ago04-pag11

ago04-pag11
focus: Terza Età
Ad Aosta comincia l'era dell'affido anziani
Il servizio innovativo sarà sperimentato per un anno

di Gianpaolo Charrère

C'è chi l'ha battezzato definendolo "prendi in affido un nonno", altri si sono fatti tentare da paragoni con le situazioni che riguardano i bimbi e i ragazzi. Comunque la si voglia vedere, anche ad Aosta è cominciata l'era di un servizio innovativo, quello dell'"affido anziani". L'obiettivo è di far incontrare domanda e offerta. Da un lato esiste chi, giunto nella terza età, si trova da solo e in difficoltà, perché la famiglia non è in grado di far fronte alle sue necessità di assistenza, anche di tipo quotidiano. Dall'altro c'è chi può essere interessato ad "adottare" un nonno o una nonna. Il punto di incontro, in questo caso, è l'assessorato comunale delle Politiche Sociali.
L'affido anziani è una realtà che ad Aosta ha cominciato il 1° luglio il suo cammino sperimentale, che durerà un anno. E' un servizio innovativo, uno dei mattoni con i quali si vuole costruire la nuova casa dell'assistenza e della solidarietà sociale. Rispetto al passato (e stiamo parlando di un paio di decenni fa) la realtà ha subito un'evoluzione rapida e complessa. Un tempo la famiglia era in grado di fornire un paracadute a molte esigenze, non solo per gli anziani. Anche i servizi assistenziali potevano essere di tipo "standard", nel senso che erano in grado di soddisfare un gran numero di utenti. Oggi non è più così. Fonti autorevoli e istituti di ricerca mettono in evidenza la necessità di individuare numerose tipologie, in grado di adattarsi a situazioni sempre più differenziate. Quello che può andare bene in un caso, può non essere ideale per una famiglia o una persona che, magari, abitano a pochi metri di distanza. Il tutto tenendo conto della necessità di mantenere l'utente a casa, con servizi domiciliari proprio come nel caso dell'affido anziani. Non solo si possono evitare ricoveri inutili in ospedale o in comunità, ma è risaputo che rimanere nell'ambiente familiare è un toccasana per tutti, a maggior ragione per le persone di una certa età.
La necessità di cambiare è collegata anche al progressivo invecchiamento della popolazione. Qualche mese fa avete potuto leggere su Aostainforma il risultato di un'indagine statistica commissionata dal Comune a un esperto del settore. Tra il 1981 e il 2001, ad Aosta gli "over 65" sono saliti da 4.947 a 7.780. Si è passati da 72 anziani (chi ha più di 65 anni) ogni 100 giovani a 196 nel 2002, dopo che era stato toccato un picco di 205 nel 1996. A livello nazionale il ritratto della nuova Italia è stato tracciato dall'Eurispes, l'Istituto di Studi Politici Economici e Sociali. In soli cinque anni, tra i 2001 e il 2006, i rappresentanti della terza età aumenteranno del 48 per cento. Se lo sguardo si spinge al futuro più remoto, l'impennata nel 2051 arriverà addirittura al 77,5 per cento. In parole povere, se oggi c'è un anziano ogni cinque abitanti, fra tre o quattro decenni gli "over 65" saranno uno ogni tre.
L'affido anziani è pensato, si legge nel regolamento approvato dalla Giunta insieme con la delibera, ad "anziani residenti nel Comune di Aosta, senza supporto familiare, che siano autosufficienti o lievemente non autosufficienti, in condizione di disagio sociale, affetti da patologie o invalidità temporanee che non intacchino in modo significativo l'autosufficienza". Per avere diritto al servizio gli anziani devono avere un reddito non superiore al doppio del minimo vitale. Gli affidatari "devono essere famiglie o singoli, residenti nel Comune di Aosta, non presentare situazioni di disagio grave, di emarginazione sociale o di disabilità, essere in buone condizioni di salute e avere più di 25 anni". Per stabilire l'idoneità, gli aspiranti affidatari devono essere valutati da una commissione. Chi desidera avere più informazioni può rivolgersi all'assessorato comunale delle Politiche Sociali, che si trova in corso Padre Lorenzo 29 (telefono 0165/277811).


Domenica mattina pensate al vostro cuore

Chi vuole fare del bene al proprio cuore può utilizzare la domenica mattina per praticare dell'attività fisica. La proposta arriva dall'Associazione "Les Amis du coeur", e il teatro scelto è il "Percorso per la salute del cuore" che si trova in regione Busseyaz di Porossan, all'interno dell'area verde comunale "Fontaine Saint-Ours". Il percorso "salva cuore" è intitolato a Giovanni Devoti, il primario del reparto di cardiologia dell'Ospedale di Aosta scomparso qualche fa e uno dei fondatori di "Les amis du coeur du Val d'Aoste". Si tratta di otto tappe, individuate da pannelli sui quali sono spiegati gli esercizi da eseguire. Gli "Amici del cuore" invitano soci e simpatizzanti ogni domenica alle 11, per affrontare insieme questo tracciato, alla ricerca di una forma fisica che possa essere di aiuto anche alla salute.