aosta servizi sociali

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editoriale
Aosta esempio e guida per i Servizi Sociali


Comune capofila. In questi ultimi mesi Aosta è stata definita spesso come il Comune Capofila di progetti e di servizi. Un riconoscimento di ruolo che restituisce al capoluogo la propria natura di città complessa, di città che si è misurata con cambiamenti sociali profondi prima di altre realtà. E per rispondere a questi cambiamenti messo in campo soluzioni e risposte che oggi vengono riconosciute ed esportate altrove.

Il Comune di Aosta è diventata così la città di riferimento per due grandi progetti che coinvolgeranno l'Amministrazione comunale e in particolare l'Assessorato alle Politiche Sociali, Pari Opportunità e Diritti: il primo riguarda il Piano di Zona e il secondo l'estensione regionale del Centro Comunale degli Immigrati (CCIE).

Si tratta in entrambi i casi del segno di una trasformazione vera delle politiche sociali locali, a sette anni di distanza dall'approvazione della Legge nazionale 328 che ha rappresentato il primo e vero abbandono della logica assistenziale in favore di una logica dei servizi e del welfare community. Con il Piano di Zona si tratta di acquisire il metodo della pianificazione sociale, in cui efficacia, efficienza ed equità trovino la loro giusta collocazione. Con l'estensione del CCIE si considera il fenomeno migratorio come un fatto da affrontare attraverso politiche integrate.

aosta servizi socialiIl Piano di Zona, previsto appunto dalla stessa 328, sarà il piano regolatore dei servizi sociali. Un libro, un documento dove saranno indicate le priorità d'intervento. Un processo che obbligherà l'intero sistema a ragionare in un'ottica moderna. Il Comune di Aosta porterà sulle spalle il coordinamento di un lavoro che assomiglia tanto ad un processo anche di tipo culturale. Accanto ad Aosta, sono chiamati attivamente anche i Comuni di Arvier, Quart, Chatillon e Verres e in generale gli enti locali. L'avvio dei lavori e il supporto economico di questa operazione complessa sono stati sostenuti dall'Assessorato regionale alla Sanità, che ha voluto dare impulso alla nascita anche in Valle d'Aosta del Piano di Zona. Ma il Piano di Zona coinvolge tutti coloro che a vario titolo oggi fanno welfare: usl, volontariato, impresa sociale, sindacati. Nei mesi che verranno saremo pertanto tutti impegnati non solo a fare una ricognizione scientifica dell'offerta dei servizi oggi presenti sul territorio (e in particolare la città di Aosta si dedicherà con attenzione alla realtà comunale), ma anche a capire i bisogni sociali di oggi.

L'estensione del CCIE si concretizza nell'apertura di altri tre nuovi sportelli, oltre a quello già attivo ad Aosta, con funzioni di monitoraggio e orientamento nei Comuni di Chatillon, Morgex, e Verres. Alla città di Aosta viene affidato il compito di gestire il coordinamento organizzativo, un ruolo che suona anche come un riconoscimento del lavoro svolto in questi ultimi 16 anni. Dal primo anno di vita (1991) ad oggi si è calcolato che al CCIE di Aosta sono passati più di 4mila clienti (uomini e donne extracomunitari), che rappresentano più di 40 mila passaggi totali. Numeri importanti, che hanno fatto dire a molti di noi che era giunto il momento di governare e studiare il fenomeno migratorio (in fortissima trasformazione), ma anche di ripartire gli oneri. Anche in questo caso la sinergia tra Cpel e Regione ha permesso di dare gambe all'operazione.

L'augurio è che si continui su questa strada, poiché il vento del terzo millennio, con tutti gli sconvolgimenti demografici e sociali che si porta dietro, obbliga tutti noi ad adottare metodi di lavoro sempre più scientifici e sempre più di rete. Nell'idea che il welfare moderno è motore integrante dello sviluppo economico locale.


Giuliana Ferrero
Assessore ai Servizi Sociali Parità e Diritti