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Cooperazione e sviluppo umano
Costa d'Avorio e Bielorussia, finanziati due progetti per la qualità della vita

di Laura Riello

CAspiranti sarte imparano il mestiere presso la scuola di Babriuskosa accomuna il finanziamento per la costruzione di un serbatoio per l'acqua potabile nell'Africa della provincia ivoriana di Man e la realizzazione un laboratorio multifunzionale presso la scuola professionale ucraina di Babriusk? Entrambe i progetti, sostenuti dalla Presidenza del Consiglio comunale e approvati nella sessione di giugno dall'assemblea civica, sono interventi di cooperazione e di sviluppo umano, che fanno leva sulle risorse locali e sulla mobilitazione delle popolazioni beneficiarie. La cooperazione ha, infatti, la sua forza non soltanto nei progetti che realizza ma per il collegamento solidale che crea tra i popoli, per la fiducia che riesce a generare, con esiti talvolta imprevedibili. Si possono aprire brecce molto più profonde (che non con le bombe) realizzando opere per ridare dignità alla vita delle persone. È questo il prodotto che l'Occidente dovrebbe esportare.
Nel primo caso, si tratta di assicurare, in un paese duramente provato da una guerra civile, il quotidiano fabbisogno idrico a beneficio di un Centro gestito dal "Movimento dei Focolari" con il sostegno dell'Associazione Azione per un Mondo Unito. Un Centro che ospita attività professionali formando falegnami, saldatori, tipografi e fornendo servizi di base quali un ambulatorio e una sala dormitorio.
La costruzione del nuovo serbatoio consentirà inoltre, l'accesso all'acqua potabile agli abitanti dei villaggi limitrofi, durante la stagione secca.
La seconda iniziativa, promossa dall'Associazione valdostana "Forum per i diritti dei bambini di Chernobyl", contribuisce alla realizzazione di un laboratorio funzionale ad una preparazione professionale per giovani, molti dei quali rimasti orfani a seguito del disastro di Chernobyl. Una scuola che intende garantire un futuro a ragazzi e ragazze fra i 16 e i 18 anni, offrendo loro gli strumenti per l'esercizio di mestieri quali barista, cuoco, pasticciere, panettiere.
I due interventi, che godranno di un finanziamento di cinquemila euro ciascuno, mirano a garantire ad uomini e donne un minimo di sicurezza sociale. Una sicurezza definita dalla qualità della vita e riassumibile nel concetto di "sviluppo umano", inteso dal "Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo" come "processo che permette alle persone di ampliare la propria gamma di scelte. Il reddito è una di queste scelte, ma non rappresenta la somma totale delle esperienze umane. La salute, l'istruzione, l'ambiente salubre e la libertà di azione e di espressione sono fattori altrettanto importanti. Lo sviluppo umano, di conseguenza, non può essere promosso da una ricerca a senso unico della sola crescita economica (... ) ma altrettanto importante è la partecipazione delle persone al processo di crescita".
Una sfida dall'enorme portata che interpella ogni uomo ed ogni società nella costruzione di una realtà di vita "umana", ove ognuno abbia la possibilità di realizzare le proprie potenzialità. Una realtà, ove non sempre tutto è nero o è bianco (la vita di tutti i giorni è variamente composta di sfumature comprese tra i due colori) ma in cui le certezze come il rispetto degli altri, della vita, della diversità e dei diritti dovrebbero sempre avere tinte ben definite.