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Protocollo di Kyoto: conta l'impegno quotidiano


a cura di Marco Framarin


Recentemente, sulla stampa nazionale e locale, ha avuto notevole rilievo l'entrata in vigore del protocollo di Kyoto. AmbienteInforma intende aiutare a capire di cosa si tratta e perché tale impegno, che è stato sottoscritto da oltre 160 nazioni e che coinvolge i grossi produttori, riguarda da vicino anche tutti quanti noi.
Il Protocollo è stato siglato a Kyoto nel 1997 nell'ambito della Convenzione Internazionale sui Cambiamenti Climatici e prevede che l'Italia, analogamente agli altri Paesi sottoscrittori, riduca nel periodo 2008-2012 le proprie emissioni di anidride carbonica (CO2).
Tale riduzione è quantificata nell'8% rispetto al valore misurato nel 1990.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, n. 142 del 19.6.2002, della legge 120 del 1° giugno 2002, l'Italia ha ratificato tale protocollo adempiendo in via definitiva all'impegno assunto con l'Unione Europea di approvare l'accordo entro il 1° giugno 2002.apr05-pag17
Il Protocollo ha pertanto pieno valore di legge. Esso esprime tutta la preoccupazione delle nazioni legata al cosiddetto " effetto serra" di cui l'anidride carbonica, liberata nell'atmosfera dai processi di combustione, costituisce uno dei principali responsabili.
Pur essendo consapevoli che il raggiungimento delle riduzioni delle emissioni dipenda in gran parte dalle azioni che saranno adottate dalle attività produttive, ci soffermeremo sul contributo che tutti noi possiamo fornire al conseguimento dei risultati attesi.
L'invito, non nuovo peraltro, che viene rivolto ai cittadini è quello di provvedere all'uso razionale delle risorse energetiche perché le nostre azioni quotidiane determinano anch'esse un'emissione di anidride carbonica.
L'organizzazione ambientalista Legambiente, ad esempio, ha proposto cinque diverse azioni per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto, che di seguito sintetizziamo:

  • l'uso di lampade a basso consumo per l'illuminazione domestica per risparmiare in un anno in bolletta 53 euro e 175 kg di CO2;
  • l'utilizzo della lavatrice a temperature medio-basse farebbe risparmiare in un anno 37 euro in bolletta e 125 kg di CO2;
  • la rinuncia all'automobile un giorno al mese a favore degli spostamenti a piedi, in bici o con i mezzi pubblici farebbe risparmiare in un anno 60 euro e 180 kg di CO2;
  • lo spegnimento del televisore, invece di lasciarlo in stand-by, farebbe risparmiare in un anno 24 euro in bolletta e 79 kg di CO2;
  • l'uso razionale dello scaldabagno elettrico potrebbe far conseguire in un anno risparmi per 641 euro in bolletta e 2.135 kg di CO2.

Anche i rifiuti in discarica contribuiscono all'effetto serra a causa delle emissioni di biogas: praticare la raccolta differenziata ha pertanto un ulteriore beneficio oltre a quelli più volte ricordati in questa rubrica.
Noi sottoscriviamo di buon grado tali azioni di risparmio energetico essendo convinti da sempre che bisogna partire dalle nostre abitudini quotidiane, volte ad un impegno consapevole nei confronti dell'ambiente, per ottenere risultati e l'attenzione di chi ci governa.
Sappiamo bene, però, che una partita parimenti importante si gioca su altri tavoli nei quali contano il sostegno agli investimenti per tecnologie più efficienti e sostenibili per l'ambiente e l'azione di convincimento nei confronti di quelle economie, tra cui gli Stati Uniti, che finora non hanno aderito al Protocollo.