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Famiglie, da utenti a protagoniste

Inaugurato un nuovo centro in via Monte Vodice


di Gianpaolo Charrère


La famiglia interpretata come risorsa e non solo come fruitore di servizi è alla base della filosofia che ha ispirato la nascita del "Centro per le Famiglie", inaugurato a marzo in via Monte Vodice. L'idea è di "costruire qualcosa insieme", come dicono i responsabili, favorendo l'incontro tra i genitori di bimbi e i ragazzi con meno di 14 anni. Il nuovo Centro, dove è disponibile anche uno spazio gioco per giovani utenti fino a sei anni, è aperto da martedì a sabato dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 19. L'iniziativa, finanziata da una legge nazionale approvata nel 1997, è nata grazie alla collaborazione tra l'Assessorato comunale delle Politiche Sociali, l'Assessorato regionale della Sanità, l'Unità Sanitaria Locale, il Forum delle Famiglie e in Consorzio di cooperative sociali "Trait d'Union". Nel Centro sono disponibili anche informazioni sulle risorse presenti sul territorio; saranno organizzate attività di laboratorio per adulti e bambini e corsi di massaggio del bambino. Anche lo spazio gioco ha una filosofia diversa rispetto al servizio offerto, per i bimbi fino a tre anni, dalle due Garderie comunali "Gatto Blu" e "Apeluna". In quel caso i bimbi possono essere lasciati per qualche ora in compagnia delle educatrici, mentre nel "Centro per le famiglie" devono apr05-pag13sempre essere seguiti da un adulto. Si tratta di un modo per favorire il rapporto costruito dal gioco che s'instaura tra piccoli e genitori o nonni. Ma anche un mezzo per favorire il contatto e la conoscenza tra adulti, che possono familiarizzare e cominciare a creare quella "rete" sulla quale tanto si punta con quest'iniziativa.
"Il servizio - si legge nel progetto che ha ispirato il Centro - diventa non tanto la risposta al bisogno, ma uno spazio di aggregazione in cui favorire l'incontro e lo scambio di esperienze, di costruzione di percorsi in cui le famiglie, da destinatarie degli interventi, possono diventare partner e protagoniste nei processi di miglioramento della qualità della vita. L'ipotesi di basa sulla creazione di un servizio "frendly", accessibile, non burocratizzato, che possa intervenire o, meglio, essere presente già quando le famiglie hanno bambini piccoli". Anche le iniziative, che potranno e dovranno essere suggerite anche degli utenti, non seguiranno la solita filosofia dell'incontro passivo con l'esperto che spiega un argomento, ma saranno un momento di scambio tra i partecipanti, in modo da condividere esperienze, problemi e possibili soluzioni. "Il Centro - si legge ancora nel progetto - ha la necessità di non predefinire i bisogni delle famiglie. Ci poniamo come interlocutori delle famiglie "normali". La volontà è creare degli spazi di espressione in cui gli utenti possano recuperare e ridefinire man mano spazi di partecipazione, per riconoscere il tracciato dell'opera di genitori". apr05-pag13"L'attenzione ai nuclei più svantaggiati - è riportato ancora nel documento - non è oggetto di attività specifica, ma si realizza attraverso la qualità del lavoro svolto con tutte le famiglie, secondo le regole dell'azione di promozione, dove i compiti e i ruoli non sono imprigionati in schemi rigidamente prestabiliti". Per comunicare con tutti i potenziali utenti sarà utilizzato anche il più moderno degli strumenti, un sito internet. "L'obiettivo primario - si legge nel progetto - è la creazione di un luogo "buono" per i bambini, i genitori, la coppia genitore-bambino: un luogo aperto, accogliente, che faciliti la relazione, l'aggregazione, la socializzazione, la compresenza di persone di età, sesso, cultura e condizioni sociali differenti".