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Un progetto per valorizzare il cimitero di Sant'Orso
Il sito riveste valore storico e artistico

di Gianpaolo Charrère

Èago04-pag07un vero e proprio monumento testimone delle vicende aostane e valdostane, anche se pochi, oggi, passandoci accanto, ne sono consapevoli. Ora per il Cimitero di Sant'Orso si apre un periodo che lo porterà a risorgere, recuperando il suo valore non solo architettonico, ma anche storico e artistico. Non si tratterà solo di un recupero di tipo edilizio, con interventi sui muri perimetrali e sulla Cappella intitolata alla "Madonna Addolorata", ma di un vero e proprio intervento di valorizzazione del sito, grazie alle iniziative che possono essere finanziate da una legge regionale del 2002, destinata "agli intinerari storici, ai siti celebri dei luoghi della storia e della letteratura".
In queste settimane si sta perfezionando il lavoro di ricerca condotto da due architetti, Vittoria Pignataro e Ezio Alliod. Nella premessa del lavoro curato dai due professionisti di legge che "il progetto del restauro del cimitero di Saint-Ours, oltre che a intenti di salvaguardia architettonica e artistica, è orientato alla divulgazione e alla promozione del luogo come sito "celebre". Il filo conduttore è stato individuato nel "percorso didattico e informativo della storia dei personaggi delle famiglie sepolte al suo interno, che segna profondamente le sorti culturali, politiche, religiose, letterali della Valle d'Aosta. Al suo interno sono collocate le salme di personaggi illustri che hanno diretto le vicende politiche dela regione: il conte Crotti, il console Thomaset, i Passerin d'Entrèves". Altri nomi illustri accolti dal Saint-Ours dopo la loro morte sono quelli si Jean-Antoine Gal, canonico presidente dell'Accademia di Saint-Anselme, Innocenzo Manzetti, da alcuni ritenuto il vero inventore del telefono, del birraio Zimmermann e dei fratelli Charrey, alpinisti morti sul Monte Emilius. "E' un pezzo importante di storia della città" dice Vittoria Pignataro "visto che molte edicole sono di proprietà privata, ci piacerebbe poter avere dalle famiglie proprietarie altri dati per poter integrare le nostre ricerche".
Il percorso che ha dato il via a questa "seconda vita" del cimitero di Sant'Orso è legato a un'altra indagine storica, condotta dall'architetto Chiara Devoti. Nella ricerca viene ripercorsa la vicenda che portò all'apertura del cimitero, legata all'esigenza di dotare il borgo di una nuova area per le sepolture. Il cimitero fu benedetto dal priore Linty il 3 novembre del 1782. Tra il 1583 e il 1854 fu portato a termine un ampliamento promosso e pagato dal conte Edorado Crotti di Castigliole. "Così, negli anni centrali dell'Ottocento - scrive nella sua ricerca Chiara Devoti - in concomitanza con l'ampliamento e poi nel corso dei primi decenni del Novecento (le ultime sepolture datano dei primi anni '40) si consolida l'immagine del cimitero-mausoleo di pietra - di matrice prettamente ottocentesca - entro l'impostazione tutta settecentesca del "giardino dei silenziosi".
La progettazione in corso, che ha come obiettivo il conseguimento degli incentivi regionali previsti dalla legge sui siti celebri, riguarda tutte le opere relative al restauro e la valorizzazione del cimitero di Saint-Ours, compresa la cappella e il consolidamento dei muri perimetrali. I tempi per il completamento degli elaborati si annuncia breve, visto che la stesura dei progetti definitivo ed esecutivo dovrebbe essere completata in 120 giorni.