Aosta est (la barriera principale che conduce al Grand Chemin e al raccordo verso il Gran San Bernardo) e Aosta ovest (l'uscita di Saint-Pierre) è legato a un possibile utilizzo "libero", quindi con transito gratuito. Obiettivo: togliere il traffico dalle statali e dalle regionali, sempre più ingolfate. Una scelta scartata quando l'autostrada fu costruita, e che richiederebbe una serie di interventi ed investimenti anche consistenti, soprattutto da un punto di vista economico. Il tracciato è gestito in buona parta dalla Sav, la Società Autostrade Valdostane, e solo nell'ultimo tratto verso Courmayeur dalla Rav, il Raccordo autostradale valdostano.
Il Conseil de la Plaine è un organismo previsto dalla legge regionale di riforma degli enti locali valdostani approvata nel 1998. Raggruppa Aosta e i Comuni della cintura, ed è presieduta dal sindaco del capoluogo. Ha funzioni consultive, nel senso che è un contesto dove è possibile dibattere questioni che non possono essere trattate solo in un'ottica locale. I trasporti sono uno di questi. Ormai la "Piana di Aosta" è un grande bacino di persone, che ogni giorno si sposta e utilizza servizi diventati comuni.autostrada tangenziale
I sindaci hanno approvato all'unanimità una mozione di indirizzo sul possibile progetto di trasformazione in tangenziale del tratto tra Aosta Est ed Aosta Ovest. I punti: valutare la fattibilità; verificare la realizzazione di un accordo "a raso" tra il tratto autostradale e l'area Cogne, da destinare all'ingresso dei veicoli industriali; fare un'approfondita valutazione tecnica sull'ipotesi di un parcheggio di "interscambio nodale", all'altezza della zona "Porta Sud" e collegato alla telecabina per Pila. Vista la portata del tema, al dibattito ha partecipato il presidente della Regione Luciano Caveri, che si è impegnato a realizzare uno studio di fattibilità sulla trasformazione di quel segmento di autostrada in "tangenziale sud" di Aosta.
Il Sindaco Grimod ha parlato di "una scelta che il Conseil de la Plaine auspicava da tempo e che è stata accolta con soddisfazione da parte di tutti i sindaci presenti".
L'idea della "tangenziale sud" è tornata di attualità anche per una serie di vicende di questi ultimi mesi. La prima è legata all'ultimo aumento della tariffe autostradali, l'altra a un dibattito che ha interessato il comune di Gressan, dove l'amministrazione ha in mente di realizzare una "viabilità alternativa" lungo la Dora per tagliar fuori il traffico dal centro del paese. Gli spostamenti tra Aosta e le località della cintura sono diventati una questione da affrontare. Basti pensare che sulla strada tra Gressan, Jovençan e Aymavilles transitano ogni giorno diverse migliaia di veicoli. Creare una sbocco a sud per il traffico potrebbe essere la soluzione anche per dare risposta a grandi progetti di modifiche urbanistiche e alla viabilità. Uno di questi è la volontà di allargare verso est, nella zona dove oggi c'è il parcheggio a due piani, l'ospedale di viale Ginevra.


Due ospiti di rilievo in Consiglio COMUNALE
autostrada tangenzialeLa sessione di maggio del Consiglio comunale di Aosta è stata caratterizzata dalle visite, rese agli amministratori della città, da due importanti ospiti. Nel primo dei due giorni di seduta, il sottosegretario di Stato alle Pari opportunità Donatella Linguiti, ad Aosta per un dibattito sulla lotta alla violenza contro le donne, ha rivolto un indirizzo di saluto all'Assemblea civica. Nella seconda giornata, invece, il vescovo della Diocesi di Aosta, Monsignor Giuseppe Anfossi, ha illustrato agli amministratori le finalità della recentemente costituita "Associazione per la filantropia comunitaria", che si prefigge di diffondere la cultura del dono in Valle d'Aosta.


Gianpaolo Charrère