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Un passo indietro per il 'riccometro' valdostano
L'integrazione prevista solo per Inail e pensioni assistenziali

di Gianpaolo Charrère

Iago04-pag05l "riccometro" valdostano torna all'antico. Con una delibera approvata lunedì 19 luglio, la Giunta regionale è tornata a pronunciarsi sull'IRSEE, l'indicatore regionale della situazione economica equivalente. Un termine tecnico molto complesso, che definisce un concetto semplice: si tratta dei parametri che stabiliscono quanto, singoli e famiglie, devono sborsare per partecipare alle spese dei servizi sociali e socio-educativi. La delibera approvata il 19 luglio fa riferimento a un periodo "sperimentale" dal 1°agosto di quest'anno al 31 luglio del 2005. Non ha funzionato, come è emerso in diversi incontri con i sindacati, gli enti locali e gli assistenti sociali, la prima versione del "riccometro" della Valle d'Aosta, codificata da un provvedimento approvato il 27 ottobre dello scorso anno. Era troppo distante da quanto previsto dall'Isee, lo strumento previsto a livello italiano. Risultato: ci sono state molte difficoltà a gestire la situazione nei suoi aspetti concreti. Rispetto a quanto previsto dal "riccometro" nazionale, gli enti locali dovranno tenere conto, per l'integrazione dei dati, solo delle rendite Inail e delle pensioni assistenziali.
Il "riccometro" è uno strumento che è stato inventato per cercare di rendere più eque le quote a carico delle famiglie, chiamate a sostenere i costi dei servizi socio assistenziali. Tiene conto non solo del reddito, ma anche dei valori patrimoniali. Un esempio dell'applicazione dell'IRSEE è quello degli asili nido, servizio che prevede una quota a carico della famiglia. Il calcolo dei parametri del "riccometro" viene fatto gratuitamente dai Caf, i centri di assistenza fiscale, che hanno una convenzione con l'Inps e lo Stato. L'assessorato comunale delle Politiche Sociali apporterà le eventuali modifiche al dato, tenendo appunto conto di rendite come l'Inail o le pensioni assistenziali. Dal prossimo anno, il contributo che sarà chiesto ai genitori non terrà conto, come avviene ora, del reddito, ma delle fasce dell'IRSEE, o se si preferisce chiamarlo così, del "riccometro".
Secondo quanto riportato nella delibera di Giunta regionale approvata lunedì 19 luglio, il "riccometro" ha una funzione importante nel delicato e complesso universo delle politiche sociali e assistenziali. "Tra gli scopi delle politiche regionali - si legge nel provvedimento - sanciti dal vigente piano socio-sanitario, vi sono la realizzazione e la garanzia dell'equità dei trattamenti dei cittadini valdostani, indipendentemente dall'ente erogatore dei servizi, e la promozione della autoresponsabilizzazione delle famiglie".
Il "riccometro" con i nuovi parametri valdostani si applicherà dal 1° agosto per le provvidenze a favore di nefropatici cronici e trapiantati, ai servizi per disabili e alle iniziative in favore della famiglia, previste da una legge regionale approvata nel 1998.
Bisognerà attendere il 1°gennaio del prossimo anno perché l'IRSEE sia estesa ai servizi per gli anziani, a quelli riservati ai minori, alle provvidenze in favore di persone affette da Aids, agli asili nido, a servizio di "tata familiare" e ad altri contributi previsti nel settore sociale e assistenziale.


L'assegno post natale passa ai comuni

La Regione ha trasferito ai Comuni le funzioni amministrative sull'erogazione dell'assegno post-natale, porevisto da una legge regionale approvata nel 1998. La delibera è stata assunta lunedì 19 luglio. I due milioni e 300 mila euro stanziati saranno trasferiti alle Amministrazioni comunali in due tranches, la prima come acconto (60 per cento) entro il 31 luglio di ogni anno, la seconda, a saldo, dopo la rendicontazione che dovrà essere effettuata entro il 30 settembre dell'anno successivo. L'assegno post-natale è previsto da un provvedimento regionale sulla "Iniziative a favore della famiglia", e riguarda i bimbi fino a tre anni. I parametri per la concessione del contributo vengono stabiliti ogni tre anni dalla Giunta regionale.