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Quando un figlio legge e scrive male
La dislessia, molto diffusa ma poco conosciuta


di Gianpaolo Charrère


Da bambini imparare la tabellina diventa un'impresa molto difficile. Da adulti i numeri possono giocare brutti scherzi, come mandarti al terminal sbagliato (al 21 invece che al 12 o viceversa) facendoti perdere un aereo. Si chiama dislessia, colpisce il 5% della popolazione, anche se molti non sanno di avere questo problema. Per queste persone leggere e scrivere in modo corretto e senza esitazioni costa grande fatica. Alla fine i genitori si fanno molte domande: Perché questo bambino non sa leggere? Perché scrive così male? Perché non sa le tabelline?
Non è svogliato o poco intelligente, può farlo ma ci deve mettere almeno il triplo dell'impegno rispetto ai compagni di classe.
Gli esperti mettono in guardia dalle conclusioni affrettate: la dislessia non è provocata da un deficit di intelligenza, né da problemi ambientali, psicologici, sensoriali o neurologici. "Anzi, spesso di tratta di bimbi con un'intelligenza molto vivace", dice Romilda Boccia, aostana che quattro anni fa, da adulta, ha capito di dover fare i conti con questa realtà. Romilda fa parte della sezione regionale dell'Adi, l'Associazione italiana dislessia.ago05-pag15
Se per i bimbi la dislessia è uno scoglio (immaginate cosa vuol dire restare indietro in una classe dove i compagni non devono fare i conti con questa difficoltà), anche per gli adulti non è uno scherzo. "Pensate ai concorsi o gli esami - dice ancora Romilda Boccia - ad esempio in Svizzera per chi ha problemi di dislessia, naturalmente certificata, è possibile affrontare gli esami di maturità solo oralmente". Il dislessico tende ad invertire lettere e numeri, sostituisce lettere (la m con la n, la v con la f, la b con la d).
Qualche volta non riesce a imparare le tabelline o informazioni in sequenza, come l'alfabeto, i giorni della settimana o i mesi dell'anno. "Possono presentarsi problemi psicologici - dice Romilda Boccia - che sono una conseguenza e non la causa della dislessia". E' molto facile, ad esempio, che un bimbo si scoraggi se fa fatica a copiare alla lavagna, se deve faticare moltissimo per svolgere un compito scritto. "Ci sono genitori - dice Boccia - che possono pensare di avere un figlio svogliato oppure meno intelligente della norma". E' per questo motivo che in Valle l'Associazione dislessia ha organizzato incontri nelle scuole, "dove - dice ancora Romilda Boccia - siamo stati accolti molto bene".
Grazie all'attività dell'Adi, qualcosa di sta muovendo anche a livello ministeriale. A marzo di quest'anno è stata emanata una circolare in vista degli esami di Maturità, nella quale "tenendo presente - si legge nel documento pubblicato sul sito www.dislessia.it - che la composizione con docenti interni della commissioni esaminatrici consente un'approfondita conoscenza degli specifici disturbi dei candidati affetti da dislessia" invita "ad adottare ogni opportuna iniziativa idonea a ridurre il più possibile le difficoltà degli studenti".
"In altri paesi siamo molto più avanti" dice Romilda Boccia. Non solo nella già citata Svizzera, ma anche in Inghilterra. "Anche perché - dice Boccia - le lingue opache fanno emergere con più evidenza il problema della dislessia. Le lingue opache sono quelle che si scrivono in un modo e si leggono in un altro. Proprio come il francese, un fatto che riguarda da vicino la Valle d'Aosta, dove bisogna affrontare esami anche in questa lingua". "In Italia - conclude Romilda Boccia - manca una normativa specifica, esiste la legge 104 sui portatori di handicap, ma noi non rientriamo in questa categoria".
Per settembre la sezione regionale dell'Associazione dislessia ha organizzato una serie di attività in collaborazione con la Consulta regionale femminile, "perché - dice Boccia - di solito le difficoltà di un figlio dislessico ricadono in primo luogo sulla madre".
In Valle giungerà per un ciclo di incontri Judith Folklener, dislessica, che si è specializzata nell'organizzazione di gruppi di auto aiuto. Ad Aosta l'Adi è presieduta da Antonella Pellissier. Chi è interessato può contattare l'Associazione italiana dislessia chiamando il 340/2905428.