apr04-pag08

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L'ultima Messa di Mozart per Musica in Sant'Orso
Il tradizionale concerto di Pasquetta eseguito da due orchestre sinfoniche

di Laura Riello

Papr04-pag08er il settimo anno consecutivo Musica in Sant'Orso, manifestazione nata dalla collaborazione tra il Comune di Aosta, la Fondazione CRT e la Fondazione Sant'Orso, propone la lettura di pagine musicali di ispirazione religiosa. Il concerto, come di consueto, avrà luogo il lunedì di Pasqua presso la Cattedrale di Aosta e segna la nascita della collaborazione tra Sinfonica, l'Orchestra delle Fondazione Istituto Musicale della Valle d'Aosta e il POSJ, ossia Projet Orchestre Symphonique Jurassien. Sarà il giovane Maestro argentino Facundo Agudin, a guidare le due compagini orchestrali in uno dei massimi capolavori della produzione sacra di Wolfgang Amadeus Mozart: la Messa in Do minore KV 427 per solisti coro, organo e orchestra. Il sodalizio artistico tra queste due realtà musicali, non vuole essere un episodio sporadico ma l'inizio di un proficuo scambio di reciproche opportunità; il concerto di Aosta, infatti, conclude un ciclo di cinque repliche, quattro delle quali avvenute nella vicina Svizzera. Oltre alle due orchestre, il concerto vedrà la presenza di quattro solisti, Bénedicte Tauran e Cristiana Presutti soprani, Jean Knutti tenore e Alejandro Meerapfel basso, e l'intervento dei cori Ensemble Vocal d'Ajoie e Opus che completano il quadro degli interpreti. All'interno della produzione sacra di Mozart, quest'opera, insieme al Requiem, occupa una posizione di rilievo ma a differenza, però, delle altre messe di Mozart, quest'ultima (anche in senso cronologico) meno si presta ad un utilizzo liturgico, per via dell'uso singolare che il compositore fece del testo ordinario della Messa tradizionale. ' Mozart - spiega il Direttore artistico dell'evento, Paolo Manfrin - adottò il testo prescritto, ma lo suddivise in sottosezioni più articolate, mettendo così in luce aspetti meno noti dei versi e conferendo una maggiore dinamicità artistica alla forma compositiva sacra più tradizionale. È così che nasce questa Messa, un lavoro che contempera in sé la novità di una scrittura vocale quasi operistica ed una gestione corale invece più attenta ai modelli del passato.' 'Non è un caso ' continua Paolo Manfrin - che frequentemente la Messa in Do minore di Mozart venga accostata alle grandi Messe di Bach e di Beethoven, così come molti hanno rilevato una parentela tra i doppi cori della 'Passione secondo Matteo' di Bach e gli episodi a doppio coro, di questa Messa di Mozart'.
Composta ed eseguita per celebrare le avvenute nozze tra Mozart e Konstanze Weber, durante una cerimonia solenne avvenuta a Salisburgo nell'agosto 1783, l'opera non fu mai ultimata. Dal Credo in poi, nei quattro episodi che seguono, questa messa è il frutto di un approfondito lavoro musicologico, poiché, dai pochi documenti che ci sono pervenuti, alcune parti risultano solo abbozzate ed altre incomplete. Paolo Manfrin ci riferisce che secondo alcuni studi le ragioni di tale incompiutezza sono dovute in parte al fatto che Mozart lasciò solo dei frammenti, che vennero poi ricostruiti, ed in parte alla presenza dei cori doppi e dei molti fiati che richiesero la stesura su fogli separati, alcuni dei quali, a quanto pare, vennero smarriti. 'Così talvolta ' spiega Manfrin - risulta chiara la scrittura delle voci e degli archi, mentre rimane lacunosa quella dei fiati, in altre avviene esattamente il contrario'.
L'unica certezza è che molti furono i musicisti che diedero il loro contributo per completare la Messa. Il primo fu Johann Anton André, (1775-1842) che nel 1799 acquistò dalla vedova di Mozart tutti i manoscritti del maestro; a lui fece seguito Alois Schmitt (1827-1902) che ne propose una propria versione alla quale, infine, si aggiunse la partitura di Helmut Eder (1916), la versione appunto eseguita nell'edizione 2004 di Musica in Sant'Orso.